Com’è andata a finire

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I fatti principali erano il fiume di petrolio riversato dalla piattaforma BP nel golfo del Messico, le inchieste sulla cosiddetta P3 coordinata dal coordinatore del PdL Denis Verdini, le quotidiane scaramucce tra correnti del PdL, la manovra finanziaria e le mosse dell’AD della FIAT Marchionne.

 

Sarà la fretta di andare in vacanza, ma a sto giro sembra che qualcosa si sia mosso.

 

 

Sono continuate le notizie centellinate riguardo il fiume di petrolio riversato dalla piattaforma BP nel Golfo del Messico: allarmi non ascoltati, mancate misure di sicurezza, interventi tardivi, soluzioni provvisorie. Intanto il presidente Obama e famiglia passano qualche giorno di vacanza in zona, si riapre qualche chilometro di mare alla pesca e si consente alla BP di trivellare a 500 chilometri dalla Sicilia. La cosa che colpisce è che quando una petroliera con un carico comunque limitato riversa petrolio in mare si grida alla catastrofe e si inonda il mondo di foto e filmati del disastro. Qui dopo oltre 100 giorni di versamento continuo di petrolio abbiamo visto solo un gabbiano annerito e qualche foto delle operazioni, taroccata dalla BP. Poi finalmente la grande sorella del petrolio annunzia festosa che ha tappato la falla. Arrivederci e grazie?

 

Una manina sottrae migliaia di documenti segreti e li fa pubblicare su wiki leaks. Il segreto di Pulcinella è che in Afghanistan gli Stati Uniti stanno perdendo la guerra e in più hanno ucciso qualche migliaia di persone innocenti. E’ normale che l’amministrazione americana preferisse che tutto ciò non comparisse nero su bianco scritto su tutti i siti del mondo.

 

La loggia di affaristi che condizionava le istituzioni di cui fanno parte il coordinatore PdL Denis Verdini, il sottosegretario alla giustizia Caliendo, il fondatore di Forza Italia Dell’Utri e l’ex faccendiere della P2 Carboni manovra appalti, giudici, istituzioni (bella forza le istituzioni sono loro). La novi

tà è che Verdini, sotto assedio da magistratura ed ex amici scarica la responsabilità su Dell’Utri. Gli schizzi di fango arrivano al collo, poi si accorge che non è fango: è merda.

 

Che si tratti di questione morale, legge bavaglio o quantità di sale che va nella pasta il pres. della camera Fini e i suoi hanno sempre da dire contro il governo e i ladri che ci stanno dentro. Un controcanto continuo che attende una soluzione definitiva: il Giornale di Berlusconi ha affilato le armi già da un po’, il TG1 di Minzolini si è attivato, Fini si è cagato addosso e ha chiesto un armistizio. Ma era troppo tardi e il Silvio, incazzato nero, con un atto da vero PCUS staliniano ha cacciato Fini e i suoi dal partito. E’ andata a finire che adesso il governo non ha più la maggioranza in Parlamento, che ora il Silvio valuta bene cosa gli conviene (e lo sa fare benissimo), poi ci spiega che lo fa per noi e ce lo caccia in quel posto, come sempre, tra una barzelletta e una mignotta.

 

Per  l’ex ministro al nulla  (o agli affari propri) Brancher è arrivata la condanna a 2 anni reclusione per il caso AntonVeneta (appropriazione indebita e ricettazione).

 

Marchionne, incassato il nuovo contratto stile Pomigliano, non lo ferma più nessuno: new company, via da Federmeccanica, stabilimenti in Serbia. Ora sa che è forte e fa un po’ come cazzo gli pare. E ha ragione visto che sindacati e politica con i loro strumenti tradizionali (contrattazione, incentivi, etc.) sembra siano comunque disarmati. Intanto può anche farsi forte del successo americano con la Chrysler e con i complimenti del presidente Obama.

 

Siete contenti? Avete visto che sto giro qualcosa è finito per davvero?

 

Non perdete i prossimi numeri che dopo la notte di San Lorenzo con le sue stelle cadenti, si prevedono anche i fuochi d’artificio.

 

LEGGI IL DIARIO DELL’UNDICI DI LUGLIO

 

 

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Chi lo ha scritto

Paolo Flamigni (Gigi)

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Una laurea in informatica gli dà il pane quotidiano. Una triennale con lode al Dams gli fa credere di poter sparare sciocchezze a caso sul cinema. Immagina di fare un sacco di cose, ma è molto vicino a non fare nulla, però lo fa. Scrive di cinema, è responsabile della sezione visioni dell'Undici di cui gestisce anche l'account Twitter

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