Com’è andata a finire

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Cosa è rimasto delle notizie che tanto ci avevano appassionato il mese scorso? Ben poco. Molte cose si ripetono uguali. Di altre invece non si parla proprio più. Come diceva Giorgio Gaber “facciamo un bel coro di opinioni finché il fatto non è più di moda”. Ecco qual è il segno lasciato dal periodo 11 aprile – 11 maggio 2010 (vedi il diario del mese scorso).
Se si va a vedere il resto delle notizie non ci sono state grandi evoluzioni.

Dominava la crisi Greca poi l’Europa come il bravo conduttore di una volta ha dato un aiutino, ma ora ha imposto a tutti gli stati di dare una regolata ai bilanci e in ogni paese europeo sono manovre da lacrime e sangue. Della Grecia, dei suoi scioperi, dei dipendenti pubblici che dovevano morire di fame non parla più nessuno, ma l’Euro è ai minimi storici e le borse si sono mangiate tutto quello che avevano recuperato dalla seconda metà del 2009.

 

Il vulcano islandese torna come un fantasma a minacciare blocchi aerei, ma con poco successo.

 

La piattaforma petrolifera si era guastata il 26 aprile e dopo un mese e mezzo continua a inondare il Golfo del Messico con fiumi di petrolio. Se il 27 aprile si gridava alla catastrofe ecologica, ora probabilmente siamo ad un disastro di dimensioni apocalittiche. In realtà il danno all’ecosistema è definitivamente irreparabile. E il fatto che nel 2010 dopo un paio di mesi non si riesca a riparare una (grossa) falla in un isola d’acciaio che trivella petrolio lascia davvero basiti.

 

In Inghilterra conservatori e liberal democratici hanno dato vita ad un governo di coalizione, una novità per la perfida Albione. Di come si comporti l’estrema destra al governo ungherese non si hanno notizie, però l’Ungheria è sull’orlo del fallimento, più o meno come la Grecia: conti taroccati, investimenti sbagliati, debiti difficili da saldare.

 

In Thailandia la protesta delle camice rosse si è conclusa nel sangue con la resa degli oppositori. Cosa sia successo in quel paese dal giorno dopo la fine degli scontri non si sa, non si dice.

 

In Italia il panorama politico è sempre più sconcertante con il teatrino tra Fini e Berlusconi, un governo che si batte per leggi bavaglio (d’altronde il presidente del consiglio aveva detto il 4 maggio che il problema in Italia è che c’è troppa libertà di stampa), tagli di enti culturali e finanziarie che colpiscono sempre dalla stessa parte. La risposta è un’opposizione inerme. Intanto sempre nuovi dettagli sul sistema di corruzione che sostiene il potere emergono quotidianamente, ma ormai non fa più notizia.

 

I morti in Iraq non li conta più nessuno, mentre di Afganistan continueremo ad occuparcene finché nostri connazionali verranno rapiti o uccisi.

 

Si era parlato anche di preti pedofili e di silenzi vaticani. Ora è arrivata la svolta: i preti pedofili andranno all’inferno (sicuro che ora tremano dalla paura).

 

Il diario del mese scorso si era aperto con l’Inter superata dalla Roma, ma poi i nerazzurri hanno vinto anche lo scudetto oltre a coppa italia e champions league per realizzare una storica tripletta. Poi era iniziato il Giro d’Italia che si è regolarmente concluso con la vittoria di Ivan Basso. E forse la notizia è proprio che si è regolarmente concluso.
Insomma dopo un mese gli unici fatti che hanno portato conseguenze, che si sono evoluti e conclusi sono quelli sportivi. E adesso sotto con il mondiale di calcio.

 

 

 

Il diario del mese dell’undici di maggio

 

Il diario del mese dell’undici di giugno

Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone
Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!

Chi lo ha scritto

Paolo Flamigni (Gigi)

Twitter Sito web

Una laurea in informatica gli dà il pane quotidiano. Folgorato da un pellegrinaggio in Terra Santa si iscrive al Dams Cinema che sospende a pochi passi dalla meta per fattori esogeni tipo la paternità e i suoi straordinari effetti collaterali L'indole fin troppo mite lo porta all'infatuazione per l'uomo forte nella forma di personaggi vari come Clint Eastwood, José Mourinho o Santa Chiara da Assisi. Scrive di cinema,  se volete conoscere i suoi gusti potete leggere gli 11 film che salverebbe dalla fine del mondo

Perché non lasci qualcosa di scritto?