Eureka!

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archi“Un’idea, un concetto, un’idea finché resta un’idea è soltanto un’astrazione se potessi mangiare un’idea avrei fatto la mia rivoluzione la mia rivoluzione, la mia rivoluzione…” Cosi cantava il caro Giorgio Gaber nel lontano 1972.

L’idea finchè resta idea, è materia di speculazione filosofica, e ci sarebbe molto da dire iniziando da Platone e passando per Cartesio, Kant e Schopenhauer. Rimanendo ancorati alla realtà, lontano dall’iperuranio platonico, per coloro che non hanno avuto la (s)fortuna di studiare filosofia al liceo, una idea spesso è un “eureka” che gridiamo, quando incontriamo la soluzione a un problema che da tempo volevamo risolvere o semplicemente quando la nostra creativitá va a ruota libera. Un po’ come succede al benemerito amico di Topolino,  Archimede Pitagorico, per il quale l’esclamazione “eureka!” si accompagna con l’accensione di una lampadina sulla sua testa. Sia l’”Eureka!”  che l’immagine della lampadina accesa sulla testa come simboli del risveglio di una idea, vengono da due noti personaggi famosi per il loro perspicace ingegno: Archimede e Thomas Edison.

 

bookPersonaggi diversi, epoche diverse, ma con in comune la straordinaria abilità di partorire idee, nella maggior parte dei casi fruttifere per l’uomo. Forse non tutti noi siamo all’altezza di questi due geni del passato, ma nel nostro piccolo le nostre idee possono essere a loro modo geniali e per questo vanno coltivate, allevate, mangiate  e digerite, per citare ancora Gaber.
Come è possible ciò? Una semplice soluzione sarebbe quella di scriverle. Lo stesso Edison comprese l’importanza di scrivere le proprie Idee. Sempre con sè aveva un notebook, in cui scriveva le proprie idee, intuizioni e osservazioni. A sua volta lo stesso Edison era stato inspirato da Leonardo Da vinci, il quale produsse una grande quantità di bozzetti e note, spesso scritti con la tecnica della scrittura riflessa. Probabilmente Edison non scriveva specchio-riflesso come Leonardo, però scriveva e rileggeva. Dopo la sua morte, si narra che furono trovati 3500 block notes scritti da lui. Con questo aneddoto si apre un libro che da poco ho ricevuto in regalo e che considero molto stimolante:  “The Idea book”. Apprezzato da molti e criticato da tanti, tacciato a volte come libro di auto-aiuto per persone con bassa autostima, è sicuramente un libro originale che personalmente vi consiglio di leggere e usare per “mangiare” le vostre idee.

 

E per concludere una frase di Isabel Colgate (che non è la moglie del magnate del dentifricio): “non è una cattiva cosa abituarsi a scrivere i propri pensieri e le proprie idee. Se non altro, evitiamo di annoiare qualcun altro“.

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