Grandi Misteri: cosa significa il suffisso “gate”?

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Bologna e l’Italia sono sottosopra per il Cinziagate, ossia per lo scandalo che coinvolge l’ormai ex-sindaco del capoluogo felsineo, Flavio Delbono, e la signora Cinzia, sua ex-fidanzatina, alla quale avrebbe pagato viaggi e vacanze con soldi pubblici.

Quando si scrive e si dice “Cinzia-gate”, è chiaro che si sta parlando di uno scandalo, un “caso”, un “affare”. Ma…si può sapere che catzo significa il suffisso “-gate”???
Perché ricordiamolo: c’è stato il Sexgate, l‘Irangate e addirittura il Laziogate (il grado di creatività dei giornalisti è deprimente…).

Tutto però cominciò con il Watergate.
Siamo nel 1972 e il presidente degli Stati Uniti d’America è Richard Nixon, repubblicano. Il 17 giugno una guardia di sicurezza di un complesso di edifici a Washington si accorge che la porta di un ufficio è stata forzata. Chiama la polizia che arriva e arresta cinque persone che stavano sistemando alcune microspie.
La porta forzata era quella di un importante ufficio del partito democratico, i cinque mariuoli sono stati mandati lì da persone molto vicine alla Casa Bianca e il complesso di edifici dove tutto accade si chiama Watergate.

Lo scandalo che seguì e che portò alle dimissioni del presidente Nixon due anni dopo, prese perciò il nome di “scandalo del Watergate”. La vicenda, fra l’altro narrata nella pellicola “Tutti gli uomini del presidente”) ebbe tanto clamore che, il suffisso “-gate” venne utilizzato per dar nome a vari altri scandali, casi o affari, come scritto sopra, perdendo il suo significato letterale (“cancello”, “porta”). Nel caso bolognese, la traduzione letterale di “Cinziagate” sarebbe “cancello di Cinzia” oppure “porta di Cinzia”….Invece “Sexgate” è “la porta del sesso”…e così via.

Il nome “Watergate” deriva invece dalle scalinate terrazzate che conducevano all’area poi occupata dagli edifici dalle sottostanti rive del fiume Potomac e dovevano in origine servire ai dignitari che arrivavano a Washington via acqua. La traduzione di “Watergate” potrebbe dunque essere: “porta all’acqua”.

Siccome si parla di scandali, noi italiani non possiamo non entrarci in qualche modo ed infatti il vasto complesso di edifici “Watergate” fu costruito da un’impresa italiana: la Società Generale Immobiliaria, impegnata assiduamente nello “sviluppo” edilistico italiano del dopo-guerra, controllata dal Vaticano, da Sindona e poi comprata da una società facente capo dall’Opus Dei.
Per non rischiare di finire vittime di qualche “strano incidente stradale”, passiamo oltre per ricordare che l’equivalente italiano del suffisso “-gate” è l’altrettanto utilizzato suffisso “-poli”, derivante dalla parola greca polis = città (il nome Napoli deriva da neapolis = città nuova, NdA).
In questo caso, l’origine è più recente: il 1992, con lo scandalo di “Tangentopoli” svelato dall’indagine “Mani Pulite”. Da lì in poi la quantità di “-poli” è cresciuta a dismisura: Calciopoli, Vallettopoli, Indultopoli, Maturopoli, Affittopoli, Bancopoli, Parentopoli, ecc. E’ evidente come, mentre l’uso di “-poli” in Tangentopoli aveva un senso appropriato (“la città delle tangenti”), ciò che è seguito, quasi sempre no.

E pensare che quando eravamo piccoli esisteva solo Paperopoli…

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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