Diventiamo tutti un po’ più Geppetti

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Le bugie, ragazzo mio, si riconoscono subito, perché ve ne sono di due specie: vi sono le bugie che hanno le gambe corte, e le bugie che hanno il naso lungo: la tua per l’appunto è di quelle che hanno il naso lungo.
Pinocchio, non sapendo più dove nascondersi per la vergogna, si provò a fuggire di camera; ma non gli riuscì. Il suo naso era cresciuto tanto, che non passava più dalla porta.

La Fata turchina ha dato a Pinocchio del bugiardo. Possiamo immaginare – con buona pace di Collodi – che Geppetto gliene sia stato grato: grazie anche a questo, Pinocchio, pieno di vergogna, riuscirà a diventare un bambino vero.

Nella odierna piramide rovesciata i bambini sono pochi e sono il centro del mondo: per loro cambiamo vita, cambiamo casa, cambiamo macchina, per loro rinunciamo al nostro lavoro (tanto era già precario), alle nostre vacanze, ai nostri amici se non hanno figli anche loro. Facciamo mutui perché abbiano tutto, proprio tutto, ché non avere il cellulare a undici anni non s’è mai visto, e per far sì che neanche un minuto della loro giornata sia privo di una solida organizzazione (che insulto le feste senza animatori… come facevano una volta quando si trovavano a casa di qualcuno e basta, senza nulla da fare?). E dei figli così non devono essere perfetti? Eh già, perché dopo che hai dato loro tutto non puoi certo aspettarti che non diventino dei supereroi.

Chissà perché, poi, ogni tanto qualcuno si permette di venirti a giudicare o, ancor peggio, di osare proferire parola contro il tuo perfettofiglio. Se a scuola non ha dei voti eccellenti non è mica perché non studia: sono gli insegnanti che non sono stati in grado di stimolarlo e, anzi, l’hanno preso di mira. Meglio quindi cambiare scuola l’anno prossimo: meglio metterlo in una scuola privata. Così avrà più tempo per praticare il suo sport preferito a livello agonistico (a dire il vero l’anno prossimo sarebbe meglio fargli fare basket, perché quando giocava a calcio c’erano sempre degli arbitri che ce l’avevano con lui e non è servito a nulla parlarne con l’allenatore). Anche il prete del campeggio a cui è andato appena finita la scuola si è permesso di prendersela col perfettofiglio: ha detto che ha delle difficoltà di relazione coi coetanei: probabilmente sarà uno dei tanti preti pedofili, sarebbe bene denunciarlo. In effetti, a ripensarci, anche Geppetto avrebbe dovuto denunciare quella Fata Turchina.

E andrà a finire che il naso dei nostri figli non si allungherà mai e loro non si vergogneranno mai; non perchè non sono capaci, ma perché nessuno glielo ha mai fatto provare. Probabilmente, se diventeranno bambini veri, sarà più per merito loro che nostro. Se resteranno burattini dobbiamo però essere coscienti che non avremo in mano i loro fili per tutta la vita, che tenteranno di camminare da soli, ma non saranno capaci. E cadranno. E magari daranno la colpa a qualcuno (forse a noi).

Un vecchio proverbio della nonna diceva: se hai imparato a generar figli, impara anche ad educarli. A onor del vero non è che Geppetto ci abbia messo granché di suo per educare Pinocchio: gli ha dato un vestito, un libro e qualche buon consiglio, poi per fortuna che ci sono stati la Fata Turchina e il grillo parlante, ma anche i Mangiafuoco, i gatti e le volpi.

Nel nostro mondo “fanciullocentrico” potremmo tentare di lasciarli un po’ stare, questi nostri figli. Tentare di non comprare loro tutto quello che i nostri stipendi riescono a permettersi, non aspettarsi che camminino, parlino, leggano quando gli assillanti manuali di psicopedagogia ci dicono che devono. Farli annoiare un po’, quando finisce la scuola.

La prospettiva ribaltata delle cose ci dice che oggi educare significa anche un po’ non fare. Siamo abbastanza ragionevoli da sapere che i Mangiafuoco esistono ancora: lasciamo che i nostri figli li incontrino e, per stupidità o per sventura, scappino con loro; e se troveranno sulla loro strada una Fata turchina lasciamo che faccia loro crescere un po’ il naso, invece di denunciarla.
A noi tutti l’augurio di diventare un po’ più Geppetti!

 

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11 commentiCosa ne è stato scritto

  1. fiorella modeo

    Cercasi Fata Turchina per i nostri politici! Un po’ di sana vergogna non guasterebbe.

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  2. A.Lex

    A Sonoko: donna e madre…che come tale predica bene ma non sempre razzola altrettanto bene!

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  3. Gigi

    è ipossibile non riconoscere molti comportamenti dei genitori che ci circondano (noi compresi).
    ci sono poi due questioni che mi sconfortano: i bambini allevati dal canale 601 e successivi di sky, con la tv perennemente accesa sui cartoni animati anche mentre si mangia o ci si veste (per agevolare le complicate operazioni mattutine o serali).
    e la baby dance in vacanza: cazzo va bene che a casa torni alla sera stanco e ne hai poca voglia e che i bambini non si debbano annoiare mai, ma se anche in vacanza affidiamo i figli a terzi per fargli imparare mossette da velina a ritmo di musica trash …

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  4. giampi

    Mi permetto un appunto sulla figura della Fata Turchina il cui consiglio finale a Pinocchio (“Metti giudizio per l’avvenire e sarai felice”) mi pare abbastanza riduttivo e riducente.
    In sostanza nonostante Collodi ci faccia intuire il potere della fantasia, a Pinocchio viene consigliato di tenersi lontano dall’immaginazione, intesa come esplorazione di cosa c’è oltre le barriere, le frontiere, sovvertendo la visione del mondo che ci è stata imposta.
    Il modello proposto dalla Fata è “un modello di ubbidienza e di buona condotta” che ci spinge a non pensare, ad accontentarci dei luoghi comuni e di un linguaggio dogmatico che divide il mondo nettamente in bianco e nero, bene e male, noi e loro…

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  5. NT

    ok è vero, è vero….forse non in tutto…(spero!), ma anche io mi riconosco in alcuni atteggiamenti di cui avete parlato….
    Altro comportamento sbagliato credo sia quello di dover dare ai bambini sempre una risposta e certa (anche se non ne siamo sicuri); in questo modo si sopisce la loro curiosità, la ricerca,il senso critico….
    Come attenuante solo una frase a cui sono particolarmente affezionata e in cui credo oggi piu’ che mai; “Sono convinta che solo l’educazione è capace di cambiare il mondo” Margherita Zoebeli -educatrice
    N.B. IO credo che tutti abbiamo il dovere e il diritto di educare che siano bambini nostri o no.

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  6. Galateo

    Dura lex, sed A.lex. Bell’articolo, la penna batte dove il dente duole. Sonoko, anche secondo me è una donna.

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  7. Gigi

    ecco, se proprio vogliamo, il riferimento a pinocchio e a geppetto è un po’ disneyano, che il vero Geppetto è un mezzo disgraziato che va in giro con una parrucca bionda e Pinocchio è un insopportabile adolescente che uccide a martellate il grillo parlante (pesante anche lui), finisce impiccato, due volte in prigione, usato come cane da guardia, quasi fritto in padella, trasformato in asino, venduto per fare un tamburo e inghiottito da un pesce cane…
    compito di un genitore è sì quello di rendere indipendente i figli e farli camminare con le propre gambe, ma anche quello di insegnargli ad evitare guai troppo grossi (che fatine con la bacchetta magica non esistono).

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  8. Gigi

    perfetto su tutta la linea.
    qui in 24 ore ho una mamma incazzata come una iena perché la figlia (8 anni) non è passata alla ginastica agonistica che gli istruttori sono degli idioti che invece hanno preso altre bimbe che facevano schifo. un ragazzo che finita l’università lascia l’appartamento, ma non è in grado di gestire la cosa e allora la mamma intima alla proprietaria di parlare con lei e non col figlio perché il poverino soffrirebbe troppo a rendersi conto che non è stato capace di pagare le bollette, far pulire la caldaia, imbiancare …

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  9. sonoko

    dal tono dell’articolo direi che A.Lex dev’essere una donna con le idee piuttosto chiare e quasi rivoluzionarie (ammesso che riesca veramente a tener fede a quanto scrive ed a non conformarsi all’avvilente tendenza “fanciullo-centrica”, esaltata e fin troppo pubblicizzata).
    atteggiamenti eccessivi di attenzione dei genitori ricordano una grande incertezza su tutto il resto, come gli ultras al bar che parlano solo di moviola o le mamme che parlano solo di asili o i padri solo di belen… e nessuno parla più di sè, di attualità seria commentando con pensieri propri (solo l’11).

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  10. giampi

    A me pare che molti genitori d’oggi vivano la nascita (e i primi anni di vita) del figlio come “una delle cose da fare nella vita”, ossia come un punto dell’ordine del giorno dell’esistenza, un compito, una sfida da svolgere.
    In contrapposizione ad una visione più “naturale” per cui il figlio nasce perché così va il mondo.

    Se dunque il figlio *la* cosa di cui occuparsi nei prossimi 5/10 anni, è consequenziale un atteggiamento “fanciullo-centrico” che elimina quasi ogni altra.
    A me non sembra sano che un genitore medio, attualmente, se c’è il figlio nei paraggi, riesca a dedicarti la sua attenzione per un tempo non superiore ai 15 secondi.

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