Santa Marina Travestita (Marino) – 18 giugno

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Il 18 giungo ricorre Santa Marina (Marino), figura emblematica di Santa travestita, una tipologia di Santa che percorre i secoli.santa marina travestita col bambino

L’agiografia di Santa Marina – Marino è emblematica nel suo mescolare leggende e documenti, nel fondere in un’unica biografia aneddoti relativi a personaggi diversi e nel risaltare iconografie e stilemi altamente simbolici per l’immaginario cristiano e non solo. La narrazione della vita della santa si confonde in alcuni tratti con ben tre omonime: S. Marina di Antiochia (20 luglio), S. Marina di Orense (18 luglio) e la beata Marina di Spoleto (anch’essa 18 giugno) mostrando già in questo, oltre alla necessità di narrazione che caratterizza le vite dei Santi, quasi una sorta di promiscuità del racconto completato in modo confuso e indistinto e di ambiguità del personaggio di cui la storia giunta fino a noi è indubbiamente suscettibile di varie interpretazioni.

Santa Marina nacque a Bitnia in Asia Minore e visse e morì in Libano presso il monastero di Canobin tra il V e il VII secolo.
Cresciuta in una famiglia povera ma molto devota rimase orfana di madre. Il padre stravolto dal dolore e illuminato dalla vocazione decise di farsi monaco. Alcune fonti ci dicono che il padre pio e devoto non sopportasse la lontananza della figlia e chiese all’egumeno del convento di far entrare il figlio in convento, altre raccontano che la figlia pia e devota supplicasse il padre di portarla in convento per dedicarsi totalmente alla preghiera. Fatto sta che entrambi pii e devoti si ritrovarono nel monastero di Canobin, su un incantevole monte nel Libano. Marina che aveva circa 14 anni coi capelli rasati, coperta dal largo saio e incappucciata cambiò il nome in Marino e giurò al padre di non rivelare mai la sua identità sessuale: così Marina accettò il suo destino, indossò i vestimenti sacri e li onorò fino alla morte subendo l’ingiustizia degli uomini fino a vivere la propria Passione.
Alcuni documenti riportano che gli altri frati lo credevano un eunuco, in altri si legge che il padre avesse raccontato che il figlio era eunuco, comunque in qualche modo la sospensione di incredulità ebbe il sopravvento e nessuno mise mai in dubbio il genere di Marina – Marino che godette della stima e dell’ammirazione degli altri monaci che vedevano in lui il fratello più totalmente devoto alla preghiera e alla penitenza.
Ma siccome ogni racconto ha bisogno di ostacoli e di antagonisti e la via della santità è lastricata di dolore pochi anni dopo la morte del padre fra Marino a soli 17 anni dovette subire le accuse di una ragazza (naturalmente definita dissoluta) rimasta incinta di un soldato. La sciagurata non trovò niente di meglio che accusare i frati che avevano dormito nella locanda del padre per incolpare fra Marino in persona.
Fedele al voto fatto al padre Marina rinunziò alla via più facile per discolparsi, subì l’ingiuria e si rassegnò alla colpevolezza. Cacciata dal monastero si rifugiò in una vicina grotta dove per giunta le venne appioppato il figlio della colpa che lei crebbe con amore (e con il latte che le zampillava dal seno). Visse di stenti e di preghiera per oltre 5 anni.
I frati ammirando come l’ex confratello affrontava con dignità, sottomissione e preghiera la durissima prova convinsero l’egumeno di Canobin a riaccogliere fra Marino (con figlio, la storia si ripete).
Col fisico minato dai vari patimenti Marina – Marino morì all’età di circa 25 anni. Siccome sul capo di Marino pesava ancora l’infamia del peccato, l’egumeno ordinò che il suo corpo fosse seppellito lontano dal monastero. Ma quando i frati si apprestarono a lavare il corpo prima del rivestimento e della sepoltura … colpo di scena: fra Marino è una donna, è Marina, è innocente, è un santissimo travestimento, una vittima calunniata. La figlia dell’oste da tempo posseduta dal demonio viene condotta al corpo di Marina ed avviene il primo miracolo: sputa il demonio ed è libera perché Marina l’ha perdonata, ha scacciato la bestia, l’ha guarita.  “Marina era di certo una santa, Marino era di certo un santo”.

La storia di Santa Marina Vergine è in apparenza paradossale: aveva rinunziato ad essere femmina per dedicarsi al Signore (e al padre) ed andare a vivere in un luogo (il monastero) dove chi vi vive ha rinunziato ad essere maschio. Così Marina : si era fatta priva di sesso, come gli Angeli, ed era diventata contemporaneamente donna padre e vergine madre. Per la sua menzogna il diavolo aveva reso pazza la figlia dell’oste. Per la sua menzogna (le sue menzogne) il Signore rese Marina Santa. Questo ci indica che i peccati che la Chiesa condanna hanno una virtù corrispondente che li sublima e li esalta:alla lussuria corrisponde l’amore mistico per Cristo, all’androginia dei sodomiti quella dei consacrati, alla falsa testimonianza il silenzio e il perdono.
Il racconto della vita di Manessuno può scambiare marlene dietrich per un eunucorina ha diverse attinenze con quello delle vite di alcune sante come Apollinaria, Atanasia, Anastasia, Eufrosina (santa protettrice delle lesbiche), Eugenia, Tecla, Teodora fino a Santa Giovanna d’Arco. Queste Sante hanno in comune il fatto di essere state condotte dalla fede, dalla misoginia e dalla sancita (sancita dalla Chiesa ufficiale e dalla cultura dominante) inferiorità spirituale delle donne a scegliere la scappatoia del travestimento per unire le proprie esigenze sacre e profane e godere di un minimo di libertà individuale.D’altra parte nel Vangelo apocrifo di San Tommaso è presente l’istigazione di Gesù: “Se una donna vuole servire il Cristo e tralasciare il mondo materiale, dovrà smettere di essere una donna. Allora sarà considerata come un uomo”. Così in epoche e luoghi diversi, dalla proto cristiana Tecla discepola di San Paolo, alla nostra Santa Marina vissuta nel 500 in Libano, fino a Santa Giovanna d’Arco nella Francia del secolo XV, l’agiografia è piena di donne che si travestono da uomini per accedere a ciò cui in quanto donne non potrebbero accedere, fosse la preghiera o lo studio o magari anche la guerra.lady oscaro travestita, sai che originalità Nel corso di tutto il medioevo le biografie delle sante travestite godettero di una tale popolarità che tantissime donne per sfuggire alla loro condizione sceglievano deliberatamente di rinunziare ad essere femmine. Il dilagare del fenomeno fu tale che diversi concili (a partire da quello di Gangra del IV secolo), dovettero interdire alle donne tale travestimento.
Fu così che il fenomeno della ragazza travestita è giunto fino a noi nel teatro, nel cinema, nella letteratura, dalla Dodicesima Notte di Shakespeare alla Freccia Nera con Loretta Goggi a Lady Oscar a molti altri esempi ancora.

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Cosa ne è stato scritto

  1. Mario Alessandro

    Bella storia, esemplare, ma viziata da un errore pregiudiziale.. che attribuisce a questa od a quella religione visioni sociali (ad es. sulla condizione della donna) che sono invece frutto delle relative civiltà storiche e geografiche..ad usum delphini.. Ma è comune usanza degli uomini giustificarsi accusando delle idee..

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