Libreria Taschini consiglia

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Arriva l’estate e a me viene voglia di leggere della guerra nel Viet-fucking-nam. La guerra con la maiuscola, la guerra che più di tutte è nel nostro immaginario collettivo.

DISPACCI, HERR MICHAEL. Rizzoli 9,50 €

 

Arriva l’estate e a me viene voglia di leggere della guerra nel Viet-fucking-nam. La guerra con la maiuscola, la guerra che più di tutte è nel nostro immaginario collettivo. Un contributo a questo l’ha dato senza’altro Michael Herr con il suo Dispacci, definito dal New York Times il miglior libro sulla guerra del Vietnam, frutto della sua presenza là dal ’67 al ’69 come corrispondente per Esquire e collaborando successivamente alle sceneggiature sia di Apocalypse Now che di Full Metal Jacket.
Come scrive Roberto Saviano nella nuova introduzione: Il Vietnam è la guerra più presente nelle nostre menti, nel nostro immaginario. Più della seconda guerra mondiale, più della guerra dei trent’anni e della guerra dei sei giorni, più delle guerre puniche e delle guerre napoleoniche, più della guerra civile spagnola e di quella americana, molto più di qualsiasi conflitto venuto dopo: dalla Somalia alla Bosnia, dall’Iraq all’Afghanistan. E forse persino più della madre di tutte le guerre con temporanee, quella che non a caso ancora viene chiamata la Grande Guerra. Per ché allora c’erano Céline e Jünger, Remarque e Barbusse, Lussu e Slataper e tutti i grandi poeti inglesi, ma non c’era la potenza di fuoco della grande cinematografia americana. Niente ‘Apocalypse Now’, ‘Full Metal Jacket’, ‘Il cacciatore’, ‘Hamburger Hill’, ‘Rambo’, ‘Good Morning, Viet nam’, ‘Platoon’.
La guerra del Vietnam smentisce la frase pronunciata da Her mann Göring durante il processo di Norimberga: “la storia la scrivono i vincitori”. La guerra del Vietnam è stata scritta esclusivamente dagli sconfitti. L’unica guerra persa dagli Stati Uniti, è diventata la guerra più rappresentata, al punto tale che Vietnam è un Paese pronunciato esclusiva­mente accanto al nome della nazione che l’ha aggredito, invaso, devastato e che infine si è ritirata sconfitta. E questo racconto della sconfitta e della vergogna, per la prima volta nella storia dell’umanità, diventa epica [...]

Tante cose vi rimaranno di questo libro: i morti (con gli occhi aperti, quelli nelle body bag, i bambini), gli svalvolati (il soldato che aveva tranquillanti nella tasca destra e gli eccitanti nella sinistra), le droghe (di tutti i tipi: erba, anfetamina, eroina) gli hotel (con le loro piscine e terrazze vista scontri), i predestinati (quelli che sono scampati alla morte per un pelo e allora si crede che non moriranno più), le paure, la giungla (dove anche chi non fumava aveva sempre la sigaretta in bocca per evitare che si riempisse di zanzare). Uno sguardo vero e per niente retorico: Herr ci ha messo dieci anni a scriverlo e per lungo tempo è stato l’unico libro scritto in vita sua: IMPERDIBILE.

 

 

CREDETEMI, C’HO PROVATO, Mishna Wolf. Fandango

 

Un memoir molto divertente. Una ragazzina bianca in quartiere popolare e nero di Seattle. Il padre è convinto di essere nero, lei di nero ha ben poco (a differenza della sorella minore): non ha ritmo, non sa ballare e cantare non sa giocare a basket. Quando verrà tasferita dalla madre in una scuola di bianchi ricchi che vanno a sciare il week end e fanno le vacanze in europa, ovviamente si sentirà troppo nera…

“Sono bianca. E lo sono anche mia madre e mio padre. Mia sorella è figlia dei miei stessi genitori: siamo assolutamente, completamente bianchi. Americani bianchi d’origine europea. Bianchi, bianchi, bianchi, bianchi, bianchi, bianchi, bianchi, bianchi. Credo sia importante chiarire questo punto, perché quando descrivo la mia infanzia a qualcuno – gli anni passati a spostarci da una chiesa nera battista all’altra, le squadre di basket all-black, le ore trascorse sotto le abili mani di qualcuno che mi intrecciava i capelli – spesso mi sento chiedere: “Chi è nero, nella tua famiglia?”. Nessuno. Siamo tutti bianchi.”

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Galateo

    Vietnam unica guerra persa dagli USA? Tsè!
    E la mitica Corea? Che dire poi dell’ Afghanistan? dell’ Iraq? A me pare che dalla seconda guerra mondiale in poi al massimo ne hanno pareggiate.

    Rispondi

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