Pissi Pissi Bau Bau

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Qualche settimana fa, di fronte alle speculazioni dei mercati finanziari e ai timori riguardo all’economia del proprio Paese, Zapatero chiese agli investitori che si basassero “in fatti e dati reali” e non “in proiezioni e pronostici” basati su “informazioni insufficienti”. Insomma, concentriamoci sugli elementi certi e non sulle dicerie! Lo stesso discorso è stato certamente fatto da…

…altri capi di Stati, indicati come prossimi al fallimento o amministratori di aziende le cui azioni in Borsa colavano a picco.
Ma siamo sicuro che il discorso di Zapatero and friends sia un discorso corretto e adeguato al mondo in cui ci troviamo a vivere? Siamo cioè certi che si debba sgombrare il tavolo dalle dicerie e dai rumors, trattandoli come spazzatura o forse – invece – si dovrebbe imparare a manovrarli, gestirli e crearli?

Siamo sottoposti ad un diluvio d’informazioni: c’è sempre un esperto che afferma una cosa, e un altro esperto che sostiene il contrario. L’eccesso d’informazione non informa. E di fronte alla saturazione informativa, sempre più ci formiamo opinioni in maniera emozionale, istintiva e/o costruendo il nostro personale quadro informativo sulla base di ciò che asoltiamo da persone per cui proviamo empatia. Insomma: pettegolezzi.

Chi gestisce un Paese o un’impresa, il cui valore è anche determinato dal giudizio delle masse, dovrebbe forse trattare questo modo di formarsi opinioni basato sulle “dicerie” non come un incendio da spegnere, ma come la combustione necessaria a sostenere la baracca, anche la propria. E quindi apprendere ad indirizzare e gestire questo fuoco a proprio favore, non estinguerlo. Come? Costruendo “racconti” sul nostro Paese o impresa, che ne diano un’immagine positiva e che possano catturare l’attenzione dei cittadini e investitori. Non è un caso che la Casa Bianca produca ed emetta settimanalmente un video sull’attività di Obama realizzato da esperti di fiction televisiva…

L’irrazionalità e gli eccessi emozionali dei quali si lamentava Zapatero sono uno dei frutti del mondo super-connesso in cui ci siamo trovati a vivere e – ci piaccia o no – lo saranno ancora per molto. Vivere in rete, sottoposti ad un continuo bombardamento d’informazioni, ci spinge ad affidarci ad un processo informativo paradossalmente più semplice e “primitivo” come quello del pettegolezzo. Per questo, anche in quanto italiani, dobbiamo e possiamo, tutti, costruire “racconti” su ciò che di positivo c’è nel nostro Paese o vogliamo ci sia. Magari in alternativa alla “favola” che ci somministra da quindici anni il nostro presidente del consiglio. Come fare? Conviene farsi un giro dalla parrucchiera e… ovviamente leggere l’11!!

 

 

 

 

 

 

 

 

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Cosa ne è stato scritto

  1. Galateo

    Tutto vero. Però piano ad assecondare tutto l’esistente in nome del ” però funziona così”. Gli stessi meccanismi che hai ben descritto sono la causa di tutto l’ attenzione che ha avuto quel criminale che voleva bruciare il corano, novello Calderoli in terra USA. Quindi, le avanguardie intellettuali come l’Undici devono sì analizzare e proporre una soluzione concreta ma fateci anche sognare qualcosa di migliore, di come dovrebbe essere.

    Rispondi

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