Il film del mese: Dragon Trainer (How to train your Dragon, DreamWorks)

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Locandina di Dragon Trainer (How to train your Dragon, DreamWorks)Come sempre con l’arrivo della primavera termina la stagione cinematografica. In sala restano, oltre agli ottimi film distribuiti in marzo, filmetti italiani o outsider che non hanno trovato spazio in alta stagione.

L’Undici è tornato bambino e si è andato a vedere Dragon Trainer, piacevole e sorprendente animazione della DreamWorks. Più divertente e più adulto dei lavori precedenti della casa fondata da Steven Spielberg.

La storia di Dragon Trainer (chissà perché la traduzione letterale e quella del best seller di Cressida Cowell Come addestrare il tuo drago non andava bene) è ambientato in un villaggio vichingo sperduto nel gelido ed inospitale nulla e in più con il problema che è infestato non da zanzare o da topi, ma addirittura da terribili draghi. Ma siccome i vichinghi sono dei duri e soprattutto sono cocciuti restano lì a combattere contro i draghi e a lottare per sopravvivere in posto tanto inospitale.

Il capo del villaggio Stoick l’Immenso (la voce originale è di Gerard Butler, il Leonida di 300) è naturalmente il più forte e determinato di tutti ma ha un figlio che non gli assomiglia per niente. Il ragazzo, Hiccup soprannominato Hic (singhiozzo), non sembra proprio possa diventare un vero vichingo: è magrolino quando tutti sono grandi e grossi, acuto dove la risposta è sempre dettata dall’istinto e dotato di una sottile ironia sconosciuta agli altri abitanti del villaggio. Vorrebbe combattere i draghi con ingegnosi macchinari, ma combina solo guai provocando le ire del fortissimo padre.Hic e Furia Buia

Il ragazzo verrà addestrato insieme agli altri giovani del villaggio per diventare un vero guerriero, ma nel frattempo incontra il terribile drago Furia Buia e invece di finire divorato o di approfittare della temporanea debolezza della bestia Hiccup cura ed addestra il drago e i due diventano amici. Il resto della storia è una favola abbastanza tradizionale secondo le regole di Propp, ma il susseguirsi degli eventi è solo in parte prevedibile. Il finale poi epico e convulso non sarà privo di conseguenze e lascerà spazio ad una conclusione piuttosto originale (che è giusto non svelare).

Il villaggio rispetta l’iconografia vichinga che ci si aspetta (il capo e padre di Hic, Stoick l’Immenso somiglia al padre di Vichi il Vichingo, ma forse i capi vichinghi sono proprio così), però è davvero moderno: le madri e il ruolo delle madri comprensive e protettive è totalmente assente e quindi le donne fanno le stesse cose che fanno gli uomini, anche le ragazzine, soprattutto la dura e affascinante Astrid, sono addestrate insieme ai coetanei maschi e sono anche più capaci e disciplinate di loro (forza e disciplina una volta erano prerogative maschile). La bellissima Astrid e gli altri personaggi del filmIl padre, fortissimo e autoritario è comunque messo in discussione e in ogni caso rappresenta una cultura antica ma ormai superata che potrebbe portare il villaggio alla rovina. I draghi poi non sono una massa generica, ma ognuno di loro ha il suo nome (Gronkio, l’Uncinato Mortale, l’Orripilante Bizippo, Il Terrore Terribile, l’Incubo Orrendo… ) e quindi le sue prerogative e la sua personalità, anche per questo è importante conoscerli e saperli distinguere. Furia Buia chiamato Sdentato da Hic può avere un aspetto terrificante, ma ha movenze da gattone e uno sguardo che non può non ricordare quello di E.T. (nel rapporto tra Sdentato e Hic c’è molto di Spielperghiano a cominciare dalla commovente scena del loro primo incontro).

Il film è davvero ben fatto: la DreamWorks abbandona le facili gag dei Madagascar e il ripetitivo citazionismo degli Shrek per regalarci questo film più maturo con una storia e dei personaggi che affascinano anche gli adulti. Una scena del filmLa ricostruzione dell’ambiente è curatissima tra nebbie e rocce, le scene d’azione sono davvero dinamiche ed avvincenti (ok un adulto si aspetta come finiscono, ma cosa importa) e i personaggi non sono monodimensionali come nei precedenti lavori della casa fondata da Spielberg e soci. Il 3D è piacevole ma non decisivo come in Avatar o in Coraline, comunque le scene di volo o i combattimenti acquistano indubbiamente qualcosa in più. Insomma ci sono gag e battute (anche quelle più sottili di Hic) ma non solo.

Siamo in una favola DreamWorks i cui autori (Chris Sanders animatore, scrittore e regista insieme a Dean DeBlois del disneyano Lilo & Stitch) sono di scuola Disney per cui la morale è semplice (ma meno semplice di quella di un comizio della Lega Nord): l’intelligenza e la conoscenza prevalgono sull’istinto e la forza bruta, il diverso, l’invasore fa paura perché non sappiamo chi è, se invece di combatterlo impariamo a conoscerlo probabilmente tutti ne trarremo beneficio. Ok non è così progressista come vorrebbe essere (gli altri per essere accettati devono comunque prima essere addestrati ad adattarsi alle regole del villaggio) ma comunque molto più progressista di un discorso di Calderoli.

Insomma finalmente dalla DreamWorks un lavoro con più spessore, d’accordo la Pixar coi suoi capolavori fa un altro mestiere, ma Dragon Trainer pur non rinnegando l’intrattenimento familiare e continuando a rivolgendosi prevalentemente ad un pubblico under 14 fa un grande passo in avanti. Peccato solamente che il film non sia stato premiato dal pubblico come meritava, sia in Italia che negli Stati Uniti dove gli incassi sono andati peggio del modesto Mostri contro Alieni distribuito sempre dalla DreamWorks nello stesso periodo.

Moneyshot:

gli addestramenti del maestro Skaracchio Ruttans, fiero delle amputazioni subite dai draghi, che insegna ai ragazzi come affrontare lo storico nemico: sono divertentissimi anche per le personalità differenti dei draghi e per le gag tra gli adolescenti.

Ecco quattro clip significative tra cui l’incontro di Hic con la Furia Buia e il primo addestramento dei ragazzi

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    L’exploit di Dragon Trainer è ormai al capolinea. ma è stato davvero un exploit.
    c’è voluto il colosso Shrek 4 per mettere Dragon Trainer in disparte. Ma negli USA è ancora nella top 10 degli incassi anche se quasi tutte le sale 3D sono per Shrek. Dragon trainer ha superato i 210 milioni di incassi (quasi raggiunto Kung Fu Panda il precedente miglior incasso DreamWorks, a parte gli Shrek) e nel mondo How to train your dragon è oltre i 432 milioni di dollari. Anche per Shrek 4 forever after sarà dura superarlo
    Questa volta la qualità ha ripagato la dreamworks più della ripetizione delle solite saghe.

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  2. Gigi

    Da noi, Dragon Trainer non sta conoscendo quella seconda giovinezza che negli Stati Uniti lo ha spinto di nuovo in vetta. mentre negli Usa si appresta ad abbattere la soglia dei 200 milioni di dollari di incassi (superando il riferimento di Mostri contro Alieni), da noi passati i 5 milioni di euro si fatica ad andare oltre. D’altra parte dopo il lungo inverno finalmente la primavera è arrivata e giustamente i bambini si portano all’aria aperta lascando deserti i cinema. Aspettiamo di vedere cosa succedrà a Toy Story.
    gig.

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  3. Gigi

    box office: il passaparola premia la qualità di questo film: dopo un mese Dragon Trainer è tornato in testa alla classifica degli incassi USA arrivando a quasi 160 milioni di dollari di incassi.

    In Italia si difende sfondando comunque il muro dei 5 milioni di euro.

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