Magna Grecia

14
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Il mito di Europa Se Atene e Sparta piangono, anche Bonn e Parigi gemono e Roma fa finta di niente. Il perché della crisi greca, cosa c’entra l’Euro e cosa succederà.

I “mercati” ieri gioivano per il piano UE di prestiti, Milano toccava l’11%, Atene arrivava al 9%, Madrid raggiungeva addirittura il 14%. E’ fatta? Il terremoto è alle spalle? No. Manifestazioni di piazza e molotov torneranno con ogni probabilità a far parlare di Atene, sempre che poi il “virus” non contagi anche Lisbona, Dublino, Madrid e – nulla lo impedisce – anche Bonn e Parigi. Per il momento tralasciamo Roma (e chissà perchè poi si deve parlare solo delle capitali…). Cominciamo con ordine, cos’è successo? La storia è articolata, ma non è difficile da capire.

Immaginatevi una piccola comunità di amici degli anni ’80, in cui ci sono Hans, Michel, Matteo e Konstantinos. Hans e Michel sono attenti al loro portafoglio, hanno un lavoro stabile, non vivono al di sopra delle loro possibilità, risparmiano sul riscaldamento, non contraggono debiti e la gente si fida di loro. Fanno il loro onesto lavoro, rispettivamente da imprenditore nel settore dell’acciaio e da commerciante di vini, e con la loro oculata gestione dei conti guadagnano decentemente.

Matteo e Konstantinos, invece, guadagnano meno, ma vogliono vivere al di sopra delle loro possibilità. O meglio, sprecano un po’ i loro soldi. Per mantenere la propria popolarità, offrono cene agli amici, fanno investimenti scellerati. Sono popolari perchè tutto sommato sono simpatici, hanno una bella casa calda, da loro si mangia bene. Matteo ha una pizzeria, Konstantinos è un pescatore. Gli amici comprano volentieri i loro prodotti, tra questi, anche Hans e Michel sono buoni clienti.

In questa strana comunità al posto dei soldi ognuno stampa dei buoni con il loro nome sopra, che possono essere acquistati con soldi veri (dollari) e utilizzati per comprare acciaio, vino, pizze e pesci. Spendi e spandi, spesso Matteo e Konstantinos vanno in rosso, e chiedono prestiti, promettendo di ripagarli l’anno successivo, quando finalmente risparmieranno invece di sprecare. Ma il tempo passa, l’anno rimane sempre quello successivo, i debiti si accumulano e con essi gli interessi. Matteo e Konstantinos hanno una particolare via d’uscita. Possono stampare nuovi buoni e scambiarli per dollari, ma più buoni stampano, meno dollari questi valgono. E così le pizze e i pesci diventano relativamente più cari, per loro e per i loro amici.
Europa fu rapita dal dio greco Zeus
Un giorno del 1993, i quattro si ritrovano in un ristorante in una ridente cittadina olandese, Maastricht. Decidono di mettersi in comune. Hans e Michel fanno una proposta. Visto che i buoni di Matteo e Konstantinos valgono poco, ma le pizze e i pesci sono buoni, perchè non adottare un buono spesa comune per tutti, garantito dalla serietà di Hans e Michel? Matteo e Konstantinos ci pensano. Questo li potrebbe aiutare un bel po’, ma li costringerebbe anche ad una certa subordinazione economica verso gli altri due. Infatti, Hans e Michel impongono alcune regole. “D’ora in poi – dicono i due virtuosi – decidiamo noi quando e come stampare i buoni, voi invece dovete pensare a ridurre il vostro debito. A parte gli interessi che dovete pagare, ogni anno dovete risparmiare qualcosa, per ripagare piano piano i vostri debiti”. Cominciano a mettere giù dei numeri. “Contando anche gli interessi ogni anno il vostro “rosso” deve essere sotto il 3% di quanto guadagnate. E mi raccomando, non fregate.”

Matteo e Konstantinos non possono che accettare, escono dal ristorante e nell’euforia del nuovo accordo vanno già a spendersi un buon numero di buoni nel coffee shop a fianco. Passano gli anni, ma 20 son lunghi, e Matteo e Konstantinos si arrabattano. Matteo è un creativo e balla sul filo della sua contabilità con una certa dose di fantasia, ma anche imponendo qualche sacrificio al proprio parentado. Konstantinos invece ha trovato la formula. Falsifica i libri contabili e approfitta del nuovo buono comunitario, che non perde valore nonostante le finanze allegre.

Quando l’inganno viene fuori, è un disastro. Il “buono” perde valore, perchè la gente che prima si fidava di Hans e Michel adesso non si fida più dei quattro ragazzi per colpa di Konstantinos e, diciamocelo, non si aspetta niente di buono dalla creatività di Matteo. Hans e Michel devono prendere una decisione difficile. Cacciare Konstantinos dalla comunità sarebbe un’ammissione del fallimento del “buono”; si potrebbe prestargli il denaro necessario a rimettere un po’ in sesto i suoi conti, col rischio che poi Matteo approfitti del precedente nel caso si trovi in cattive acque.

Hans ci pensa molto, prima dice sì, poi dice no, poi dice ancora di sì. Il prestito si fa. Le condizioni, per Konstantinos, sono dure. Non dovrà più fumare e bere, dovrà lavorare 10 ore in più a settimana con la stessa paga. Non solo lui, ma tutta la sua famiglia, sua moglie e i suoi figli, questi ultimi tra l’altro da sempre seri e onesti lavoratori, con le paghette in ordine. I figli di Konstantinos non ci stanno a pagare le colpe del padre e scoppia una brutta lite famigliare. Volano i suvlaki.

Questa lunga storia poteva essere più breve. La Grecia ha beneficiato dell’Euro stabile, ma il governo di centro-destra ha continuato a finanziare spesa pubblica con un debito crescente, falsificando i conti nazionali principalmente per mantenere il sostegno politico in un’ottica clientelare che non dovrebbe suonarci nuova. Cacciar fuori la Grecia non si può e allora scatta il prestito europeo. L’Euro è salvo, ma la Grecia andrà incontro a tempi magri. E a pagare saranno i lavoratori, quelli che magari hanno tirato la cinghia per non fare debiti. Speriamo che anche Matteo abbia imparato la lezione.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook0Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Chi lo ha scritto

matzeyes

Nato nei favolosi anni settanta, si sente scienziato (e incredibilmente lo pagano come tale), romantico, padre sapiente, nostalgico, sognatore (ad litteram), scrittore, giornalista, teorico della cospirazione, giocatore di baseball, cittadino del mondo (più d'Europa), anticonformista, rivoluzionario di sinistra, vero cattolico. In realtà è solo un (po') coglione, ma almeno è anche lui un fondatore de l'Undici.

14 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Galateo

    Ah! Ah! Matteo sta per partire e andare a lavorare nella sua residenza estiva per l’estate.
    Sembra che abbia convinto Pietro Paolo e Gianluca a sforbiciarsi gli stipendi, a nuovi pedaggi autostradali, tagli agli enti locali che aumenteranno la pressione fiscale locale.
    Se fosse storia nuova, farebbe ridere.

    p.s. “Gli italiani sono tutti diversi. Non sono un popolo, sono una collezione”, Flaiano.

    Rispondi
  2. kiki

    a proposito, e quel Gudjhonsen che a forza di pescare aringhe si era convinto che come si pesca un’aringa si pesca pari-pari una banca in Inghilterra? Si è indebitato come una bestia e poi si è accorto che avevi voglia a comprare aringhe per pagare i debiti: Così, prima ha abbassato la cresta e si è messo a chiedere in giro agli altri regaz della combriccola se lo prendevano nella comunità omosex di cui parla Gigi, poi ha avuto un’idea migliore e ha fatto un referendum: “Cari cittadini, abbiamo miliardi di debiti; secondo voi li dobbiamo restituire o fare come niente fosse?”. Beh, non ci crederete: ha vinto che non si doveva restituire neanche un centesimo e adesso vivono felici e contenti (e scassano la minchia con il loro vulcanone).

    Rispondi
  3. valium

    Bellissimo articolo, complimenti. E’ la versione economica della favola della cigala e la formica. Si nasconde forse la reincarnazione di Jean de la Fontaine dietro questo strano pseudonimo?

    Rispondi
  4. Gigi

    e quel O’Sullivan che faceva pagare tasse irrisorie così le società di di Tom Fitzgerald andavano da lui invece di andare dagli altri e adesso ha le pezze al culo? O’sullivan in che gruppo lo vogliamo mettere? No, perché fino a poco tempo fa faceva il bullo e i gatti e le volpi amici di Matteo lo volevano convincere a fare come lui.

    comunque ha ragione Galateo, questa comunità omosessuale è destinata al declino.

    Rispondi
  5. Galateo

    Vero. Pedro ha pisciato troppo lungo e sta cercando di abbassare il tiro, umilmente e come fanno tutti, con sacrifici.

    p.s. Matteo sì che aveva comprato (più precisamente la ndrangheta). Pezzi interi della costa del Sol, per esempio. Pietro Paolo Gianluca invece vanno sempre meno in vacanza, ma loro sono contenti perchè, se vanno, dicono di essere Matteo.

    Rispondi
  6. matzeyes

    Pedro come gli hanno aumentato un po’ lo stipendio ha pensato di essere un capitalista e un palazzinaro, ma non ci è stato dentro. Pensava di vendere case a Hans, Michel, Harry e perchè no, anche a Matteo. Solo che invece di costruirne 5 ne ha costruite 10. Vogliamo invece parlare di Tom Fitzgerald? Quello ha pensato di vendere le case ai barboni, prestandogli i suoi soldi e poi facendoseli ridare quando la casa valeva di più. Perchè non ha funzionato? Questa è un’altra storia. P.S. Non sono Paul Krugman, sono Freddy Krueger

    Rispondi
  7. Galateo

    La cosa veramente da studiare è che nel paese di Matteo tutti pensino essere Matteo.

    Questo è l’unico merito di Matteo, che prima di andare a letto tutte le sere se la ride di tutti quei Pietro Paolo Gianluca che pensano di essere lui e gli pagano le bibite al bar, gli timbrano il cartellino, gli pagano le tasse e che quando incontrano Pedro Michel John Fritz fanno finta di essere Matteo. Pathetic!

    Rispondi
  8. Galateo

    Pedro ha tagliato le spese. Mai chiesto i soldi a Matteo. Matteo non ha tagliato le spese. Si raccapezza rubando i soldi delle medicine alla vecchia zia, facendo pagare la mensa anche al suo nipotino indigente. E questo per il momento.
    Adesso si dice che Matteo manovri per 25 cocuzze anticipate, visto che aveva sbagliato i conti.
    Non farà mai la figura di tagliare le spese perchè lui è figo e abbronzato, soprattutto sulle sue TV. Pagheranno altri, come sempre. E così sia.

    Rispondi
  9. giampi

    Mi pare che Pedro che faceva tanto il gradasso (soprattutto con Matteo) abbia giusto deciso di tagliare tutte le spese peggio del peggior Matteo.
    Spero proprio che se andrà a chiedere soldi a Matteo, quest’ultimo lo mandi al diavolo.

    Rispondi
  10. Gigi

    scusi prof. cosa mi dice di quel milordino di Henry che vuole insegnare agli altri a stare al mondo ma poi è messo peggio di loro (e non tira mai fuori un soldo)?
    o di Pedro che si era montato la testa pensando di essere Michel e invece non è neanche Matteo?

    Rispondi
  11. Galateo

    Dalla storiella si evince che i quattro faranno una brutta fine. Infatti, non scopano mai!

    Rispondi
  12. minoranza competente

    Secondo me Matteo dovrebbe dire a suo figlio Ambrogio di andare con Hans e Michel che sono affini a lui, si fidano di lui e poi li frega e a suo figlio Calogero di andare con Mohamed e Bogdan che possono competere sullo stesso terreno.

    Rispondi
  13. giampi

    Secondo me Matteo dovrebbe salutare Hans e Michel e mettersi insieme a Mohammed e Özker e fare il grosso con loro.
    Sarebbe meglio da ogni punto di vista, a cominciare da quello antropologico.

    Rispondi
  14. kiki

    Io giovedì ho in programma una lezione di Istituzioni di economia sul debito pubblico.
    Posso recitare a voce alta questo sontuoso saggio ai miei studenti?

    Lo so, si tratta di dare perle ai porci, ma non saprei come spiegarlo meglio

    (Cara redazione, chi celate dietro allo pseudonimo MatzEyes? Paul Krugman?)

    Rispondi

Perché non lasci qualcosa di scritto?