Grandi Misteri (quanti posti in Champions)

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Samuel EtooParliamoci chiaro: se un giorno, forse, tra diverse generazioni, l’Europa diverrà sul serio unita, ciò lo si dovrà soprattutto a tre cose: l’Euro, l’Erasmus e la divina Champions League.

L’Euro, non in quanto concetto finanziario, ma come “corporea” moneta utilizzabile all’estero come a casa nostra, ha reso l’unità europea un fatto tangibile. Finita l’epoca dei cambi pre-partenza, delle calcolatrici davanti alle vetrine, degli spiccioli da spendere all’aeroporto.

Il programma Erasmus ha permesso a generazioni di ggggiovani di andare a studiare (sì…vabbé) in giro per l’Europa, mischiarsi e accoppiarsi con stranieri, vivere nuove esperienze, stabilire contatti, fare amicizie e scoprire com’è il mondo fuori dalle mura…materne.

E infine la Champions League, la santa, santissima Champions League, la competizione calcistica europea tra le migliori squadre di ogni campionato! Che Iddio l’abbia in Gloria (nei secoli dei secoli).
Un tempo quando c’era la partita di Coppa, il mercoledì sera, la prima immagine che ti veniva alla mente era il buio. I posticipi serali di campionato non esistevano e le partite di football erano sinonimo di sole e di luce, come quelle che si giuocano al parco dietro casa. La Coppa invece era di notte, durante la settimana, te la facevano vedere la sera tardi, solo qualche spezzone: un’esoticità per pochi avventurieri. Si giuocava in qualche landa desolata oltre le Alpi, nei temibili stadi inglesi o in quelli stile sovietico dell’Est europeo: luoghi indistinti, indeterminati, popolati da barbari senza Dio. Bisognava andarle a fare quelle trasferte, ma non si vedeva l’ora, tutti, giuocatori, spettatori e giornalisti, di tornarsene presto a casa. E dimenticare.

Poi pian, piano le cose sono cominciate a cambiare: la Champions ha sostituito la vecchia Coppa dei Campioni, le squadre partecipanti sono aumentate, la televisione è divenuta onnipotente, le partite sotto i riflettori sono divenute normalità e la Champions League, per popolarità e prestigio, ha finito quasi per superare il sacro campionato.
Oggi sui giornali sportivi o nei bar dello sport si disquisisce e ci si appassiona per un Benfica-Bayern o Arsenal-Olimpique Lione con naturalezza e competenza: robe che fino a vent’anni fa erano affare di pochi fanatici. Oggi, grazie alla celestiale Champions, sappiamo che Barcellona è più catalana che spagnola, che Chelsea è un quartiere di Londra e che Bordeaux non è solo il nome di un vino, ma anche di una città francese. Nessun progetto cofinanziato dall’Unione Europea avrebbe potuto insegnarcelo più efficacemente.

Il nostro orizzonte calcistico si è ampliato, i confini della competizione che coinvolge la nostra squadra del cuore sono quelli dell’Europa e non più della sola Italia. Ci sentiamo quindi europei, almeno calcisticamente, in quanto parte, come tifosi, di una realtà tangibilmente europea. Ed è per questo che, nell’ambito di questa nuova realtà ci misuriamo e gareggiamo con nuovi soggetti, sia come squadre di club, ma anche come Italia.

Insomma, veniamo al punto, affrontiamo la questione scabrosa, anzi direi, senza timore di smentita, drammaticamente dolorosa e funesta. Il declino del nostro beneamato Paese non può essere misurato dalla decrescita del PIL, né da qualsiasi indicatore economico dell’OCSE, monito del Fondo Monetario o rating di Morgan Stanley. Diciamocelo: di questi numeri non ce ne frega un catzo. Forse ci preoccupiamo un micro-secondo venendo a conoscenza del fatto che nella classifica europea del rapporto PIL/debito pubblico l’Italia è scesa di un posto? Forse qualcuno si è sul serio angosciato alla notizia che l’indice dei prezzi al consumo italiano è peggiorato rispetto a quello tedesco? No, no. L’autentico, drammatico, luttuoso e ferale indicatore della decadenza italiana è la tremenda e concreta possibilità che l’Italia possa perdere una squadra in Champions League, passando da quattro a tre rappresentanti. E’ panico, è ufficialmente tragedia nazionale.

Ma, cerchiamo di capire: si tratta di una notizia sparsa ad arte per creare scompiglio tra gli italiani o risponde a verità? E come catzo funziona ‘sta roba delle squadre di Champions??? Come si stabilisce chi avrà quattro squadre, chi tre, chi due, chi una e chi niente??

 

Il numero di squadre per nazione ammesse alla Champions (direttamente o attraverso i preliminari) è determinato da una classifica per nazioni, stilata considerando i risultati delle squadre di ogni nazione nelle competizioni europee delle ultime cinque stagioni. Per esempio, all’edizione della Champions attualmente in corso hanno partecipato quattro squadre inglesi, spagnole e italiane, tre francesi, tedesche e russe, ecc. ecc. Ciò riflette il piazzamento delle rispettive nazioni nella suddetta classifica che si ottiene sommando i punti ottenuti in ognuna delle ultime cinque stagioni di Champions e Europa League dalle squadre di un dato paese, diviso il numero delle squadre stesse. I punti ottenuti durante i turni preliminari vengono dimezzati e altri punti bonus sono assegnati per: 1) la qualificazione per la fase a gironi della Champions, 2) il raggiungimento degli ottavi di finale della Champions, 3) il raggiungimento dei quarti di finale, delle semifinali e della finale delle due coppe europee.

Al termine di ogni stagione, sulla base di questa classifica per nazioni si determina il numero di squadre che alla fine del campionato nazionale della stagione successiva, otterranno il diritto di partecipare alla Champions di due anni dopo. Per capirci meglio: alla fine della stagione europea 2007/2008, sulla base della classifica per nazioni, è stato stabilito che le prime quattro italiane al termine del campionato successivo, 2008/2009 (che poi furono Inter, Milan, Juventus e Fiorentina), avrebbero partecipato alla Champions 2009/2010 (quella attualmente in corso).

Per questo già sappiamo che le italiane che prenderanno parte alla Champions 2010/2011 saranno ancora quattro, perché nella la classifica per nazioni al termine della stagione scorsa (2008/2009), l’Italia era terza (e le prime tre nazioni hanno diritto a quattro squadre). Ecco la classifica per nazioni al termine della stagione europea 2008/2009 che determina quante squadre per nazione parteciperanno alla Champions 2010/2011:
1 Inghilterra 79,499 (4 squadre)
2 Spagna 74,266 (4 squadre)
3 Italia 62,910 (4 squadre)
4 Germania 56,695 (3 squadre)
5 Francia 50,168 (3 squadre)
6 Russia 47,625 (3 squadre)

Quindi per l’anno prossimo siamo tranquilli. Ma cosa accadrà nella Champions (2011/2012) la cui composizione sarà determinata dalla classifica per nazioni che si sta definendo durante la stagione di Champions ed Europa League in corso??? E qui sono dolori perché questa è la classifica aggiornatissima all’ultimo turno:
1 Inghilterra 80,999 (4 squadre)
2 Spagna 78,757 (4 squadre)
3 Italia 63,624 (4 squadre)
4 Germania 63,207 (3 squadre)
5 Francia 53,740 (3 squadre)
6 Russia 43,791 (3 squadre)

 

La Germania si è avvicinata pericolosamente all’Italia ed è vicina al sorpasso, che significherebbe per noi il quarto posto e quindi solo 3 squadre per la Champions del 2011/2012 (ossia le prime 3 del prossimo campionato italiano 2010/2011). Il rischio è particolarmente concreto perché, mentre è rimasta una sola italiana in gara tra Champions e Europa League (l’Inter) in grado di incrementare il punteggio italico nelle semifinali e finali che mancano, la Germania ha ancora due formazioni in lizza (il Bayern Monaco in Champions e l’Amburgo in Europa League). Un quadro esatto e dettagliato del possibile scenario dopo le semifinali e le finali è troppo complesso, ma è drammaticamente sotto gli occhi di tutti la risalita crucca ai nostri danni. Altro che PIL, debito pubblico o indice di competitività delle piccole e medie imprese!!!!

 

Ma siamo così sicuri di quale sia l’atteggiamento del popolo italiano di fronte a questa situazione? Mentre sarebbe logico che anche un tifoso milanista o juventino si auspicasse che l’Inter vinca la Champions per garantire all’Italia ancora quattro squadre e quindi aumentare le possibilità che Milan o Juve partecipino alla Champions 2011/2012, questo in realtà accade solo in casi isolati: il milanista medio si augura la sconfitta dell’Inter. Insomma: da bravi e tipici italiani ci auguriamo il male dei nostri compatrioti che non appartengono alla nostra fazione, anche se esiste l’eventualità che questo male finisca per danneggiare anche noi stessi. Preferiamo cioè perdere tutti, se questo significa che anche il contradaiolo nostro nemico perderà.
Quindi se l’Inter sarà eliminata e all’Italia toccheranno solo 3 squadre, il milanista medio sarà felice, e ancor più lo sarà, se la prima delle italiane escluse (la quarta al termine del campionato 2010/2011) dovesse essere proprio l’Inter! Sarebbe un giorno di gioia per lui.
Ovviamente, la possibilità che la quarta possa essere proprio il Milan non è contemplata.
In conclusione, svelando questo altro Grande Mistero, abbiamo ancora una volta preso atto che il tratto caratteristico dell’identità nazionale degli italiani è non avere un’identità nazionale...

 

 

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9 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    Visti i disastri di tutte le squadre italiane ormai è ufficiale che questo sarà l’ultimo campionato in cui la quarta in classifica andrà ai preliminari di Champions.
    A sto punto con soli 3 posti appetibili (dell’Europa League non frega niente a nessuno) e 3 retrocesse diventa urgente ridurre il numero di squadre in serie A, altrimenti ci saranno una decina di squadre che da marzo in poi non hanno più alcun interesse per la classifica e possono vendersi i match al miglior offerente

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  2. Gigi

    tutta Italia ringrazia l’Inter per aver vinto il trofeo più importante. In questo modo il quarto posto in champions è salvo. Ma solo per il 2011/12.
    RANKING 2010
    1- Inghilterra 81,856
    2- Spagna 79,757
    3- Italia 64,338
    4- Germania 64,207
    5- Francia 53,740

    Per l’anno successivo l’Italia dovrà scartare l’annata 2005/06 e si parte con questo ranking
    RANKING 2011
    1- Inghilterra 67,428
    2- Spagna 64,115
    3- Germania 53,770
    4- Italia 48,981
    5- Francia 42,928

    considerato che in champions abbiamo squadre ormai poco ambiziose e che in europa league le italiane fanno giuocare le riserve, sarebbe davvero un miracolo se con il punteggio della stagione 2010/11 si riuscissero a recuperare i quasi 5 punti che ci separano dai tedeschi.

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  3. Galliani

    per mantenere i 4 posti in champions l’Inter deve battere il Bayern prima dei rigori. Per cui i tifosi di squadre abituate a lottare per il quarto posto (samp, palermo, napoli, milan, juve, …) faranno giocoforza un tifo sfrenato per i cugini nerazzurri. se proprio si arriverà alla cinica lotteria dei rigori ci sentiremo liberi di decidere a sentimento in quel momento.
    Adriano

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  4. giampi

    Aggiornamento dopo Barcelona-Inter e Fuhlam-Amburgo: senza fare lunga: se l’Inter vince in finale, l’Italia avrà quattro squadre anche nel 2011/2012, altrimenti solo tre.

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  5. kiki

    Doverosa rettifica:
    Era un Ajax-Honved
    (vinse l’Ajax, ma non bastò a pasaare il turno, poveri Lanceri)

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  6. kiki

    Io una volta in 5a elementare feci le 11 ad aspettare mercoledì sport: davano la sintesi del secondo tempo tra Carl Zeiss Jena ed Honved Budapest, 16mi di finale di Coppa UEFA.

    E adesso, ditemi che non vi ho fatto piangere (tra l’altro, si era nel novembre 1978 e non ho idea di quanto costasse una pizza).

    Kiki ancora più nostalgico.
    PS: sia messo a verbale che ritengo che i Litfiba non abbiano mai fatto un cazzo di decente né prima né dopo il 1984 (anzi, dopo il 1984 sì: sciogliersi)

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  7. andrea

    kiki sei il solito snob nostalgico, che preferisce i tempi in cui solo gli oscuri e gli iniziati potevano partecipare e capire gli eventi. Insomma un po’ come le tue affermazioni del tipo “i litfiba dopo l’84 non hanno fatto più niente di decente” o “solo il primo wenders aveva qualcosa da dire”…
    Girerò questo articolo ai miei pargoli del corso di Europrogettista

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  8. giampi

    …per non parlare poi di quanto costa una pizza in Euro rispetto alle vecchie lire!!

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  9. kiki

    Jumpi, sei un infame!
    A farmi ripensare al buio, alla sigla dell’eurovisione, agli spezzoni di mercoledì sport (anche per la finale di coppacoppe e coppa uefa!), agli stadi di oltrecortina, ai campanacci in sottofondo delle partite di coppa in svizzera, a Eurogol (con la sigla inspiegabilmente sudamericaneggiante), all’eliminazione diretta, a ripensare a tutto questo, insomma…
    Mi hai fatto piangere.

    MA QUALE CHAMPIONS, ARRIDATECE LA COPPA CAMPIONI!!!!!!!!!!!!!!!!!

    kiki nostalgico

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