Chi vi credete che noi siam, per le scarpe che portiam

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Le scarpe portano con loro un racconto e una storia e quando le calziamo la facciamo nostra. Oggi le scarpe non servono più solamente a camminare o a proteggerci dal freddo o dal caldo, ma sono a tutti gli efetti gli emblemi di scelte individuali condivise, una chiave di accesso all’interpretazione della realtà. E oggi per essere davvero cool la tua scarpa deve sfidare il clima.

Giugno è un mese molto importante per le anteprime: da metà giugno inizia la presentazione delle collezioni Primavera estate 2011 da uomo, partendo da Firenze con Pitti Immagine e Milano con le sfilate delle griffe italiane. Di seguito c’è Pitti Bimbo appuntamento di portata mondiale, perché non ne esistono di analoghi, se non di importanza minore, in altre nazioni. Già in questi giorni, quindi, nelle vetrine delle principali boutique nelle città in cui si trovano gli addetti ai lavori e località “à la mode” compaiono i primi capi invernali, quelli più costosi e i così detti Must-have, cioè ciò di cui non si può fare a meno nella prossima stagione. La maggior parte di noi non ha ancora comprato un costume o un’infradito nuova ed è certo di farlo solo il giorno in cui compare il primo sconto del 30%. Questo lo avevamo già detto. Ma moda non è solo la maniera di abbigliarsi, un sistema di produzione o di scelte d’acquisto, ma è anche un comportamento collettivo. E le scarpe sono emblema di scelte individuali condivise. La scarpa può essere feticcio e sicuramente oggetto del desiderio. Spesso, in particolare quella femminile è un piacere per chi le compra e per chi osserva chi le indossa. Le scarpe ci smascherano sia quando le indossiamo che quando attirano la nostra attenzione.

 

“E quando ho visto le sue scarpe io ho capito tutto di lei: è un uomo che ha sofferto, che ha solo un paio di scarpe alla voltase sei una  gran gnocca puoi metterti anche i moon boot sulla spiaggia, che piano piano si consumano, diventano lise, perdono il colore …… Una volta era più facile giudicare, come con le scarpe: c’erano solo alcuni modelli, molto caratterizzati, erano quel tipo di scarpe e basta. Ora invece tutto è più confuso, uno stile si è intrecciato a un altro, le cose non sono più nette.” Bianca – Nanni Moretti 1984.

Mancanza di chiarezza, confusione di stili e di giudizi. Non si è poi così lontani, dall’estate 2010. le calzature, soprattutto quelle femminili, nonostante la quantità di offerta rimangono sempre una chiave di accesso all’interpretazione della realtà. Perché le donne ancora oggi possiedono solo 3 o 4 modelli di scarpe ben caratterizzati.
Le tipologie sono chiare e condivise.

Ballerina – Stivale – Scarpa alta – Scarpa da ginnastica.

Questi 4 articoli possono essere declinati nelle più disparate forme e materiali. E sembrano prendere piede indipendentemente da sfilate, show room, Franca Sozzani e Anne Wintour. Il mercato può variarli in base alla tendenza del momento, ma, spesso oltre al dettaglio, rimane un senso di continuità con il passato.
Per esempio, le ballerine Porselli, create nel 1919 per la danza, non sono mai cambiate, nemmeno nelle imitazioni o nelle interpretazioni più griffate o industrializzate. Esistono migliaia di altre aziende, artigiani, marchi di ballerine. Ma non cambia il concetto. Montate su una suola di cuoio, con tacco di 0,50 centimetri, sono foderate e bordate con un nastro in gros tono su tono. Un fiocchetto stringe la tomaia. Un tipo di scarpa amato da bambine, adolescenti e donne adulte. Non ho mai conosciuto un ragazzo o un uomo che le apprezzasse. Un tipo di scarpa subita dai designer perché pratica, carina, femminile, ma certamente non slancia né migliora il polpaccio. Una scarpa NON da sfilata.

Oppure lo stivale in vello di merino Ugg Australia (pare che ugg voglia essere l’abbreviazione di ugly cioè brutto, non attraente) che usavano gli aviatori australiani già durante la prima guerra mondiale. Negli anni ‘60/’70 furono adottati dai surfisti australiani per riscaldarsi dopo aver cavalcato le onde nelle acque gelate dell’oceano. Durante qualche contest in California, qualcuno ha preso spunto e si è appropriato del nome e dell’idea. Dal 2000 lo stivale pecoreccio impera sulle spiagge californiane, poi del mondo. Anche questa non è una scelta del sistema moda. Magari qualche celebrità surfista, come Cameron Diaz o Matthew Mcconaughey, ha iniziato a portarli con short e canottiera, ed è diventato nel giro di qualche anno, normalmente condiviso che in pieno luglio lo stivale di montone sia giusto, anche a Milano Marittima o Forte dei Marmi.la freschezza è una qualità interiore

La scarpa elegante, comunque alta, con gran parte del piede scoperto appartiene al sistema moda e all’immaginario maschile e femminile da sempre. Esistono collezioni museali, trattati di psicologia spicciola e telefilm che hanno fatto di questo tema uno dei loro cardini di successo.

Infine le scarpe da ginnastica, ora chiamate come in inglese sneaker, cioè calzature pensate per fare attività fisica, non uno sport specifico, generiche, non tecniche, semplicemente casual, da portare in ogni occasione. Anche qui gli stilisti si ispirano, “interpretano” solo l’esistente.
Prendiamo le storiche All star Converse un modello del 1917, che dal 1923 porta il nome da Chuck Taylor. Penso siano il modello di scarpa più venduto nella storia senza essere modificato nel tempo. Oggi esistono “all star” di Gucci, Prada, Vuitton …

Osservando quotidianamente le persone che camminano per strada, mi sono chiesta chi è veramente moderno, da dove partono le famose tendenze che poi ispirano chi fa ricerca per venderci prodotti sempre uguali, ma che non smettiamo mai di comprare. Nella strada, nei luoghi di lavoro, nei momenti di svago, non è l’avere a distinguerci, è il come portiamo le cose che fa la differenza.  E ho individuato che la sfida al clima nell’uso della scarpa è sinonimo dell’essere “giusti”. Se una volta l’assioma era: caldo scarpa aperta, freddo scarpa con pelo, oggi possiamo dire che le temperature sono un fatto soggettivo.

Sopra un immaginario diagramma cartesiano, dove il punto d’incontro fra ascisse ed ordinate è alla temperatura in gradi centigradi zero, si potrebbe decidere di porre le calzature da più grosse e pesanti vicino allo zero stesso, per arrivare ai sandali a temperature più alte. I tipi di scarpe nella realtà si dispongono random. Si nota che il tipo di calzatura non è più in funzione della stagione, cioè del clima. Si porta tutto, sempre, durante l’intero anno, a prescindere. Possiamo vedere ragazze e signore in stivali o in ugg di montone australiano su spiagge e riviere, come vedere in pieno inverno giovani liceali e le scarpe da  ginnastica possono anche essere fashionuniversitarie in ballerine all’uscita delle lezioni o scarpe aperte a tacco alto all’aperitivo quando ci sono zero gradi. L’importante è avere sempre gambe e piedi nudi. La ballerina, lo stivale, il sandalo con il tacco o zeppa sono sempre giusti. Basta essere scalzi. E dove posizionare le sneaker? Anche queste dagli zero ai 40 gradi. In questo caso sì ai calzini. Ma la sneaker di tela la si usa per la neve e per la spiaggia. E quella in materiale tecnico non traspirante la si porta ugualmente per stare al chiuso, all’aperto, con la pioggia o sulla sabbia. Occorre solo sapere qual è il modello da avere e il colore del momento. Ma è nato prima l’uovo o la gallina? Ovvero: ha cominciato prima Prada a far sfilare le sue modelle in pelliccia, giubbotto imbottito con sandali aperti e scalze o girando per il mondo i designer ed i loro collaboratori hanno notato che nell’inverno londinese si andava in giro con i piedi più scoperti che nell’estate californiana? La moda ci osserva, si ispira e ci ripropone quello che già facevamo senza sapere che era moda. “Il metodo stoico di soddisfare i bisogni eliminando i desideri, è analogo a quello di amputarsi i piedi quando si ha bisogno di scarpe.” (Jonathan Swift 1667 –1745) Per tutti coloro che come me non sono stoici, comprare e scegliere scarpe è sempre un’attività gratificante, anche se la mia non proprio modaiola percezione del freddo non mi permette di utilizzare calzature a piedi nudi sotto i 25 gradi di temperatura esterna.

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6 commentiCosa ne è stato scritto

  1. marco.nicastro

    MARINDA. Spiegami a che catzo serve avere un set di base completo di calzature, quando non si è conosciuto un uomo che sbava per le ballerine (le scarpe!).
    io ADORO le ballerine!

    “… Ma che,
    mi vuoi provocare facendomi vedere un pò di dita? E allora le caviglie?”
    (N. Moretti)

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  2. Marinda

    born to run, più che una citazione un inno per noi vagabondi. La comodità della calzatura è soggettiva, la necessità di rallentare oggettiva. buona passeggiata ma con la calzatura appropriata

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  3. Keto

    Molto carino l’articolo e per tutti quelli nati per correre? Un bel paio di scarpe comode e poi ogni tanto passeggiamo invece di correre.

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  4. giampi

    Io credo che più scarpe possiede una ragazza, più difficoltà ella abbia a mostrare apertamente la propria personalità e sentimenti.
    E’ vero che le scarpe ci smascherano, ma sono pur sempre laggiù in fondo, molto meno evidenti di altri capi d’abbigliamento.
    Chi pone dunque molta attenzione alle scarpe, vuole sì comunicare con il prossimo, ma ha timore di farlo in maniera diretta.
    Indubbiamente un comportamento che ha il suo fascino.

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  5. Marinda

    è il viaggio che mi interessa, non l’approdo.
    grazie galateo
    di niente Fuffa queen

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  6. Galateo

    Un complimento a Marinda, sempre da leggere. Scrivere benissimo, con citazioni appropriate e colte, del niente per approdare al nulla.

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