Ex voto

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Bossi Senior e JuniorCome un disco rotto, nel post-elezioni sentiamo la stessa musica, Berlusconi legittimato dal voto che va avanti con le riforme, la Lega che avanza, il Pd che si interroga, il fenomeno Grillo. Il dato che è “passato” è quello del 7-6 (regioni) per il centrosinistra, una sorta di disfatta rispetto all’11-2 del 2005, tanto che Bersani “puzza già”, D’Alema scalpita e Veltroni comincia a togliersi i sassolini. Purtroppo pochi pensano al “fenomeno Vendola”, l’ennesima conferma che il Pd ha un’arma, le “primarie vere”, ma non vuole usarla….

Ma torniamo ai numeri e raccontiamo una storia un po’ diversa.
Ad esempio, spostando 5000 voti in Piemonte (una bazzeccola sui 2,2 milioni di votanti, un partito che si chiama Forza Toro ne ha presi 3500), la Bresso si sarebbe confermata.
E forse si è capito anche che troppe parole sono state spese sulla lista romana del Pdl, perchè nel Lazio il PdL si è beccato comunque 291000 voti e 8 seggi. Forza Italia ne aveva presi 9 nel 2005, AN 10. Certo, 11 in più per il PDL, ma la coalizione nel complesso ne ha presi 44 contro i 28 delle ultime regionali, 16 in più. L’attentato alla democrazia, il diritto negato agli elettori, la violenza dei radicali, panini, complotti…
Liste o non liste, anche nel Lazio il trionfo della Polverini, che tra una canzone di Battisti e l’altra ci ha allietato con il suo “Li abbiamo polverizzati”, si fonda su meno di 40000 voti, con l’Udc per la sinistra sarebbe stata una passeggiata. Immaginate poi che i Vescovi avessero preso carta e penna per un monito agli elettori diverso, non su aborto e pillole, ma magari dicendo che un cattolico non può votare chi non difende l’onestà nella politica, chi non apre la porta all’immigrato e chi non passa nella cruna dell’ago.
E allora staremmo a parlare di un 9-4 e – altrettanto superficialmente – l’enfasi sarebbe sulla crisi berlusconiana.
I numeri elettorali ci raccontano però anche altre realtà.
Rispetto al 2005 e considerando le stesse regioni, ci sono stati 3 milioni di votanti in meno (e a quanto pare l’astensionismo è stato trasversale), Beppe Grillo si è preso 400000 voti, il Pd ha perso 2 milioni di voti e il Pdl 1 milione, mentre guadagnano rapidamente terreno Lega e Italia dei Valori, che erano insieme il 6,7% degli elettori nel 2005 e adesso rappresentano il 19,6%, tre volte tanto, alla faccia del bipolarismo.
Ma se questi dati ci dicono che molti elettori sono stanchi del governo PdL, che non credono nel progetto del Pd, che preferiscono la rabbia di Grillo e Di Pietro, la domanda sorge spontanea. Perchè la Lega vince? Perchè un partito che se la prendeva con Roma ladrona ed è praticamente da 10 anni al governo, a braccetto con corrotti e romani, continua a convincere attaccando la “politica tradizionale” nella quale è ormai immerso?
Non è facile rispondere, ma non bisogna fare l’errore di dimenticare che queste erano elezioni amministrative regionali e che l’equazione con la politica nazionale non è per niente scontata. La Lega – nei suoi territori – sta dando risposte alla “domanda” locale. Non dimentichiamo che la crisi economica sta appena sfiorando il Nord-Est rispetto al crollo di consumi e redditi nel Mezzogiorno. Il leghista medio si sente rappresentato molto bene dai suoi politici a livello locale e regionale, Roma è poco più di un teatrino.
E questo dovrebbe capirlo anche la sinistra, che invece si ostina a proiettarsi sul campo di battaglia nazionale, mentre potrebbe dare voce al suo popolo, con primarie vere, con programmi legati alla realtà quotidiana e locale del proprio elettore, abbandonando l’eterna lotta contro i mulini a vento.

 

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4 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Galateo

    Jumpiest, la terza notizia è ancora una buona notizia. Vuoi mettere con quello che c’è adesso? I fannulloni, privilegiati e gli operai già votano lega e partito dei ladri. Che glielo si faccia pagare.

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  2. giuseppe tarantola

    Sì, però la terza notizia è che il peggio deve ancora arrivare, sotto le sembianze di un leghista efficientista in salsa “cinese”, che in nome della produttività e della “sicurezza”, eliminerà pian, piano diritti e garanzie

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  3. Galateo

    Due notizie positive da queste elezioni: l’astensione, che è salita ai livelli dei paesi civili e nel secondo turno ancora di più.
    l’indebolimento del PdL e quindi di Berlusconi, che ormai è relegato al suo core-business politico, ovvero farsi le leggi per non andare in gattabuia.

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