Washington

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Che diavolo stanno facendo quei due con gli impermeabili dietro agli alberi? E quel camioncino con i vetri scuri!? Che ci sta a fare parcheggiato lì da ore?? Perché ha tutte quelle antenne sul tetto?? Anche il venditore di hot dogs mi ha guardato con un’aria strana…cazzo, c’è qualcosa che non va.


Capitol Hill (foto di Jumpi) Prendo a camminare più velocemente, spostandomi istintivamente ai bordi dell’immenso prato rettangolare. Laggiù, in fondo la sagoma dell’altissimo obelisco è appena visibile nella foschia della sera. Un elicottero gli passa accanto dirigendosi verso il fiume. Rumore appena percettibile. Una coppia mi viene incontro facendo footing con l’iPod d’ordinanza. Respiro affannoso. Mi stringo il cappotto e mi volto nel timore d’essere seguito: alle mie spalle dalla cupola sul Capitol Hill mille occhi sembrano osservarmi.

Se non siete mai stati a Washington e se non soffrite di paranoie o manie di persecuzione, dovreste proprio farci un salto. Innanzitutto perché vi sembrerà di essere finiti in uno dei tanti film di spionaggio e cospirazioni politiche, circondati da senatori corrotti, spiati da agenti della CIA o inseguiti da poliziotti travestiti da idraulici o operai delle fognature. Washington pare essere lì per tutto questo: per rappresentare come in un grande set cinematografico, in un affollamento di simboli e monumenti celebrativi, le istituzioni, i simboli e i personaggi storici degli Stati Uniti d’America. Tutti abbiamo sentito parlare di questa città: la Casa Bianca, il presidente, il Congresso, ecc., ma in realtà la conosciamo assai poco. Nel nostro immaginario l’America è soprattutto New York o i grandi spettacoli naturali; Washington rimane poco più di una parola, un luogo associato alle notizie del telegiornale.

Washington fu fondata da zero nel 1790 e deve il suo nome a George Washington, padre fondatore e primo presidente degli Stati Uniti dal 1789 al 1797. Solo pochi anni dopo, nel 1814, durante quella che è anche detta “la seconda guerra d’indipendenza degli USA”, gli inglesi entrarono in città e la misero a ferro e fuoco, bruciando, tra l’altro, Casa Bianca e Campidoglio (sede del Congresso).
Il centro della città è il monumentale National Mall, ossia un vastissimo prato lungo 2 km. e largo duecento metri. Ad un estremo c’è la Capitol Hill, la collina del Campidoglio, l’edificio sormontato da una maestosa cupola, che ospita il Congresso (l’equivalente del nostro Parlamento). All’estremo opposto c’è il monumento a Washington, ossia un gigantesco obelisco. Sui lati, oltre due doppi filari d’alberi intervallate da altrettante stradine pedonali non asfaltate, una lunga serie di musei che celebrano l’arte, la tecnologia, la scienza, la natura e la storia, soprattutto americane, ma non solo. I musei (dove si svolge il film: “Notte al museo 2″) sono aperti tutti i giorni eccetto il giorno di Natale e soprattutto sono gratuiti! Fanno parte della istituzione Smithsonian, dal nome del suo fondatore, Smithson, uno scienziato inglese che non mise mai piede negli Stati Uniti, ma lasciò un’enorme fortuna perché in quel paese si promuovesse la scienza e il sapere in generale.

Lo scenario tutto rimanda una sensazione di affascinante monumentalità e profonda significatività. Tanti film americani sono ambientati qui perché qui c’è l’America, offerta e aperta a tutti, in un simbolico, ma anche reale anelito d’avvicinamento dei cittadini alla propria storia e ai propri valori. Questa accessibilità che si realizza nella possibilità di passeggiare su di un prato, dal Congresso alla Casa Bianca, passando per l’IRC (l’istituto delle tasse, che spesso appare nei film quando si tratta di reperire informazioni su qualcuno), vuol dire anche vulnerabilità. Per rendere l’idea, in maniera macabra, ma efficace, l’impressione che si ha, rivolgendo lo sguardo dal prato verso la cupola del Capitol Hill è che se davvero questo era l’obiettivo del famoso quarto aereo dell’undici settembre, beh, l’impatto simbolico e tragico sarebbe stato superiore a quello della caduta delle torri gemelle. Questo è il cuore dell’America con i suoi più significativi ed alti simboli.

Oltre il suddetto obelisco di Washington, proseguendo il linea retta rispetto al Mall troviamo il memorial dedicato a Lincoln, dove Martin Luther King tenne il famoso discorso del “I have a dream”. Invece in direzione perpendicolare rispetto al lungo prato, c’è il memorial dedicato al presidente Jefferson e dal lato opposto: la Casa Bianca. I “palazzi” della democrazia americana sono lì, ben visibili, almeno simbolicamente vicini e rivolti ai cittadini. Uno scenario comunque affascinante ed importante per un italiano abituato a concepire le proprie istituzioni come luoghi oscuri e anche fisicamente sfuggenti.

Un’immagine del quartiere di Georgetown

A Washington ci sono poi le graziose case del quartiere di Georgetown, le mangiate di granchi sui prati che bordeggiano il fiume Potomac, i memorials di guerra a partire da quella del Vietnam (c’è ancora tanto spazio per nuovi memorials…), e per gli uomini, la statistica (sarà vero o no?), secondo cui in città vivono 9 donne per ogni uomo.
Ora però, ehm…vi consiglierei di scollegarvi al più presto da questa pagina: senza dubbio un qualche agente della CIA sta già tentando di entrare nel vostro computer…Click!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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