Freestyler con la 'F' maiuscola

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Claudio Cigna in azione (foto di Sergio Bertolini)Magari avrete già sentito parlare del “Frisbee Freestyle”. O magari no. Magari avrete già visto in azione un “Freestyler”.  O magari no. Magari non ve ne frega niente. O magari no…

Fatto sta che è un mondo che merita di essere scoperto, di essere raccontato e, ancora di più, di essere vissuto. Dal lato più ufficiale e “giornalistico”, il Frisbee Freestyle è quella disciplina sportiva più spettacolare e creativa  che si compie con il famoso disco di plastica e che consiste nel realizzare evoluzioni ed acrobazie. Grazie ad una forte rotazione, è possibile tenere il Frisbee in equilibrio sulle unghie, per poi farlo scorrere sul corpo, colpirlo, rilanciarlo e riprenderlo nella maniera più strana e atletica possibile, il tutto seguendo una coreografia su base musicale in squadre da due o tre persone (a volte anche singolarmente), valutate da una giuria secondo impressione artistica, difficoltà ed esecuzione.
Un mondo fatto quindi anche di tornei, mondiali, federazioni, allentamenti, classifiche, agonismo. Ma in realtà anche di libertà, stravaganza, spettacoli, amicizia, fantastiche esperienze…

Perché c’è una anima profonda in questo sport, costituita dalla forte passione e dalle mille storie che appartengono a coloro che ne fanno parte, a coloro che ne costituiscono la “community”. Perché i giocatori di frisbee al mondo, a dire la verità, non sono tantissimi. Chiaro, neanche pochi, ma niente di paragonabile ai numeri di calcio, basket, ecc. Ma tutti “Freestyler”. Con la “F” maiuscola. E allora ecco che al prossimo torneo non ritroverai solo la sfida, la competizione, il pubblico ad applaudire, i fotografi o le telecamere, ma anche i tuoi amici di tutto il mondo, con cui condividere sorrisi, storie, cene, feste, acrobazie, gare, ognuno magari con una lingua ed un passaporto diversi, ma con la tua stessa voglia di giocare a Frisbee e di passare del tempo insieme a te.

Una voglia che è difficile da avere, ma che poi è ancora più difficile perdere. Perché tantissimi sono gli ostacoli all’inizio, quando il frisbee cade, cade e cade ancora. E magari sei da solo, sotto un albero del parco, con gli amici che ti guardano strano… ma ci credi perché hai intravisto uno scorcio di quel mondo (magari da un video, da un amico, ad un evento) e allora non molli. E quando alla fine quello stramaledetto frisbee inizia davvero a girare sulla tua unghietta, ti senti finalmente un Freestyler. Con la “F” maiuscola. Sai di essere riuscito a fare qualcosa in cui molti altri hanno mollato subito. Sai di avere passato una “prova” e sei orgoglioso di te, dell’albero del parco e di quello stramaledetto Frisbee, che ora invece non uscirà mai più dallo zaino.

Un Frisbee che ti accompagnerà in tanti allenamenti, duri e faticosi, al mare d’estate così come sotto un portico d’inverno, per perfezionare quel singolo esercizio che speri di sfoggiare al prossimo torneo. Torneo in cui poi dovrai vedertela con gli altri campioni. Ma alla fine anche tu potrai diventare uno dei campioni. Portando il tuo singolo stile, le mosse che tu solo sei in grado di fare e strappando gli applausi del pubblico ed i voti della giuria. Perché sei un “Freestyler”. Con la “F” maiuscola. Pronto a conquistare il primo posto.
Ma ti accompagnerà anche durante le “jam” libere con gli amici, al parco o sulla battigia, in cui è la dimensione del “gioco” a farla da padrone: uno scambio di passaggi, prese e acrobazie senza altro fine che il divertimento, da vero e proprio “Freestyler”. Con la “F” maiuscola.
Ma ti accompagnerà forse anche in spettacoli, davanti a centinaia di persone, in giro per l’Italia quanto all’estero, in tour commerciali o eventi di qualsiasi tipo. E allora lì sarai tu il protagonista: da una parte la tensione e l’ansia di far bene, ma dall’altra la soddisfazione e l’orgoglio. Perché sarai orgoglioso di essere un “Freestyler”. Con la “F” maiuscola. Perché alla fine ti sentirai un po’ speciale, anche se all’inizio ti prendevano in giro sotto a quell’albero, ma adesso sei stato capace di trasformare una passione in uno sport ed uno sport in un arte. E può anche capitare di finire in TV e addirittura in qualche spot pubblicitario. Chi l’avrebbe detto, quando eri sotto a quell’albero con un semplice disco di plastica tra le mani. Tornei, spettacoli, TV, amicizia, divertimento. Un insieme di cose ed esperienze talmente unico che da fuori non si vede…ma da dentro vale più di mille parole.

[nella foto di Sergio Bertolini: Claudio Cigna in azione]

 

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