Ho vinto la lotteria di Capodanno!

4
Share on Facebook175Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Io sono una di quelle che ha vinto la lotteria. Lo giuro. Proprio io.

Non potrò mai dimenticare quel giorno: il ricordo più vivo che ho è che mi ero alzata con un mal di testa tremendo, avevo una faccia da cadavere e mi ero messa addosso le prime cose trovate sul letto (potrei dirvi anche che cosa: vecchi jeans che ho ancora e maglione rosso con scollo a V). Poi, all’ora di pranzo tg, quasi senza ascoltare; ad un certo punto le estrazioni della sera prima, il biglietto del primo premio estratto acquistato alla stazione di Roma. Come me. Si sa che vincono i biglietti comprati o all’autogrill o alla stazione di Roma e così avevo fatto anch’io. “Se non giochi non vinci” ma francamente non avrei mai pensato di poter vincere davvero, mai pensato di poter essere veramente io (non lo pensa mai nessuno).

Prendo il mio biglietto per controllare e come in un sogno i numeri cominciano ad essere uguali, sempre uguali. E penso: “Non è vero, adesso una cifra cambierà”: ma non è cambiata. Era il mio biglietto!!! Ancora adesso, a distanza di anni, sono in grado di ricordare quell’emozione – sono poche le emozioni che si riescono a ricordare per come ti hanno colpito nella fisicità – ed il brivido sul mio corpo: l’incredulità, la follia, la felicità, l’esplosione, l’urlo di gioia.

Non so dire esattamente quanto sia durato il mio shock. Il desiderio successivo sarebbe stato quello di scendere in strada ed urlarlo al mondo intero, ma mi sono trattenuta perché queste cose non si devono dire ad anima viva. Non sapevo cosa fare, cosa dire, dove sbattere la testa. Ma avevo vinto una cifra pazzesca ed a quel punto ho capito che la mia vita sarebbe cambiata.

Ho cominciato a pensare a tutti i soldi che avevo ed a quello che avrei potuto farci e così ho iniziato al stilare la mia classifica dei desideri: chiaramente mi faccio un viaggio da urlo (Maldive? in un resort di quelli dove ci siamo solo io e Briatore), lo shopping non avrà più confini e vestirò solo con capi ultrafirmati di infinite varietà, con la soddisfazione di vedere la faccia che farà quella trota della mia collega che viene sempre tutta infighettata; poi le bagatelle, estetista tutte le settimane e mi rifaccio anche le tette eccheccavolo! Una donna di servizio fissa e magari, in più, una baby sitter per quelle iene dei miei figli. L’indecisione riguardava i desideri di più largo raggio: chissà se era meglio una casa, un investimento sicuro, smettere di lavorare…ma mi sarei fatta consigliare.

Le mie giornate sono continuate più o meno nello stesso modo, covando dentro questo angosciante segreto in attesa di ritirare i miei soldi e del conseguente cambiamento della mia vita; nel frattempo mi sono informata a più non posso e pare che il 35% dei vincitori di lotterie cada in depressione o cose del genere, una metà disperda la fortuna nel giro di pochi anni, ho perfino trovato su internet forum e gruppi di sostegno per aiutare i vincitori a gestire e superare questo momento. Ma và!

Vi risparmio i dettagli, ma ritirare la vincita è stato il modo per mettere a prova la mia pazienza; dopo mesi ci sono riuscita con il risultato di ritrovarmi in tasca un bel po’ meno della cifra riportata sul mio biglietto vincente. Ma era comunque tanto e non ci si può lamentare.

Ho fatto il mio viaggio alle Maldive e parecchio shopping di qualità, dopo molti e molti ripensamenti ho deciso di non lasciare il lavoro, chissà se per passione o per paura di non sapere poi come riempire tutta la mia giornata, anche se certo sono molto più tranquilla perché ho la consapevolezza di non poter mai restare sotto un ponte. Con un pochino di presunzione penso di poter affermare di essere stata brava a gestire la mia vincita: non ho sperperato tutto in futilità, ho fatto qualche buon investimento e mi sono garantita una tranquillità che pochi possono permettersi. Posso dire con orgoglio di non aver mai frequentato gruppi di sostegno e di non essere caduta in depressione, anche se onestamente quando guardo me stessa qualche anno fa mi trovo non troppo diversa da oggi. Il mio mal di testa non passa, se non con qualche calmante, la mattina corro sempre come una matta per portare i bimbi a scuola e poi essere al lavoro, che continua a darmi soddisfazioni e orgoglio, la persona che dorme accanto a me è sempre la stessa ed il suo odore sempre quello che amo. Quando guardo lontano guardo negli occhi dei miei figli. Et ça c’est tout.

Non avevo capito appieno, allora, che quel momento di gioia assoluta in jeans e maglione davanti alla tv con un biglietto vincente fra le mani era il momento di massima felicità. In quell’esplosione totale ricordo di aver pensato che stesse iniziando tutto, che fosse il primo passo verso il mio cammino alla felicità. E invece era quello il momento.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook175Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

4 commentiCosa ne è stato scritto

  1. sabrina

    sono felice x te sei stata grande a gestire il tutto sai anch’io spero sempre in una botta di fortuna ma nonostante i miei sacrifici niente da fare ma non so perche sento che prima o poi qualcosa cambiera in meglio spero solo che non e’ la mia illusione x stare piu’ tranquilla psicologicamente scusa mi presento sono sabrina da roma ho tre figli e un piccolssimo negozio di sartoria che non va male se lo stato non mi succhiasse il sangue cmq auguri sinceri e tanti kiss!!!

    Rispondi
  2. Galateo

    Che culo! Meglio a te che ad altri vah! Investire in un mensile web di notizie varie ed originali no eh?

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?