Elegia della carta stampata

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La voce circola da un po’: internet decreterà la morte dei giornali. Principalmente la voce circola su internet stessa, e questo la rende meno affidabile ai miei occhi di accanito lettore di quotidiani stampati.

A dire il vero lo dice anche Rupert Murdoch, non esattamente l’ultimo arrivato nel campo della editoria, che qualche anno fa si è comprato Myspace e Gamespy allo scopo di di affiancare le testate online del suo gruppo editoriale, News Corp (che controlla nomi tipo Wall Street Journal, Sun e Times), per imporsi in un mercato che da gratuito vorrebbe passare gradualmente a pagamento.

Ok, ammettiamolo, In realtà il calo di vendite esiste, ma è decisamente meno marcato di quello che il web vorrebbe farci credere: in Italia si attesta tra il 5 e il 6% nell’ultimo anno, dopo un calo del 2% nel 2008. Non è esattamente un tracollo, ma un fenomeno dovuto più alle concorrenze di radio e tv unite, alla progressiva descolarizzazione, “tronizzazzione” e “grandefratellizzazione” del popolo bue italiano.

Questo non significa necessariamente che la gente non legga: se si considerano nell’insieme i quotidiani a pagamento, i gratuiti e gli online, la percentuale di Italiani in cerca di informazioni sembra addirittura crescere negli ultimi tempi. Al contrario di quello che da diverse parti si vocifera, dopo un primo momento di difficoltà i quotidiani hanno approfittato della rete come traino e oggi la versione cartacea del giornale è sostenuta anche da lettori catturati sul web che non si accontentano dei titoli e cercano approfondimenti nei giorni successivi. Questo dovrebbe essere il punto di ripartenza dei quotidiani cartacei, il caro vecchio buon giornalismo d’inchiesta che possa controbattere l’abbuffata mediatica di notizie usa e getta, e se questo significa la scomparsa dagli scaffali dei giornalai di qualche decina di insulsi fogli copia-incolla, ben venga.

Ma probabilmente quello che ancora riuscirà a tenere in piedi la stampa sarà, guarda un po’, la pubblicità: hai voglia a dare contenuti multimediali alla pagine! Il momento nel quale la raccolta pubblicitaria online potrà finanziare una redazione simile a quella di un giornale cartaceo è ancora lontana.

Resta di fondo che il giornale stampato è un’altra cosa: a me piace sfogliare il giornale, dopo essere passato dall’edicola la mattina, aver sbirciato i titoli degli sportivi e dei politici per poi cadere nell’acquisto sempre dello stesso, quello locale perché c’è la cronaca della provincia che si legge per prima, ci sono i necrologi, gli spettacoli, i cinema e gli orari delle farmacie di turno. Ci sono anche su internet? Forse…..

Forse anche i libri avranno vita breve, i primi a dirlo sono ovviamente i produttori di ebook, Amazon in testa che, forte dell’80% del mercato dei libri elettronici, dichiara che, per la prima volta nella sua storia, le vendite nell’ultimo Natale hanno superato quella dei tradizionali libri cartacei. Il tutto legato al successo del Kindle, il gadget più richiesto a Santa Claus. Il che ci porta inevitabilmente all’iPad, destinato inevitabilmente al successo legato ad ogni idiozia venga ultimamente commercializzata dalla Apple; dobbiamo preoccuparci? Non credo, anzi: c’è la concreta possibilità che la rete tolga di mezzo quella enorme massa di scrittori che sostanzialmente lavorano gratis pur di vedere il proprio nome affiancato a quello di una casa editoriale, e che sembra traggano soddisfazione solo dall’idea di aver in qualche modo contribuito all’innalzamento della cultura generale. Se questa massa di autori autoreferenziali si spostasse sui blog, le librerie potrebbero tornare ad essere dei posti vivibili e non solo dei banconi di appoggio per titoli che al 60% non vendono neanche una copia.

E poi il confronto tra uno schermo ed il piacere di sfogliare un libro non è neanche ipotizzabile, sarebbe come confrontare il McDonald con la Trattoria preferita. Certo, si tratta sempre di mangiare. Certo, spendi meno e fai prima. Ma cosa ti resta? Cosa ti resta quando spegni lo schermo del tuo nuovo giochino? Che tra le altre cose dovrai cambiare spesso se vuoi continuare a stare al passo, se vuoi essere davvero modaiolo, se non vuoi apparire vecchio, una delle nuove parole taboo di oggi!

I modernisti mi dicono anche che per non apparire vecchio dovrei usare di più la carta di credito e meno il contante; la cartamoneta, è uno strumento sorpassato…. e allora? In Italia i pagamenti effettuati con strumenti elettronici sono meno della metà che nel resto d’Europa, e con ciò? Dobbiamo colmare il gap: e perché mai? Qualcuno riesce a spiegarmi qual è il problema, a parte il fatto di non far incassare commissioni a CartaSì e banche? I portoghesi userebbero le loro tesserine di plastica 3 volte di più degli italiani, eppure non ricordo di averli visti in cima a molte classifiche economiche europee negli ultimi anni….

L’arrivo dell’Euro, anzi, con la sua bellissima banconota viola da 500, è stato un vero toccasana per gli scambi in contanti: in un Paese che campa sul “nero”, la possibilità di spendere senza lasciar traccia dei biglietti da un milione di lire alla volta è un regalo nel quale nessuno sperava! In una 24ore neanche troppo grande si possono infilare 6 milioni di Euro in contanti, e VOI mi parlate di Bancomat??

 

 

 

 

 

 

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