Santa Maria di Magdala (Maddalena) – 22 luglio

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Tutti conoscono la storia di Maria Maddalena, la peccatrice, la prostituta, la penitente che illuminata dall’incontro con Gesù si redime e viene condotta dall’abisso più profondo alla vetta più elevata. Ma questa non è la storia di Maria Maddalena.dettaglio dalla cappella degli Scrovegni di Giotto

Nella memoria collettiva il racconto di Maria Maddalena è un racconto di tenebre, che grazie a Gesù diventa un racconto di luce, è il racconto di Maria Maddalena penitente.
Si sa che prima che si convertisse Maria, la sorella di Santa Marta e Lazzaro (il ragazzo resuscitato dal celeberrimo miracolo di Gesù: “alzati e cammina”) conduceva un’esistenza lontana dal timore di Dio, un’esistenza preda dei 7 peccati capitali (tra i quali quello che naturalmente faceva più presa sull’audience era la lussuria). Non si sa bene come fosse giunta fino a quel baratro. Per qualcuno era ricca e bella e se sei una donna ricca e bella non puoi che essere una peccatrice. Per altri era la moglie delle nozze di Cana, gran bella festa con ottimo vino, però il marito colpito dal miracolo di Gesù aveva abbandonato la moglie appena impalmata per seguire il Maestro. E la moglie, una Maria giovane, bella e sola, non aveva potuto evitare il destino delle donne abbandonate dal marito e perciò finire in un vortice di peccato.dettaglio dalla cappella degli Scrovegni di Giotto
Ma l’incontro con Gesù cambiò questo destino: Maria si inginocchiò di fronte Lui e lavò i Suoi piedi con sincere lacrime di pentimento. Gesù la perdonò e la liberò dal peccato. Maria divenne quindi una discepola devota. Seguì sempre Gesù e quando i Dodici Lo piantarono in asso lei Gli rimase vicino nel pericoloso momento delle crocefissione per essere poi la prima testimone della resurrezione e divenire quindi apostola tra gli apostoli.
Questo è il racconto della vita di Maria Maddalena che la tradizione ha fatto giungere fino a noi. Come riporta l’iscrizione su diversi dipinti o sculture che la ritraggono, questo racconto ci dice: “Ne desperetis vos qui peccare soletis exemploque meo vos reparate Deo” (Non disperate voi che siete soliti peccare, ma ristabilite la relazione con Dio secondo il mio esempio). Per la memoria collettiva la Maddalena incarna il richiamo alla conversione e dimostra ai credenti che presso Dio c’è la Grazia, per quanto grande fosse il loro smarrimento. Erotismo, tragicità e forza potevano essere riuniti in un unico personaggio così vicino al Cristo.

Ma c’è qualcosa che non torna: questo racconto ha ben poco a che fare con la vita di Maria di Magdala.

In realtà non sappiamo molto di lei. Le fonti più antiche che parlano di Maria di Magdala sono i Vangeli. Ma non ci dicono niente su chi fosse o cosa facesse prima di incontrare Gesù.
Il nome Maddalena non compare da nessuna parte e diversamente dalle altre Marie (Maria Madre di Gesù, Maria sorella di Marta e Lazzaro, Maria moglie di Cleopa, Maria madre di Giacomo) Maria di Magdala viene connotata non dalla sua famiglia, ma dalla sua provenienza (questo tra l’altro esclude che Maria di Magdala e Maria sorella di Marta siano la stessa persona visto che quest’ultima viveva a Betania). Quindi probabilmente è significativo che provenisse da Magdala, una città con un ricco porto, immersa in una cultura ellenica, ma che aveva subito l’invasione romana, si era ribellata ed era stata sottomessa dai romani. Certo potremmo dire che gli abitanti di Magdala avevano una cultura aperta, che c’erano influenze greche ed ebraiche, che c’era un continuo via vai di persone e che chi vi viveva aveva assistito a violenze di ogni tipo. Ma da qui ad affermare che Maria ne avesse fatte di tutti i colori ne passa. Un po’ come che se oggi volessimo ricostruire la storia personale di una persona avendo come unica informazione il fatto che è albanese o rumeno o bresciano.
Tornando alla nostra Maria e ai Vangeli, scopriamo che viene nominata per la prima volta durante la crocefissione in Marco, Matteo e Giovanni mentre in Luca 8,2 ci viene accennato che “C’erano con Gesù i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Màgdala, dalla quale erano usciti sette demòni”. Nel Vangelo i demoni sono nominati molto di frequente e vanno intesi come forze che si opponevano ai piani di Dio, qualche volta si ricorreva al termine demoni per riferirsi a persone colpite da malattie fisiche. Il numero 7 può essere visto come un numero che indica la totalità, la Maddalena sarebbe stata quindi totalmente posseduta. Questo in effetti potrebbe voler dire che ne aveva fatte di cotte o di crude oppure che era stata vittima di malattie fisiche e che Gesù l’aveva guarita, come aveva fatto con altri
Per quanto riguarda Maria Maddalena gli evangelisti concordano su tre aspetti: tutti e quattro la chiamano Maria di Magdala, la presentano come una dei discepoli di Gesù (ci fanno capire che Maria lo seguiva fin dalla Galilea) e le assegnano un ruolo soprattutto in relazione alla crocefissione, alla sepoltura e alla risurrezione.
Nei Vangeli comunque si parla poco di lei (giustamente, visto che il protagonista è un altro, ben più importante), ma tutti e quattro sono concordi su un fatto: Maria di Magdala è la prima a testimoniare della risurrezione del Cristo. Cioè gli evangelisti non sempre riportano gli avvenimenti nello stesso modo, le quattro versioni divergono su diversi aspetti, anche i dodici che seguono Gesù hanno nomi diversi, ma il fatto che la prima testimone della resurrezione sia la Maddalena è una certezza per tutti e quattro.
Il compianto sul Cristo Morto di Niccolò Dell'Arca a BolognaLa resurrezione di Gesù è l’evento più importante, è il fondamento di tutto il cristianesimo, lo spartiacque della storia e della cultura, non solo religiose. I Vangeli trattano di Gesù e devono convincere i lettori che con la Sua resurrezione è iniziato un tempo nuovo. E Maria Maddalena è stata scelta come prima testimone. Però la Maddalena biblica è stata sottratta ai fedeli a causa dell’identificazione della Maddalena con la peccatrice del Vangelo di Luca e con la sorella di Marta. L’enfasi posta sulla sua sessualità ha soppiantato la sua testimonianza. “Dalla figura evangelica con il suo ruolo attivo come araldo della vita nuova – apostola prima degli apostoli – diventò la prostituta redenta e il modello cristiano della penitenza: una figura manovrabile e dominabile” Susan Haskins.
Certo 2000 anni fa affidare il messaggio di Dio a una donna era davvero troppo. Per la cultura ebraica le donne non erano riconosciute come testimoni, le stesse leggi di purità erano concepite in modo che le donne fossero considerate meno pure degli uomini. E anche nella legislazione romana le donne venivano considerate deboli, frivole e capricciose.
Poi leggendo Vangeli apocrifi come quello di Filippo o di Tommaso traspare che il primo Apostolo, nonché fondatore della Chiesa San Pietro (e anche altri tra cui Andrea e poi San Paolo) avesse una certa avversione verso l’apostolato delle donne ed un’ostilità particolare nei confronti di Maddalena.
Successivamente Origene e altri Padri della Chiesa misero in dubbio la testimonianza di Maddalena sostenendo che Gesù non si lasciò toccare da lei ma solo da Tommaso e quindi in pratica quella di Maria fu la testimonianza di una resurrezione non ancora completa, una mezza testimonianza.
Il grande papa San Gregorio Magno (quello del canto gregoriano) nel 591 iniziò ad identificare la peccatrice del Vangelo con Maria Maddalena cavalcò probabilmente la necessità di avere un racconto forte di redenzione femminile da spendere presso le fedeli visto che la figura della Vergine Maria Madre di Gesù rappresentava una perfezione inavvicinabile.
Lentamente il racconto di Maria di Magdala apostola della resurrezione fu messo in secondo piano per lasciare spazio ad un racconto più forte, più attraente e più utile. Così nel primo Messale Romano vincolante pubblicato nel 1570 Maria Maddalena ha l’appellativo di penitente. E resterà la penitente fino al Concilio Vaticano Secondo quando nel 1970 la revisione del Messale riporterà all’ufficialità la Maria di Magdala dei Vangeli.

Maria Maddalena penitente resta una figura affascinante che ha lasciato infinite tracce nell’arte, nella letteratura, nella pittura e nel cinema, dalle ricostruzioni gossippare alla Dan Brown (spoiler: il colpevole è il camerlengo, ndr) al commovente onirismo dell’Ultima tentazione di Cristo di Martin Scorsese.Maddalena è l'ultima tentazione di Cristo per Martin Scorsese È un racconto importante che ci dà lo scopo di ristabilire la relazione con Dio secondo il suo esempio. Resta il particolare che non si tratta del racconto di Maria Maddalena.
Se torniamo ai Vangeli invece abbiamo il racconto di una donna che scoprendo il sepolcro vuoto viene normalmente travolta dallo sgomento e dalla paura. Ma dal superamento dello sgomento e dalla vittoria sulla paura dipende l’annunzio dell’evangelo. Maria Maddalena quindi ci racconta della Fede, del coraggio e della capacità di lottare che vincono la paura e sconfiggono il male e l’indifferenza.

 

 

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2 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    Da alcuni scritti apocrifi emerge che Gesù avesse una simpatia particolare verso la Maddalena (e questo sucitava anche qualche invidia). Nel Vangelo di Filippo c’è la famosa frase in cui si dice “(…) [Il Signore amava Maria] più di tutti i discepoli e la baciava spesso sulla [bocca]. (…)”. Sono stati scritti fiumi di parole su questo, spesso con l’intento voyeristico che mal si addice al tema. Quello che è certo è che chi decideva di seguire Gesù sceglieva una vita di povertà, sacrifici e astinenza sessuale. E questo era valido soprattutto per le donne.
    E poi, Santo Cielo, stiamo parlando di Gesù e una dei suoi apostoli, il rapporto è spirituale, i baci sono simboli (in principio era il Verbo). Gesù è il Maestro e Maddalena una discepola, non stiamo parlando di professori universitari e dottorande.

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  2. giampi

    Sì, bene, tutto ok, ma insomma…’sta Maria Maddalena e Gesù avevano una “simpatia” oppure no?

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