Com’è andata a finire

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Un giorno c’è la ripresfini e berlusconi sul lampadario di palazzo graziolia e il giorno dopo siamo di nuovo nella merda. Obama prova a intervenire. Marchionne prova ad approfittarne. Fini e Berlusconi sono ad una guerra dei Roses di cui si attende con impazienza il finale.

Oggi è l’undici settembre una data che non finirà mai, anche se ora le truppe americane se ne sono andate dall’Iraq, che comunque con l’undici settembre non c’entrava niente. Il presidente Obama al contrario dei suoi predecessori ci ricorda che non siamo in guerra contro l’Islam e che non è più tempo di crociate (anche perché di crociate non ne abbiamo mica vinte tante)

 

Il presidente Obama, sempre peggio nei sondaggi, tenta di risollevarsi affrontando la crisi con iniziative importanti: dopo la riforma finanziaria ora incentivi e investimenti, ma intanto suggerisce al suo partito di non parlare di economia nella prossima campagna elettorale.

 

Il buon Marchionne non si ferma e non si placa ed allarga il suo dominio a tutta Federmeccanica. Tutti ossequiosi, osannanti, impauriti. Anche i sindacati si dividono tra chi si genuflette (Cisil e UIl che poi si stupiscono di essere contestati dai lavoratori) e chi sbraita slogan precotti (la FIOM-CGIL). l’AD di Fiat ha quindi giuoco facile.

 

Mentre da noi i celoduristi leghisti da 16 anni al governo fanno le solite chiacchiere, in Francia Sarkozy risponde deportando i ROM. Da noi i professionisti della xenofobia che siano al governo a far leggi o alle amministrazioni locali ad applicarle operano sempre la stessa politica di nascondere la spazzatura sotto al tappeto e in questi anni al più si è visto un Alemanno andare in pompa magna allo sgombero di un campo Rom, come se fosse l’inaugurazione di un’autostrada. I Rom si spostano di qualche centinaio di metri e non cambia niente, ma tanto di autostrade non se ne inaugurano da anni.

 

In giugno c’erano state le elezioni in Belgio: ancora non si è in grado di formare un governo e gli autonomisti fiamminghi avanzano sempre più concretamente l’ipotesi di secessione: vedremo se saranno chiacchiere stile Lega Nord o se i fiamminghi faranno seguire i fatti.

 

Dopo aver impiegato 4 mesi a tappare la falla che ha provocato il disastro petrolifero nel Golfo del Messico, la BP forte del fatto che non se ne parla più, ora dice che non è stata tutta colpa sua e che per il conto bisogna fare alla romana.

 

Di Logge, affaristi, truffatori, Verdini, Carboni e Bertolasi non si parla quasi più. Cioè ne parla solo La Repubblica e ogni giorno riesce facilmente a trovare un po’ di merda prodotta da questi costruttori. Ma l’opinione pubblica probabilmente ora vuole altre storie.berlusconi e fini sul lampadario di palazzo grazioli

 

E quindi anche per questo mese ha tenuto banco il balletto tra Fini e Berlusconi, che personalmente non si sopportano. La politica non c’entra perché entrambi non ne parlano mai, ma proprio tra loro due non c’è più niente da fare. Dopo il matrimonio di interesse, la lunga luna di miele e un paio d’anni da George e Mildred ora sono ad una guerra dei Roses di cui si attende con impazienza il finale. La novità è che Berlusconi dopo aver fatto la voce grossa ora ha una paura fottuta delle elezioni e preferisce tirare a campare ad oltranza come un Prodi. Alle elezioni gridano solo i soliti caciaroni che hanno facile successo con le menti semplici: Bossi e Di Pietro. Poi al momento giusto per lui il Silvio farà partire la sua campagna elettorale personale ed andrà a finire come sempre. Ma l’undici ci sarà e niente resterà impunito.

 


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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    la stessa cosa si potrebbe vedere così per fare un po’ di social proof de noantri:
    un italiano su 4 legge lundici.

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  2. matzeyes

    Ho appena visto un sondaggio che dice che 3 italiani su 4 non hanno la più pallida idea di chi siano Verdini e Carboni. Social proof?

    Rispondi

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