You may say I’m a dreamer

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Le rivoluzioni o in generale i cambiamenti trovano origine prima di tutto nel linguaggio e quindi nella visione del mondo che le parole rappresentano.
Qualche sera fa Nichi Vendola è stato ospite a “Otto e mezzo”. Oltre alla Lilli Gruber, c’era un esimio giornalista del Corriere della Sera.

L’incomunicabilità è stata evidente: da Vendola volevano solo la notizia: si sarebbe o no candidato a leader del centro-sinistra nel 2013? Come quando i giornalisti sportivi vogliono solo sapere dall’allenatore se un tal giuocare scenderà in campo oppure s’accomoderà in panchina.

Vendola invece, in quella come in altre occasioni, risponde con una “nuova visione della politica e del mondo”: il sogno di un nuovo linguaggio da contrapporre al degrado culturale nel quale nuota e del quale si nutre il berlusconismo. Belle parole dirà qualcuno, poesia con la quale non si sistema l’economia, affermerà qualcun’altro.

Eppure, “finite le ideologie” (mi scuso per l’espressione), la politica è diventata amministrazione, i politici si sono trasformati in tecnici e notai (spesso corrotti) che ratificano movimenti di danaro tra pubblico e privato.
Ma siamo sicuri che sia questa la politica? Siamo sicuri che la mancanza di immediata concretezza della proposta di Vendola, che parla ai cuori delle persone, sia sinonimo di inconsistenza e non invece la via per risalire la corrente del degrado morale e culturale dei nostri tempi?

Ma soprattutto siamo sicuri che quando diciamo, come diciamo, che il berlusconismo ha inaridito le coscienze e reso superficiali i giudizi di chi sostiene Berlusconi, non abbia reso anche noi incapaci di lasciarci trasportare da un sogno, qualunque esso sia, per ricostruire in noi la fiducia nel futuro?

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4 commentiCosa ne è stato scritto

  1. marco nicastro

    il berlusconismo è il decalogo istigatore, in versione mass-mediatica futuribile dell’omissione dei doveri e della dedizione agli abusi. Una bibbia olografica della religione del paese dei balocchi.

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  2. Galateo

    Il berlusconismo non è berlusconi. È, adesso, la maggioranza degli italiani.
    Come tutte le cose importanti, certo che ha avuto effetti su tutti. Ma non sulla capacità di intendere, con quella ci si scrive i libri e tutti hanno la loro tranquillamente. Bensì sulla capacità di agire ed essere efficaci. Per esempio, puoi cambiare tutti gli atteggiamenti che vuoi, ma il maggiore partito di opposizione non si oppone. Questo impedisce di avere dei sogni, anzi si ha il dovere di svegliarsi.

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  3. giampi

    Ma mi pare che ultimamente nella giungla ci stanno sbranando anche gli scoiattolini.
    Forse, appunto, anche nella giungla, per sopravvivere, si può pensare a cambiare atteggiamento. Ovviamente costa più tempo e fatica.

    Al di là di questo, il mio è un invito agli schifati da Sua Escremenza ad interrogarsi su quanto il berlusconismo abbia avuto effetti sulla loro capacità d’intendere la politica, in senso lato

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  4. Galateo

    ….and you are the only one, hopefully! :)
    Giù dal pero c’è la jungla adesso, in Italia. Capiamolo una volta per tutte. Sciabola, non fioretto. Bomba atomica, non pernacchie. Putroppo.
    Poi se e quando tutto sarà passato, potremmo riprendere da dove avevamo smesso di sognare.

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