Io cito, tu cita

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“A volte non c’è nulla di più pericoloso di non prendersi dei rischi”
[Pep Guardiola, allenatore di calcio].
“Bisognerebbe ingoiare un rospo vivo a colazione per essere certi di non incontrare niente di più disgustoso nel corso della giornata”
[N. Chamfort]
“Sono ottimista per disperazione”
[N. Svampa].
“Le tendenze insane sono come gatti randagi. Se dai loro del cibo, continueranno a girarti intorno. Smetti di dar loro alimento e non dovrai più preoccuparti che tornino.
[A. Chah]

Ho circa 2GB di citazioni nel mio hard disk, potrei andare avanti per ore. Citazioni per tutti i gusti e circostanze. Per chi s’è innamorato, per chi è stato lasciato, per chi vuole lasciare, per l’amico triste, per l’amica che si sposa, per quella che divorzia. Ce n’è per tutti.

Utilizziamo aforismi e frasi famose di poesie, libri, film, canzoni in ogni dove: su Facebook, sul blog, sul profilo di Skype, in fondo alle email. S’è già scritto di come tutti questi social networks siano fondati sul nostro bisogno d’essere guardati (e approvati). Eppure è raro che qualcuno si apra sul serio su queste piattaforme, raccontandosi in profondità. È molto più consueto rimanere in superficie, dicendo e non dicendo, lanciando qualche messaggio intepretabile in varie maniere, senza mai svelarsi sul serio. E per questo scopo, le citazioni sono perfette: ecco quindi la frase del poeta o del tal attore, oppure direttamente il video della canzone da Youtube o lo spezzone di film o una vignetta.

Le citazioni sono perciò una maniera per scendere in profondità, essendo però sempre protetti dalla firma “altrui”: si lancia un messaggio a chi deve capire oppure a tutti gli “amici”, potendosi sempre però nascondere e tornare in superficie in un batter d’occhio. Se, per esempio, scriviamo su Facebook: “Innamorarsi e amare è facile: succede quando uno meno se lo aspetta, uno sguardo, una parola, un gesto, e il fuoco si propaga bruciando petto e bocca. Il difficile è dimenticare, la ‘saudade’ consuma; l’amore non è una spina che si può togliere, una bolla che scoppia: è un dolore ribelle e insistente che uccide dentro.” [Jorge Amado - Teresa Batista stanca di guerra] possiamo voler dire che non riusciamo a dimenticare quella tal persona che ci ha lasciato da mesi. Ma se qualcuno ci domanderà se è effettivamente così, potremo rispondere di sì oppure che invece si tratta solo di una bella frase di un libro che stiamo leggendo e nulla più.

L’utilizzo della citazione ci consente perciò di dire e non dire, aprirci e chiuderci, svelarci e nasconderci, essere e non essere. A seconda delle circostanze e dell’interlocutore. Perfettamente in linea con la filosofia di Facebook et similia, dove si è circondati di “amici” che lo sono e non lo sono, dove si mettono in piazza i fatti nostri, ma si tengono per sé i pensieri più profondi, dove si trova sempre compagnia, ma si è anche profondamente soli. Utilizzando le parole altrui possiamo dire ciò che noi non abbiamo il coraggio di dire, potendoci sempre però ritirare dietro a un: “Ma non l’ho detto io, l’ha detto quel tal cantante!”. Possiamo anche mostrare a tutti quanto siamo duri, risoluti e decisi. Salvo poi non fare seguire alle parole i fatti, perché, in fondo, quella era solo una canzone. Oppure manifestare al mondo d’aver inteso perfettamente i termini del problema, come se questo fosse sufficiente a risolverlo. Di solito, chi vuol fare una certa cosa, fa e non parla. Parlare (citare) significa alleviare il proprio senso d’impotenza e paura di fronte alla necessità di agire: c’è sempre una citazione pronta da postare su Facebook per questo.

Prendendo in prestito le parole altrui si può insomma essere ciò che non si è, dire ciò che non si ha la forza e la capacità di dire, essere sinceri oppure dire le bugie. Si può essere una cosa e l’altra. E a questo proposito ho pronta una citazione: “Non so chi sono, che anima ho. Quando parlo con sincerità non so con quale sincerità parlo. Sono variamente altro da un io che non so se esiste (o se è quegli altri)” [F.Pessoa]

 

 

 

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Cosa ne è stato scritto

  1. GelosaCronicaControllata

    Questo è proprio l’articolo che avrei voluto scrivere…se fossi stata in grado di scrivere un articolo!
    Sarà per questo che mi tengo lontana da facebook assieme ad altre due, tre, dieci, venti persone al mondo?!
    Mah…
    “So chi sono e che anima ho. Quando parlo con sincerità non significa “verità” ma vera sincerità. Sono io”

    Rispondi

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