R.I.P. – Il morto del prossimo mese: Ariel Sharon

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sharonAriel Sharon (Kfar Male, 26 Febbraio 1928). Semplicemente, la sua vita fu metafora dei primi cento anni di Israele. Una figura straordinaria che i più vogliono “controversa”, ma che in realtà come nessun altro incarnò la maniera di esistere e la politica (militare) dello stato del popolo eletto creato nella terra promessa.

Sharon Militare

Figlio di ebrei lituani che fuggirono dalla rivoluzione bolscevica russa, membro del movimento sionista a 10 anni, a 14 anni mostra la sua predisposizione alla vita militare, entrando in un gruppo paramilitare per poi arruolarsi nell’esercito appena possibile. Nel 1952 fu nominato capo della infamosa unità 101, la prima unità delle forze speciali israeliane. L’unità 101 aveva il compito di mostrare la faccia feroce di Israele (come se ne fosse esistita una dolce) al mondo arabo, con frequenti e illegali incursioni negli stati vicini e in Palestina, colpendo indiscriminatamente civili e militari. Sharon disse che fu lo stesso fondatore dello stato di Israele, David Ben-Gurion, che durante un colloquio gli spiegò le tattiche e le strategie che Israele doveva attuare per sopravvivere. In una parola di cui ultimamente si abusa, semplice ed efficace terrorismo. Ovvero uso efferato della violenza su civili, provocazioni e rappresaglie stile seconda guerra mondiale, noncuranza delle reazioni internazionali. Il tutto con la continua esibizione della schiacciante supremazia militare ottenuta grazie all’appoggio USA che in quegli anni maturò definitivamente la scelta pro-Israele.
A differenza di Ben-Gurion, che guidò il processo di costituzione dello stato di Israele che finalizzò il 14 Maggio 1948 ma che in sostanza mediò fra gli interessi sharonSueze le decisioni prese dai vincitori della seconda guerra mondiale, Sharon fu il colono, il militare, il politico che tradusse in pratica la vision di Ben-Gurion, che sporcandosi le mani difese la stessa esistenza di quelle righe tracciate su una cartina da qualche politico probabilmente neppure ebreo. Anzi, ritracciò le righe. Con Sharon comandante, in una rappresaglia poi censurata dai paesi occidentali USA inclusi e dall’ ONU, la 101 fece esplodere 45 abitazioni, uccidendo 69 palestinesi fra cui alcuni bambini (strage di Qibya). Questo era il core-business di Sharon all’ inizio della carriera. Durante la guerra di Suez nel 1956 però, a seguito della perdita di 40 suoi soldati nel passagio di Mitla (Egitto), fu allontanato dall’esercito per 6 anni durante i quali si laureò in legge. Per molti anni subì inoltre accuse da molti dei suoi sottoposti dell’epoca, che testimoniarono la chiara volontà di Sharon di provocare l’esercito egiziano per poter iniziare la conquista del passaggio, cosa che i suoi superiori gli avevano sempre chiaramente proibito. La carriera nell’esercito ricominciò a accelerare quando Yitzhak Rabin diventò il comandante delle forze di difesa israeliani e nel 1973 durante la guerra del Kippur, Sharon compì la sua maggiore impresa militare penetrando in territorio egiziano, arrivando a 100 Km dal Cairo, manovra che molti ritengono centrale nell’evitare la sconfitta israeliana nel Sinai. Anche in questo caso, Ariel agì creando tensione fra i colleghi e dovette essere obbligato a fermare la marcia di conquista della capitale egiziana. Questa decisione lo fece infuriare perchè solo credeva nella vittoria sul campo e non negoziata, e abbandonò quindi definitivamente l’esercito entrando in politica. La sua foto con una bandana sulla fronte nei pressi del canale di Suez divenne però il simbolo della potenza militare israeliana all’epoca.

Sharon Politico

-Elezione in parlamento- Sharon fu attivo nel processo di costituzione del Likud, il maggiore partito di centro-destra israeliano, ma nei primi anni da politico cercò di farsi eleggere da diversi partiti. Trovando difficoltà, fondò un suo piccolo partito che vinse due seggi parlamentari. Arrivato in parlamento nel 1977, fuse il suo partito con il Likud e si guadagnò il ministero dell’ agricoltura. Muovendo i primi passi nella politica, Sharon aveva una opinione molto chiara a riguardo dei problemi che gli insediamenti dei coloni ebrei continuavano a creare. La sua idea era semplicemente che “tutti dovevano colonizzare più territorio possibile perchè quello che prenderanno sarà sempre nostro, mentre quello che non sarà colonizzato rimarrà per sempre loro”. Una frase grezza, che rinchiude l’ essenza della questione palestinese, e che letta dopo più di trenta anni ribalta la sua prospettiva e il suo significato iniziale. Sharon infatti molti anni più tardi, unilateralmente, smantellò gli insediamenti ebraici nella striscia di Gaza. Nel 1981 contribuì notevolmente alla stretta vittoria del Likud e fu ricompensato con il ministero della difesa. Nel 1982 il presidente degli USA Ronald Reagan lo descrisse come “il tipo cattivo che sembra sempre voglia fare la guerra”.

-Sabra e Shatila- Nel 1982, durante la guerra del Libano e l’occupazione israeliana di Beirut, molte centinaia di civili palestinesi ammassati dagli israeliani nei campi profughi di Sabra e Shatila furono massacrati da milizie cristiano maronite libanesi. La commissione Kahan del governo israeliano incaricata di accertare i fatti e le responsabilità concluse che sebbene il genocidio fu commesso materialmente dai cristiani libanesi, Sharon ebbe la personale, diretta responsabilità di ignorare il pericolo di lasciare entrare i falangisti libanesi e inoltre di non avere preso alcuna misura anche quando era evidente che il massacro era cominciato. Per questo la commissione raccomandava l’allontanamento di Sharon dal governo. Sharon inizialmente non volle dimettersi e il presidente del governo Begin rifiutò di licenziarlo, ma durante una marcia di protesta anti-governativa l’esercito tirò una granata ai manifestanti, uccidendo un manifestante riservista e ferendo altre 6 persone, fra cui il figlio del ministro dell’interno. Solo allora Sharon si dimise, ma rimase nel governo come ministro senza portafoglio. Particolarmente significativo dell’evolversi dell’auto-coscienza dello stato israeliano e, come detto sopra, della sua incarnazione nell’uomo Sharon, è il paragrafo finale del documento redatto dalla commissione Kahan.

We do not deceive ourselves that the results of this inquiry will convince or satisfy those who have prejudices or selective consciences, but this inquiry was not intended for such people. We have striven and have spared no effort to arrive at the truth, and we hope that all persons of good will who will examine the issue without prejudice will be convinced that the inquiry was conducted without any bias.

Penso che questa conclusione fece rivoltare Ben-Gurion nella tomba. I terroristi che si accorgevano di esserlo e lo dicevano (viste le conclusioni della commissione a Sharon e altri), ovviamente senza però prestare il fianco a strumentalizzazioni del campo avverso. Potenza della democrazia.

-Passeggiata sulla moschea
ed elezione a primo ministro- Diventato capo del Likud, Sharon nel Settembre 2000, in campagna elettorale, si reca sulla spianata delle moschee, causando l’inizio della seconda intifada palestinese. Usando la strategia della tensione, riuscì quindi a farsi eleggere capo del governo nel 2001. Durante il suo mandato, si distinse nel 2004 suggerendo a tutti gli ebrei francesi di emigrare in Israele visto, a suo dire, il montante anti-semitismo francese, costruì un muro alto 6 metri lungo più di 500Km al confine con la Cisgiordania per isolare i kamikaze che si facevano esplodere in Israele, ma anche creando una prigione all’aria aperta per qualcosa come 200,000 palestinesi.

-Ritiro unilaterale da Gaza- Nel 2005, Sharon procedette a smantellare i 21 insediamenti ebrei nei dintorni di Gaza, circa 10,000 persone, senza negoziare con nessuno. La decisione prese di sorpresa tutti, ma specialmente il suo partito e i suoi alleati. L’evacuazione fu ostacolata in tutti i modi modi, un rabbino impose una maledizione su Sharon invocando l’ angelo della morte, ma più praticamente Binyamin Netanyahu, dimessosi dal governo, tentò di esautorare Sharon sostituendosi a lui. Sharon completò invece il piano.

-Fondatore partito Kadima- Gli attriti con i colleghi del Likud non si ricomposero, e Sharon quindi fondò un nuovo partito centrista Kadima, con cui partecipare alle future elezioni. Il fatto di aver fondato un partito “centrista” fu un altro segno dell’ inevitabile involuzione moderata delle figure più rappresentative dello stato di Israele, temprate da anni di democrazia (subita o seguita, ma sempre democrazia). Non è questo il caso di un nato incendiario e morto pompiere, ma solo la prevedibile presa di coscienza dei veri giganti storici di fronte all’inevitabilità delle cose, in questo caso al fatto che la strategia terrorista di Israele era fuori dai tempi e, sul lungo periodo, perdente. A questo punto Sharon fu colpito da due ravvicinati ictus celebrali, e sparì dalla scena.

Due brevi ossevazioni:sharonAbbas
- Affascinante quanto poche righe in un libro (per qualcuno) sacro ispirato da Dio possano causare decine di anni di stragi, di sofferenze e di azioni raccapriccianti che dimostrano il nefasto ruolo dell’emisfero sinistro del cervello, per dirlo con la compianta Rita. La stessa Rita, ebrea, sicuramente ne avrebbe da dire molto sul ruolo del libro sacro e dei suoi sacerdoti, ma forse anche delle religioni (rivelate e no) in generale.
- Sharon era Israele. Nacque combattivo, prepotente, ma anche valoroso e focused, deciso ad imporsi nella sua terra promessa a tutti i costi con una espansione tanto efficace quanto criminale. Ma le accuse all’establishment militare contenute nel report della commissione Kahan, come il ritiro unilaterale da Gaza segnano punti di non ritorno, di presa di coscienza di una situazione insostenibile. Infatti, i tassi di crescita demografica delle popolazioni palestinesi e ebrea, la disillusione se non la noia del popolo israeliano (alle ultime elezioni solo il 64% andò a votare, peggiore affluenza di sempre), la distanza storica e culturale dalle motivazioni e impegno dei padri fondatori, lo scemante interesse e complicità degli USA, ovvero del maggiore stato finanziatore dell’ economia israeliana e contemporaneamente il suo indebolimento nell’ area fanno di Israele un gigante dai piedi di argilla, che dopo essere sopravvissuto alla pugna e imposto la sua pace, è in pericolo come non mai. Sharon non c’è piu’, Israele ancora ma tutto sta pericolosamente e incessantemente evolvendo, e la nemesi storica potrebbe essere più vicina di quello che sembra. Le elites militari (e i loro molti sostenitori nel governo) continuano a comportarsi come se stessero vincendo la guerra dei sei giorni ma tradiscono il loro nervosismo, quasi disperazione, in tutte le occasioni, e il recente assalto a tre navi che volevano portare aiuti umanitari e il conseguente assassinio di 9 attivisti non è altro che l’ennesimo segno dell’ insostenibilità della situazione, che potrà cominciare a essere risolta con concessioni, -in primis- la creazione di uno stato palestinese. Prima che sia troppo tardi.

Non ci mancherà. Una prece.

 

 

 

 

 

 

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    temo invece che, visto l’andazzo, ci mancherà. noi con la nostra storia un po’ meno tragica dopo Andreotti, Cossiga e Craxi adesso abbiamo Berlusconi.

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  2. giampi

    Ottimo nercologio. Avrei però usato la parola “flottiglia”, senza la quale, attualmente, nessun articolo su Israele è degno di questo nome.

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