San Marco Evangelista – 25 aprile

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Il 25 aprile si festeggia San Marco Evangelista. san marco in una rappresentazione del sec. XVIDella sua vita si conosce poco, ma l’opera immensa che ci ha trasmesso è alla base della dottrina Cristiana e di tutta la cultura occindentale

L’importanza fondamentale di San Marco non va cercata nella sua biografia. I Vangeli si presentano come opere di autore anonimo e l’autore non rivela certamente la sua identità nel corso dello scritto.

Le notizie sulla sua vita sono giunte fino a noi frammentarie e a volte contraddittorie. Sarebbe nato circa nel 20 d.C. in Cirenaica, l’attuale Libia, in una famiglia agiata che gli permise gli studi del latino, dell’ebraico e del greco. Quando tribù barbare invasero la sua città, Cirene, la sua famiglia si rifugiò a Gerusalemme. Qui si racconta che rimase orfano e che la madre ospitò nella sua villa Gesù e gli Apostoli. Questa villa con annesso l’Orto degli Ulivi dovrebbe essere anche stata la sede dell’Ultima Cena. Ma questi aneddoti non sono certi. Probabilmente non conobbe direttamente Gesù anche se forse il ragazzetto che seguì Gesù dopo l’arresto potrebbe essere proprio lui visto che questa figura compare solo nel Vangelo di Marco.
In seguito, nel 44 d.C., il giovane Marco seguì San Paolo nelle sue missioni di evangelizzazione di Antiochia, poi a Cipro e in Asia Minore. Nel 60 d.C., San Pietro lo cita in una lettera (l’aveva conosciuto da ragazzino a Gerusalemme o in qualche missione?) poi San Marco seguì San Paolo nella capitale dell’Impero dove divenne fedele collaboratore di San Pietro. Venne quindi inviato ad evangelizzare il nord Italia e nel viaggio verso Aquileia si fermò sulle isole Rialtine primo nucleo della futura Venezia. In sogno gli apparve un Angelo che lo salutò “Pax tibi Marce evangelista meus” e gli promise che in quelle isole avrebbe dormito in attesa dell’ultimo giorno.piazza san marco a Venezia con la Basilica dedicata all'Evangelista
Poi San Pietro inviò San Marco ad Alessandria d’Egitto dove proseguì la sua missione e dove trovò la morte probabilmente un 25 aprile tra il 68 e il 72. Secondo alcuni per morte naturale, per altri come martire. L’aneddotica include anche la famosa leggenda secondo la quale nel 828 alcuni mercanti veneziani per sottrarre agli infedeli le preziose reliquie del Santo le nascosero in una cesta di carne di maiale in modo che i musulmani non fossero invogliati a frugare da quelle parti. Il simbolo di San Marco è il leone alato perché il suo Vangelo inizia con la voce di San Giovanni Battista che si leva nel deserto come il ruggido di un leone.

Queste brevi note bibliografiche sono in parte documentate, in parte frutto di tradizioni opportunamente ricostruite per conferire autorevolezza al Vangelo di San Marco. In origine il testo, che ora è uno dei 4 Vangeli ufficiali della Chiesa, fu anche contestato. In parte perché gli episodi della vita di Gesù non sono raccontati in un ordine cronologico coerente e in parte per l’uso di una lingua senza pretese letterarie, un greco semplice e popolare (il vocabolario di Marco consta di 1.270 parole). Per questo si è dato risalto alla frequentazione con Pietro e al sogno dell’Angelo. Vero è che Marco fu discepolo di San Pietro, ma la stesura del Vangelo è sicuramente successiva alla loro frequentazione tant’è che il Vangelo di Marco è l’unico che non riabilita il Primo Apostolo dopo il  famigerato triplice rinnegamento di Gesù. I fatti storici fanno concludere che Marco scrisse il suo Vangelo durante il regno di Erode Agrippa (41-44 d.C) quindi dopo le prime missioni con San Paolo ma prima della collaborazione con San Pietro.
Nella scelta della lingua molto vicina a quella parlata ogni giorno Marco (che era colto) scelse di rimanere vicino alle necessità dei suoi uditori.
Marco non commise errori nel riferire le cose esattamente come le ricordava e come gli avevano raccontato i discepoli frequentati, perché la sua unica preoccupazione fu di non omettere nulla di ciò che aveva udito e di non adulterare nulla, ma di scrivere accuratamente i fatti della vita di Gesù.

L’importanza è quindi tutta nell’opera.san marco scrive il vangelo per tutti i popoli Nel Vangelo di San Marco, il Dio di Gesù è colui che ama l’umanità intera e vuole comunicarle la vita: questo amore si concretizza nella creazione di un uomo nuovo e tramite lui di una società nuova. Marco quindi rinnova il Vecchio Testamento che sanciva Israele come popolo eletto per insistere sull’universalità del Regno e sull’ugualianza di tutti i popoli e di tutti gli uomini davanti al Dio Padre e Salvatore (non più prevalentemente Giudice).

L’undici legge e fa leggere il Vangelo secondo Marco.

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