Un altro numero: il burraco

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Dopo l’impegno che comporta la lettura de “L’ Undici”, è giusto che i lettori  si concedano un momento di pausa per una cosa più leggera. E cosa può essere più rilassante se non un gioco che sia incanalato nei divertissements tradizionali, ma al tempo stesso abbia il carattere della novità o dell’attualità? Ho pensato ad un gioco delle carte che richiami in qualche modo il numero “undici”.

Risponde a questi requisiti il gioco del Burraco che è interessante e non solo per il fatto che è ormai diffusissimo. Proviene dal Sud America, probabilmente dall’Uruguay, dove nacque nella metà degli anni ’40 ed è contrassegnato proprio dal numero 11. Si gioca con due mazzi di carte francesi, comprensivi dei quattro jolly, e nella versione più ricorrente i giocatori si affrontano in due coppie, non escludendosi la possibilità di giocare singolarmente o in tre persone.

Dopo aver mischiato le carte ed assegnato i posti, il giocatore a destra del mazziere taglia il mazzo di carte e prepara due mazzetti di 11 carte prelevandole dal fondo del mazzo “tagliato”. Il mazziere nel frattempo distribuisce 11 carte ai giocatori, una alla volta, in senso orario. Il primo a giocare ha la possibilità di prendere la prima carta scoperta oppure di pescare una carta dal mazzo posto al centro della tavola: provvederà poi a scartarne una. Lo stesso procedimento si avrà a turno con ogni giocatore successivo, con l’avvertenza che dal “monte degli scarti” si dovranno raccogliere tutte le carte.

Dopo aver pescato o raccolto, il giocatore se può e se vuole potrà “calare“ le nuove combinazioni o sequenze di carte o attaccarle a quelle già costituite (se si gioca in coppia si attacca alle combinazioni che si hanno in comune). Le combinazioni o sequenze possono essere costituite da un gruppo di almeno tre carte dello stesso valore e di qualunque seme (ad es. tre o più kappa) o da un gruppo di  almeno tre carte dello stesso seme in scala.

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Si fa il Burraco quando si raggiunge una sequela di almeno 7 carte o una scala di almeno 7 elementi dello stesso colore. La strategia del gioco è quella di chiudere in mano sia nella prima fase per prendere uno dei due pozzetti (il che permette di giocare le carte del pozzetto), sia nella seconda fase per chiudere definitivamente, il che può avvenire quando si è fatto per lo meno un burraco e non si hanno più carte in mano.

Il giocatore può avvalersi, ad integrare le combinazioni, dei Jolly e delle ‘pinelle” (che sono rappresentate dai 2), però non più di una “matta” per ogni singola combinazione. Per il punteggio, un Burraco “pulito”, cioè composto da almeno sette carte consecutive non interrotte dalle “matte (pinelle o Jolly), vale 200 punti; un Burraco semipulito cioè formato da un Burraco pulito più una pinella o un jolly vale 150 punti; un Burraco “sporco” e cioè formato da almeno sette carte, compreso un Jolly o una pinella, vale 100 punti; le carte in mano o “calate” (comprese quelle che formano il Burraco) valgono punti 30 il Jolly, 20 la pinella, 15 l’asso, 10 le carte dall’8 al Re, 5 le carte dal 3 al 7.
La coppia che non riesce a prendere il “pozzetto” ha una penalità di 100 punti, mentre quella che “chiude” guadagna 100 punti. I giocatori possono stabilire i criteri per assegnare la vittoria, generalmente col raggiungimento di un certo punteggio (ad esempio 2000)

Le regole più importanti sono queste. Dalla pratica del gioco si apprenderanno gli aspetti secondari o quelli più sofisticati, perché il Burraco non è un gioco difficile ma richiede però molta concentrazione ed una certa elasticità mentale. E’ comunque interessante che si giochi a coppie e si stabilisca una corrispondenza di tattiche e strategie. Si organizzano vari tornei di burraco ed esiste in Italia una associazione sportiva del burraco.-
L’Undici potrebbe adoperarsi per organizzarne uno.
A Rimini? Bologna? Ovunque?
Buon gioco!

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