La g’ha na forsa de leun

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Facebook, Twitter, social networks, chats, videogiochi, iPad, nuove tecnologie…Di frequente se ne sente parlare come mezzi e luoghi d’alienazione e pericolo per i nostri gggiovani…Eppure, nonostante sia probabilmente più sana una partita di pallone giù al parco, si tratta di strumenti basati sullo scambio d’esperienze e informazioni, che spingono ad avere un ruolo attivo e quindi, pensandoci bene, non appaiono tecnologie così insane.

a rainbow above you [foto di Jumpi]Siamo invece sicuri che le “vecchie” tecnologie che abbiamo metabolizzato siano così prive di pericoli? Perché non abbiamo più paura della televisione? Perché non discutiamo più dei suoi effetti? Fino a qualche anno fa si diceva ai bambini di non stare troppo vicini allo schermo televisivo, come a sottolinearne addirittura un potenziale pericolo fisico. Flaiano diceva quarant’anni fa: “Fra trent’anni, l’Italia non sarà come l’avranno fatta i governi, ma come l’avrà fatta la televisione“. Parole profetiche, anzi quasi ottimistiche considerando che oggi governo e televisione si confondono e sovrappongono. Sempre nello stesso periodo anche Pasolini si scagliava contro la TV.

I rischi di un’eccesso di televisione erano tangibili e manifesti, e tutti facevamo attenzione a proteggerci (obiettivo miseramente fallito…). Oggi quest’atteggiamento critico di fronte alla TV è desueto: la pratica di guardarla o semplicemente tenerla accesa è accettata e fa ormai parte del nostro costume quotidiano in maniera acritica. E la TV continua ad avere - come cantava Jannacci – “una forsa de leun” se è vero, come è vero che la stragrande maggioranza dei giovani (figuriamoci dei meno giovani) si informa attraverso la TV.

Non sarà che le “nuove” tecnologie ci fanno paura in quanto “nuove”? E che il nostro giudizio sulle novità dipende dall’età alla quale ci appaiono all’orizzonte: piacevoli e interessanti quando siamo giovani e pericolose e fastidiose quando siamo meno giovani? Ma, soprattutto, non sarà che non abbiamo più paura della televisione, non cerchiamo di proteggercene, non riusciamo ad alzarci e spegnerla, “riaccendendo” invece le nostre coscienze, indignandoci e ribellandoci a quanto sta accadendo anche in questi giorni nel nostro paese proprio perché abbiamo visto troppa televisione?…

Nell’immediato, non possiamo che constatare che L’Undici in TV non c’è, ma qui nella demoniaca internet, sì.
Godetevelo!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

[foto di Jumpi]

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. giampi

    Eh…vedi che il computer (in senso lato) fa paura ai genitori in quanto mezzo difficilmente controllabile, perché più “potente” della televisione e perché consente un ruolo attivo dell’utente (il figlio che si vorrebbe sempre sotto controllo).

    In estrema sintesi direi che “il computer” è come un’automobile: potenzialmente pericolosa, ma anche utile se ben utilizzata. La televisione è invece come un carro-armato: ci puoi fare solo qualcosa di negativo.

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  2. Gigi

    la televisione degli anni 50 e 60 ha contribuito ad insegnare a parlare a molti italiani che non avevano avuto la possibilità di studiare.
    ma quella di oggi parla peggio, un italiano vsgrammaticato con un vocabolario di 50 parole. e anche se il telecomando ha 1000 canali la tv ha una sola voce, offre un unico modello.
    nella rete almeno ci sono molte voci, alcune ignoranti e sguaiate, altre molto più autorevoli, serie ed educative.
    i bambini nella rete e col telefonino in mano sono esposti a mille insidie e controllarli è quasi impossibile. evitare queste insidie è difficile, cerchiamo di dargli gli strumenti per difendersi.

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  3. NT

    si, ok forse è vero che le nuove tecnologie ci spaventano in quanto tali e che hanno spesso lo scopo di incentivare lo scambio di informazioni.
    Quello che mi spaventa (soprattutto da mamma!)è

    -l’uso storpiato delle parole e quindi errori di ortografia e grammatica a non finire!
    -in fondo poca comunicazione, perchè vedo che fra video, emotions, simboli, di dialogo ce n’è ben poco
    -la scomparsa del confronto reale, della capacità e importanza di gestire le emozioni, l’imbarazzo, la paura che scompare dietro a uno schermo.
    -e per alcuni credo anche il sorpasso di conoscenza dei figli rispetto ai genitori che così non riescono a controllare e/o gestire il mezzo tecnologico…
    una mamma!

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