Grandi Misteri: la Tessera del Tifoso

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La tessera del tifoso non serve a un catzo (ipotesi di sinistra). La tessera del tifoso debellerà la violenza dagli stadi (ipotesi di destra). La tessera del tifoso qualcosa fa. Cosa? Boh. Ma non fa male (ipotesi democristiana).

Dunque dunque… Da dove si parte? Francamente non ne ho la più pallida idea. Quindi se, nell’ordine:
- qui si cercano risposte chiare e definitive
- si odia il calcio
- si pensa che i tifosi di calcio siano minus habens con la testa a scacchi e i tacchetti al posto dei denti
allora è meglio chiudere subito la sessione, arrestare il computer e andare a farsi un bel giro in bici con rinfrescante birretta finale. Altrimenti ci si sollazza con le confuse idee di un povero atalantino che da circa 37 anni segue ‘sta squadra di sfigati che in bacheca – oltre alle ragnatele – tiene giusto n’impolverata Coppa Italia anno 62/63.

Ok partiamo. La Tessera del Tifoso (da qui in poi affettuosamente definita tdt) è un bancomat. O almeno quella è l’apparenza. Sulla tdt c’è il tuo nome, il nome di un istituto di credito e lo stemma della tua squadra. Ah, e una bella foto scattata da una piccola webcam al momento della sottoscrizione. Mi sono pettinato appena in tempo. Purtroppo non mi ero accorto dell’infido prezzemolo tra gli incisivi. Altro non so. Anche perché la tdt non me l’hanno ancora consegnata. E non perché non sia economicamente affidabile e solvibile – credo -  ma perché, grazie alle classiche lungaggini italiote, non è ancora pronta.

Nell’attesa mi presento allo stadio con il modulo con il quale ne ho accettato la sottoscrizione. Senza la quale non avrei potuto abbonarmi. Ecco il punto. È una conditio sine qua

non
. Niente tessera? Niente abbonamento. Perché?

Perché, nelle intenzioni, questo è uno strumento di controllo attraverso il quale la questura garantisce alla società che l’abbonato non tenga sul groppone reati legati a manifestazioni sportive negli ultimi 5 anni. E, senza la quale, non puoi seguire la tua squadra in trasferta. O, almeno, non nel settore riservato agli ospiti. E qui saltano fuori i primi inghippi.

Se cioè tale prudenza può essere accettabile e addirittura condivisa, i tempi della giustizia italiana fanno sì che ci siano in corso processi per DASPO (Divieto di Accedere alle manifestazioni SPOrtive, NdR) che bloccano di fatto l’abbonamento all’ipotetico tifoso ma che potrebbero poi concludersi con l’assoluzione quando ormai “l’imputato” è rimasto tristemente lontano dall’amato stadio. E questa, francamente, è una stortura. Della giustizia però, non della tessera, ad essere onesti.

In secondo luogo chi non ha la tessera potrebbe invero acquistare tranquillamente un biglietto di un altro settore che non sia quello riservato agli ospiti. E questa è un’altra stortura. Non credo sia un’idea geniale che agguerriti ultrà possano sedere in settori “tranquilli” dello stadio. Il rischio di tensioni è alto anche se, in verità, credo che senza la “protezione” di cancelli, gabbie e polizia, forse anche gli animali siano meno aggressivi… Le curve, d’altra parte, hanno contestato fin da subito l’iniziativa del ministro sassofonleghista bollandola come ignobile schedatura di persone che vanno tranquillamente allo stadio. E qui salta fuori un altro inghippo.

Credo sia pretestuoso invocare la privacy quando giriamo da anni tranquillamente con almeno 3 o 4 chip in una tasca (bancomat, carta di credito, tessera sanitaria, tessera punti della benzina, del supermercato, del mediastore ecc ecc) e con – almeno – un cellulare nell’altra. Prova ne sia che con l’ano riesco tranquillamente a leggere qualsiasi codice a barre.

Francamente, a parte il fastidio alla natica per colpa di un portafoglio sempre più gonfio di tessere e anemico di quattrini, non lo vedo come un problema. Tra l’altro, dall’introduzione degli odiosi tornelli e del biglietto nominale, la schedatura è già in atto da un pezzo e nessuno se n’era mai lamentato. O, comunque, non così rumorosamente. Somiglia molto ad una guerra dai grandi ideali su basi di cartapesta.

In verità ciò che vogliono gli ultrà, la peggio parte degli ultrà (che è una minoranza ma con molto potere), è che non si tocchi lo status quo. Che chi frequenta sa. Sa che le curve sono terra loro. Ove esiste la legge. La loro. Ove girano anche tanti soldi e interessi non indifferenti. Ove all’entrata gli steward ti requisiscono l’accendino ma poi, nella bottega del merchandising curvaiolo sotto gli spalti, tra felpe, sciarpe e magliette trovi, udite udite, gli accendini della squadra del cuore! E dove qualsiasi scossone all’ordine “costituito” scatena la reazione dello zoccolo duro. E uno status quo ove, nell’ombra, è facile scorgere la passiva connivenza di società accomodanti (quando non sotto scacco) e forze di polizia che chiudono un occhio e spesso pure l’altro.

Chiaro, il fatto che sulla tdt ci sia (anche) l’effigie di un istituto di credito fa pensare… Fa pensare che, come spesso accade, qualcuno c’abbia infilato anche una bella azione di marketing. Quindi, con in mano la preziosa tdt, potrai avere sconti sulla divisa ufficiale, sull’accappatoio con lo stemma, sulle elegantissime ciabatte da passeggio con i colori sociali ecc ecc… Ma, francamente, mi sembrano dettagli… Insomma, anche mia mamma in passato mi ha ingozzato di fagioli borlotti o bastoncini di pesce pur di poter esporre nella credenza la casseruola antiaderente col coperchio di cristallo pirex per controllare la cottura… Ah, se interessa, può andare in forno tranquillamente anche ad alte temperature.

Tesi finale. Non credo che la tdt risolva i problemi di violenza negli stadi. Perlomeno non li risolve se non coadiuvata da una serie di iniziative collaterali e da una profonda e difficile trasformazione della cultura (anti)sportiva italiana. Credo anche che le polemiche attorno ad essa siano pretestuose e nascondano ben altri obiettivi. Insomma da sola non fa male ma non guarisce il malato. Un’aspirina contro la meningite.
Conseguenza finale.
Sono democristiano.

 

 

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Chi lo ha scritto

Ciccio

Nato nel sessantotto, laureato in Farmacia, vive a Bergamo, talvolta si sposta a Bergamo alta ma solo se in possesso di regolare visto. Appassionato di musica, la ascolta senza far danni mentre quando la suona i suoi tre gatti hanno imparato a latrare. Felicemente malato di Atalanta (malattia non sessualmente trasmissibile), ama i viaggi – soprattutto in Africa – , i Simpson, la fotografia, le moto (vecchie), Manu Chao, i libri e i giocattoli.

8 commentiCosa ne è stato scritto

  1. forever

    NO alla tessera

    SI’ alla passera

    (striscione in Curva Andrea Costa-Bulgarelli, 3 ottobre 2010)

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  2. kiki

    No, il problema della violenza negli stadi si risolve come hanno fatto gli inglesi, che non è alzare il prezzo dei biglietti giassì trasferire la responsabilità (penale) di quello che succede nell’intorno e dentro lo stadio alle società.
    Da quando hanno introdotto la norma, lo UK è passato dalle stragi degli uligani allo stadio per le famiglie nel giro di due (due!) mesi. Secondo voi in Italia si farà mai? Sì sì (come no)

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  3. Gigi

    comunque in questa Italia ribaltata abbiamo la destra (quasi tutte le curve sono legate a gruppi di destra) che è contro la tessera del tifoso, la sinistra (democratica) che dice che male non fa, ma non serve, e il governo (per incentivare la visione delle partite in TV) che la promuove.

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  4. Gigi

    perfetto su tuttta la linea: se vado allo stadio sono già schedato. se la tessera mi risparmia un po’ di file tanto meglio.

    se chi va in tasferta va nei distinti per conto suo o con 3 amici difficilmente scatenerà assalti alle tifoserie avversarie. al massimo se rompe le palle si becca 4 scapaccioni dai distinti tifosi di casa.

    g.

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  5. Galateo

    Viva la tessera del tifoso e tutto quello che fa incazzare quei mentecatti che sono gli ultrà.

    Fede in una squadra…puah! C’è già dio che è in crisi!

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  6. giampi

    Parliamoci chiaro: il problema della violenza negli stadi si risolve – come fatto in altri paesi, Inghilterra in primis – con un’unica, semplice decisione: alzando di molto il prezzo dei biglietti.

    A margine, magari, si potrebbe anche legalizzare la marijuana per far stare più tranquilli coloro che non potranno più permettersi d’andare allo stadio

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  7. A,Lex

    Serva o non serva…perché ora io devo pagare per averla? a chi questi miei soldi? E ancora: perché posso comprare singoli biglietti senza tdt ma non l’abbonamento (ipotesi: perché i singoli biglietti costano di più)? Conclusione: credo di essere di sinistra

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