Ciao Ronnie, il nonno del metal

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Possono esistere nonni nell’heavy metal? O i nostri eroi sono solo giovani e belli coi capelli neri e borchie ovunque o con i capelli biondi e pantaloni di pelle? Ronnie James Dio, al secolo Ronald James Padavona, ci ha lasciati il 16 maggio 2010.

A molti questo nome forse dirà poco, ma la sua carriera artistica ha passato 40 anni di storia della musica gettando le radici ed ispirando quello che oggi è il genere musicale chiamato heavy metal: e Ronnie non ha mai smesso di amare il metallo, non ha mai smesso di inserire nei suoi album (specialmente negli ultimi) quelle sue visioni fantasy che tanto avevano appassionato e fatto amare il gruppo che lo ha reso famoso, i Rainbow.

“Quando la notte scende, lei corre verso di me” chissà se ha così pensato alla morte Ronnie in questo anno in cui ha dovuto annullare i concerti con gli Heaven and Hell (sostanzialmente i Black Sabbath senza Ozzie Osbourne ma con Ronnie) e sottoporsi a cicli di chemioterapia per sconfiggere il tumore allo stomaco. Alla fine non ce l’ha fatta, ma il cordoglio del mondo musicale heavy metal è stato comune: tutti hanno tributato un saluto, un ringraziamento a Ronnie: Ac/Dc, Iron Maiden, Kiss, Dream Theater, Metallica, Queen.

Ma cosa ha fatto Ronnie per la musica? La sua carriera è partita con una band blues/rock chiamata Elf in cui già la voce di Ronnie era ben definita, ma il grande successo arriva con i Rainbow formazione creata da Ritchie Blackmore, allora chitarrista uscente dai Deep Purple. L’unione di Ronnie e Ritchie ha dato vita ad una delle prime band che ha seminato il terreno dell’hard rock per gettare le fondamenta dell’albero dell’heavy metal.

Il mio primo ricordo della voce di Ronnie fu quando comprai un disco live dei Rainbow (anzi il primo disco della band che acquistai era proprio un live). Ero in camera mia con il mio piccolo stereo, accesi le casse, inserii il cd ed ad un certo punto sentii iniziare un concerto con una frase tratta dal film “Il mago di Oz” e faceva più o meno così: “Toto we are not in Kansas anymore we must be over the rainbow” e dopo qualche secondo di attesa si scatena l’intro dei concerti dei primi Rainbow “Kill the king” con la doppia cassa dell’indimenticato Cozy Powell ed ad un certo punto dal frastuono esce nitida, potente, chiara la voce di Ronnie.

La prima domanda che mi feci era: ma dove viene fuori una voce così? E dire che ero abituato ai cantanti dei vari genere metal da quelli che cantano acuti a più non posso (non sempre poi resi uguali dal vivo…) a quelli che rantolano rabbia ma la voce di ronnie sembrava un boato uscito dalle nebbie del metallo. E questa voce era ancora così decenni dopo quando Ronnie aveva oltre 60 anni ed ancora la sua classe, il suo stile e cura nel canto erano intatti. Basta andare su Youtube e vedere come cantava, ancora nel 2009, nei live del suo gruppo, i Dio, e degli Heaven and Hell cantando i classici da lui scritti come “Holy driver” o le grandi hit metal dei Black Sabbath.

Se qualcuno dei lettori desidera conoscere Ronnie inizii acquistando i live dei primi Rainbow, quelli con Ronnie alla voce: sentirà la poesia di “Catch the Rainbow”, la potenza della voce di Ronnie in “Kill the King“, la malinconia in “Mistreated“, la cavalcata fantasy in “Sixteenth Century Greensleves“, la furia protometal di “Still I’m Sad“.

 

 

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. francesco

    grazie a tutti per i complimenti. Ascoltiamo la buona musica…che non batte su (rai)due ma batte sulla doppia cassa di Cozy Powell e sulla grande voce di Ronnie James Dio

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  2. sabbia

    complimenti a francesco per il bell’articolo da appassionato ed intenditore. una boccata d’aria fresca in un panorama musicale ristretto a x-factor o maria de filippi!!!
    condivido le sensazioni descritte ascoltando la voce e le melodie che i raibonw danno, così come pochi altri gruppi, anche di altro genere, riescono a trasmettere. auguro a tutti che quest’articolo invogli a ricercare stili musicali diversi, più vicini all’ascoltatore e non al pubblico, quindi meno commerciali ma sicuramente più soddisfacenti. grazie a tutti

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