Il paradosso del governo dell’amore

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io odio ...Silvio Berlusconi si è autoproclamato Primo Ministro del governo dell’amore. Si è riempito la bocca con la parola amore. Se si va ad analizzare l’elenco dei ministri le affermazioni del premier suonano paradossali.

Il ministro della cultura è Sandro Bondi (e questo già suona come un ossimoro). È di pochi giorni fa la notizia della sua assenza al Festival del Cinema di Cannes (che è solamente il più importante Festival cinematografico del mondo) in polemica con gli autori italiani rei di realizzare film che gettano fango sull’Italia piuttosto, ad esempio, che parlare di figa. Lui odia (ricambiato) in particolare Sabina Guzzanti che con il suo film denunzia Draquila racconta il malaffare che si è scatenato dopo il terremoto in Abruzzo. Per Bondi di certe cose (per esempio di chi festeggia un terremoto accogliendolo come una manna dal cielo) non si deve parlare perché se no all’estero poi chissà cosa pensano di noi. Con questa scusa Bondi diserta anche la premiazione finale con la Palma di miglior attore a Elio Germano colpevole di aver recitato nel film “La nostra vita” di Daniele Luchetti in cui si fa cenno, tra le altre cose, al fatto che in Italia un po’ gli effetti della crisi si sentono. Germano ripaga ringraziando l’Italia e gli italiani che sono molto meglio di chi li governa.
Questo è solo un episodio, ma il fatto è che il ministro della cultura Sandro Bondi la cultura la odia proprio. La disprezza in ogni sua forma perché in mano ai comunisti e perché gli intellettuali invece di criticare dovrebbero andare a lavorare. Insomma ha idee più coerenti con quelle di un carrozzaio della Val d’Ossola che con il ruolo che ricopre.
Nei giorni scorsi poi ha subito passivamente tagli drastici al suo ministero con la cancellazione di molti enti definiti genericamente inutili. Poco importa se in mezzo ci sono anche enti fondamentali come l’ETI o il Centro Sperimentale di Cinematografia, il fatto è che Bondi, come molti di noi, non sa proprio cosa facciano questi enti, non li conosce, non gli interessa, e perciò non è in grado di scindere gli sprechi da eliminare da quelli che sono ancora istituti fondamentali per la cultura italiana. Per difenderli è dovuto intervenire il Presidente della Repubblica Napolitano, visto che Bondi era probabilmente intento ad occuparsi dell’unica materia culturale che non odia: le sue poesie che esaltano l’amato premier.
Ma il fedele Sandro Bondi è in ottima compagnia.
signora ministra vorrei un'opportunitàCome ministro degli interni c’è Maroni della Lega Nord. Il ministro che dirige ad esempio la Polizia di Stato boicotta le celebrazioni del 2 giugno per la festa della Repubblica italiana per andare ad una manifestazione a Varese dove non sventola l’odiato tricolore e al posto dell’insulso inno di Mameli viene suonata La gatta di Gino Paoli.

Maria Stella Gelmini ministro dell’istruzione è famosa perché odia scuola (nel senso di quella pubblica) e università e tutti coloro che ci lavorano, dai baroni degli atenei, alle dade delle materne. Se fosse per lei le scuole pubbliche (brutte, sgarruppate e pieni di insegnanti e libri comunisti) chiuderebbero e i bimbi andrebbero tutti dalle suore, appena nati, così le mamme potrebbero fare come lei che ha iniziato a lavorare il giorno dopo il parto.

 

Al ministero della difesa c’è il fascistissimo Ignazio La Russa ma sembra che l’unica difesa che ami davvero sia quella dell’Inter se nel giorno in cui due soldati italiani sono uccisi in Afganistan si occupa di Siena – Inter mostrando non solo superficialità nei confronti delle vittime, ma un vero e proprio disprezzo nei confronti dell’istituzione che rappresenta che passa in secondo piano rispetto al tifo calcistico.

 

Mara Carfagna è il ministro delle pari opportunità. Tutti sanno quali opportunità abbia sfruttato per diventare ministra se solo pochi anni fa era una che posa nuda per calendari di dubbio gusto. Rilascia dichiarazioni di odio nei confronti dei gay ma poi chiede scusa. Più in generale mettere una persona con un curriculum del genere al ministero delle pari opportunità palesa un odio verso le donne e verso chi avrebbe bisogno davvero che gli fossero concesse opportunità pari al merito.

 

Calderoli, ministro della semplificazione, ha fatto la legge porcata dall’applicazione davvero contorta. E sua moglie non sembrerebbe semplice neanche in mezzo a una sfilata di trans d’alto bordo. guardate qua quanto solo lucidi sti sempliciotti
L’apoteosi è il ministro della funzione pubblica Brunetta. Lui odia il suo ministero perché voleva essere ministro dell’economia visto che lui è un economista e Tremonti no. Non essendo in grado di intervenire con riforme e riorganizzazioni efficaci il ministro preposto alla pubblica amministrazione se la prende con gli odiati dipendenti pubblici che sono dei fannulloni. Non serve a niente, ma offendere chi si disprezza dà sempre un certo sollievo e, soprattutto, lo rende simpatico a chi ha a che fare quotidianamente con le disfunzioni della Pubblica Amministrazione.

 

Poi abbiamo un ministro della giustizia che odia giudici e magistrati e un ministro del lavoro che non perde occasione per mostrare il suo disprezzo nei confronti dei lavoratori. Etc. etc.

 

brunetta incazzato nero odia il mondoTutta questa squadra è guidata naturalmente da Silvio Berlusconi, uno che ama davvero se stesso alla follia, riservando un posticino nel suo cuore anche per tutti coloro che lo adorano. Non essendo né un pirata né un signore confonde il sesso con l’amore e comprando l’uno con ninnoli costosi si immagina di aver conquistato l’altro. Per il resto odia chi non si genuflette, in particolare giudici, magistrati e giornalisti e chi non gli riconosce il ruolo di paladino dell’amore.

 

 

 

 

 

 

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. giampi

    Mah, pienamente d’accordo a metà con Galateo. Dubito che gli schizzinosi siano così pochi (es. Zapatero vinse le elezioni del 2004 grazie al voto degli schizzosi dopo le bombe, vedi anche: http://www.lundici.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=82:bomba-o-non-bomba?&Itemid=70).
    Purtroppo d’accordo sul fatto che questo governo rappresenti degli italiani.
    “I cattivi governanti sono eletti da bravi cittadini, che non vanno a votare…” [Antanas Mockus, candidato alle presidenziali colombiane]

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  2. Galateo

    Ehm! A parte che bisognerebbe dire “votare tutto meno che questa banda di criminali e leccapiedi”, se fai un pò di calcoli vedi che anche se tutti gli schizzinosi (1%, 2% massimo dell’elettorato) fossero andati a votare i risultati sarebbe stati gli stessi e avremmo gli stessi ministri.
    La maggioranza degli italiani è ben rappresentata da questo governo. E quindi in culo al precario nel call center che vota Berlusconi.

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  3. giampi

    Mi permetto di usare la prestigiosa tribuna de l’11 per esprimere il mio più sincero “vaffanculo” a tutti gli italiani snob di sinistra che non hanno votato alle ultime elezioni perché “non si riconoscevano in questa sinistra”.

    Anche a me “questa sinistra” fa cagare, ma dubito che “questa sinistra” avrebbe fatto ciò che questo governo sta facendo.
    Se i personaggi vergognosi citati da Gigi sono lì al potere e fanno ciò che fanno, ciò è anche grazie ai suddetti cittadini italiani.
    Non era, nè è epoca per concedersi il lusso della puzza sotto il naso.

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