Ma diamo i numeri?

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Numeri numeri numeriNegato il diritto di voto a quindici milioni di italiani. Novantacinque miliardi dallo Scudo Fiscale. Solo l’1% dei processi interessati dal “Processo Breve” andrà in prescrizione. L’uso disinvolto dei grandi numeri è ormai uno strumento consolidato della propaganda. Non è difficile vedere come una cifra venga “adottata” dalla comunicazione ufficiale e ripetuta instancabilmente per insegnarcela come le tabelline. Ma andando un po’ a fondo si scopre che…

Liste ed elettori. Il ritornello l’hanno cantato in tutte le salse. Non si può impedire a 15 milioni di elettori di esprimere le proprie preferenze.Diamo i numeri Eliminando la lista Formigoni in Lombardia, la lista Polverini nel Lazio e il PdL nel Lazio, 15 milioni di elettori non sarebbero liberi di esprimere la propria preferenza.
Popolazione Lombardia: 9,7 milioni di abitanti
Popolazione Lazio: 5,6 milioni di abitanti
Totale: 15,3 milioni di abitanti
Popolazione maggiorenne Lombardia: 8,1 milioni di abitanti
Popolazione maggiorenne Lazio: 4,7 milioni di abitanti
Popolazione maggiorenne totale: 12,8 milioni di abitanti
Elettori Formigoni nelle ultime Regionali Lombardia: 53,4%
Elettori centro-destra nelle ultime Regionali Lazio: 49,3% (Storace + Mussolini)
Elettori PdL nelle ultime Regionali Lazio (AN + FI): 32,3%
Anche assumendo che tutti i maggiorenni votino e che il centro-destra “sbancasse” in queste regionali (60% in Lombardia e Lazio), il numero corretto di quelli “deprivati della propria libera scelta” sarebbe di circa 7,4 milioni, ossia la metà di quanto dichiarato. Non pochi, ovviamente, ma lasciate in pace i bambini degli asili nido di Bergamo e Frosinone, che delle liste se ne sbattono.

Scudo fiscale. Il governo ha sbandierato una spinta all’economia grazie a 95 miliardi di euro di capitali (una sessantina dalla vicina Svizzera) e che al 98% sono “effettivamente rientrati dall’estero come segno di fiducia nella nostra economia”. Cifre citate a sproposito, sicuramente in buona fede. Ma sicuramente esageratamente ottimistiche.
Vediamo la verità (dati Bankitalia interpretate da Lavoce.info):
Rimpatri con liquidazione: 34,9 mld di euro
Rimpatri senza liquidazione e regolarizzazioni: 50,3 mld di euro
(Dati parziali su 85 miliardi rientrati al 15 febbraio 2010)
In maniera molto rozza i 35 miliardi di “rimpatri con liquidazione” sono effettivamente tornati in Italia, ma una volta puliti nulla impedisce che i capitalisti li riportino nel paese in cui pensa rendano di più.
Gli altri 50 miliardi sono invece pure “regolarizzazioni”, cioè sono stati dichiarati, è stata pagata la penale, ma sono rimasti dov’erano. “Ripuliti” (in maniera anonima e senza punibilità), ma non portati in Italia. Non un gran segno di fiducia.
Ovviamente, di questi 95 miliardi, solo una piccola parte viene incassata dal fisco (il 5%, quindi meno di 5 miliardi). Non solo, tutto quello che è stato guadagnato come interessi sui conti correnti svizzeri rimane nelle tasche degli evasori. Da sottolineare la delicatezza di non arrotondare a 100.

Processo breve. Il ministro Alfano era stupito da previsioni così catastrofiche e ha fornito il suo dato. Solo l’1% dei processi sarà prescritto. A stretto giro di posta, il CSM ha replicato con una forbice tra il 10 e il 40%, dicendo che il 47% dei processi civili sarebbero finiti prescritti (per di più concentrati nelle regioni meno efficienti). L’ANM osa di più e per Roma prevede 45-70% di prescrizioni.
Mancino, vicepresidente del CSM, ha finalmente chiarito l’arcano numerico: “Nessuno può dire con sufficiente certezza a quanto ammonti la percentuale dei processi che ricadrebbero nella sanzione di estinzione ipotizzata nel disegno di legge in discussione”. A questo punto anch’io dico la mia: 37%.

 

 

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