Grandi Misteri: Apple, Macintosh, la Bibbia e il tempo delle mele

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E’ sempre il tempo delle mele. La azienda produttrice di computers e altre amenità elettroniche denominata Apple (mela in inglese, NdA) è ormai onnipresente e onnipotente. Così come i suoi tre prodotti di maggior successo: l’iPod (di cui già si parlò qui), l’iPad e il computer Macintosh.

Tutto ha a che fare con la mela. Sarà per la sua forma che ricorda la perfezione di una sfera o perché è un frutto molto comune, ma sta di fatto che la mela ha da sempre esercitato un fascino speciale sugli uomini.

La “Cacciata dei progenitori dall’Eden”, affresco di Masaccio nella Cappella Brancacci (chiesa di Santa Maria del Carmine, Firenze)

Basti pensare che nella Bibbia non è scritto che il frutto del peccato che Eva avrebbe addentato sfidando la proibizione di Dio fosse una mela: si fa riferimento genericamente ad un “frutto”. Eppure dal Medioevo, si cominciò a far coincidere il frutto dell’”albero del male” con una mela, probabilmente a causa di un errore di traduzione, dato che in latino “malum” significa sia “mela” che “male” (cambia solo l’accento). Tra parentesi, già che siamo in tema di blasfemie, c’è anche chi afferma che l’aggettivo “vergine” associato alla Madonna sia anch’esso in realtà un’imprecisa traduzione di un termine ebraico che andrebbe più propriamente tradotto in “giovane donna”. Ma questa – come sempre – è un’altra storia.

Che dire poi del film “Il tempo delle mele” (il cui titolo originale, in francese, era “La Boum” = “La Festa”)? Anche i Beatles quando fondarono la loro casa discografica nel 1968 non poterono sfuggire al fascino della mela e la battezzarono Apple records.

Tuttavia la mela oggi più famosa è quella della Apple, l’azienda informatica. Esistono due principali teorie sull’origine del nome: secondo la prima, Steve Jobs (co-fondatore e storico presidente della Apple) all’epoca della fondazione dell’azienda, lavorava ogni tanto in una fattoria-”comune” dove si coltivavano mele e perciò pensò a questo frutto.

La seconda spiegazione fa invece riferimento proprio alla summenzionata casa discografica dei Beatles, dei quali Jobs era un grande ammiratore. Quando poi si trattò di disegnare un logo per l’azienda, la scelta cadde sempre su un’immagine facente riferimento ad una mela, in particolare quella che sarebbe caduta sulla testa di Newton, ispirandolo riguardo alla legge di gravitazione universale. C’è quindi anche chi sostiene che fu in realtà la vicenda di Newton ad ispirare il nome Apple.

In ogni caso, il logo con Newton un po’ “retrò” mal si confaceva ad un’impresa di informatica lanciata verso il futuro e così nacque il famoso logo con la mela morsicata. Fino al 1998, la mela era colorata, in linea con lo stile dei computer Apple che sin dal principio puntarono anche sull’estetica e su di una grande attenzione all’interfaccia grafica. In seguito, la mela perse i colori e divenne più “tecnologica” e meno “frou-frou”: ormai anche i clienti meno attenti all’estetica erano stati catturati e non esisteva più una così forte necessità di differenziarsi dai concorrenti, Microsoft in primis.

Immediatamente si nota che la mela del logo Apple è imperfetta, essendo morsicata da un lato. Anche sul significato di questo morso esistono varie teorie. La prima fa riferimento al giuoco di parole tra “bite” (morso) e “byte” (un’unità di misura informatica). La seconda possibile spiegazione – più affascinante – sostiene che il morso sia un riconoscimento ad Alan Turing, uno dei padri dell’informatica. Anche questa storia merita una breve parentesi. Turing fu un grandissimo matematico e logico inglese che – fra l’altro – contribuì profondamente, durante la seconda guerra mondiale, al progetto volto alla decifrazione dei messaggi in codice scambiati dai tedeschi. Sulla scia di queste ricerche, sviluppò le prime idee riguardo a macchine antesignane dei moderni computer.

C’era però un problema: Turing era omosessuale e ciò, nella “civilissima” Gran Bretagna, non poteva essere tollerato. Turing venne perciò arrestato e condannato a castrazione chimica e ad un trattamento ormonale che gli causò addirituttura la crescita del seno. Probabilmente proprio a causa di questa vergognosa denigrazione della sua persona ad opera del governo della nazione che aveva così fortemente aiutato a vincere la guerra, Turing si suicidò nel 1954, mordendo una mela avvelenata….

Il “civilissimo” governo britannico di Sua Maestà la Regina di Gran Bretagna ha impiegato 45 anni per scusarsi formalmente per il trattamento persecutorio che fu riservato a Turing (lo fece il primo ministro Brown nel 2009, solo dopo una petizione ed un’insistente campagna internet).

Come la Bibbia ci insegna, la mela può anche essere causa di problemi (in questo caso di copyright): la summenzionata casa discografica Apple denunciò l’omonima azienda informatica per l’illegale utilizzo del nome “Apple”. Cominciò così una lunga controversia legale che nel 1991 condusse ad un accordo secondo il quale la Apple computers poteva continuare a chiamarsi così a patto di non produrre alcun suono (essendo il settore “sonoro” di pertinenza della casa discografica Apple).

L’accordo venne presto violato dato che la Apple produce suoni e addirittura ha fatto della musica (vedasi iTunes e iPod) uno dei pilastri del proprio successo, e la guerra tra le due Apple si fece più aspra e portò la Apple computers al pagamento di diverse penali. Per lungo tempo la musica dei Beatles non era disponibile sui negozi on-line della Apple. Solo nel 2007 si giunse ad un accordo (forse) definitivo che diede in questo caso ragione alla Apple computers perché si giudicò che “in un mondo trasformato dalla tecnologia è la mela dei Beatles a trarre vantaggio da quella dei computer”.

Infine l’ultimo mistero anch’esso legato – incredibilmente – ad una mela. Il computer della Apple denominato Macintosh (ora più spesso semplicemente: Mac) deve il suo nome alla varietà di mele McIntosh di cui era ghiotto Jef Raskin, il responsabile del progetto che portò alla produzione del primo computer Macintosh. Alla ricerca di un nome per il nuovo computer, scelse il nome della mela che era sulla sua scrivania e che stava mangiando.

Insomma: è sempre il tempo delle mele!

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5 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Astrid

    articolo interessante che arricchisce ciò che viene dato sempre per scontato e che stimola una curiosità intellettuale.

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    • taikomama

      Genio, insomma…. Non ha fatto che riscrivere il contenuto di un monologo di Flavio Oreglio (il quale aveva presentato la cosa in maniera molto più affascinante).

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  2. giampi

    Per la cronaca, il primo suono prodotto da un computer Apple si chiamava (e si chiama, chi ha un Mac lo può ancora trovare tra quelli disponibili): sosumi che ha lo stesso suono di: “so sue me” = “allora denunciami”, chiaramente riferito alla Apple records

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