Il film del Mese: Soul Kitchen di Fatih Akin

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Locendina di Soul Kitchen, Fatih AkinFatih Akin con Soul Kitchen ci propone una commedia perfetta: divertente, indipentente, multietnica, colorata, profumata e musicata. Un film davvero piacevole ma un po’ troppo furbetto. Gli altri film ora al cinema.

Fatih Akin dopo i premi raccolti nei vari festival internazionali coi suoi precedenti La sposa turca e Ai confini del paradiso continua la sua ispezione sugli immigrati e sulle vite marginali nella Germania in cui vive, ma con questo Soul Kitchen vira verso la commedia e convince tutti quanti, anche la giuria di Venezia che lo omaggia con il Gran Premio della giuria.Soul Kitchen a Venezia Gli artefici di questa commedia scanzonata sono appunto il regista e sceggiatorre turco Fatih Akin e il suo amico greco Adam Bousdoukos attore protagonista nonché cosceneggiatore del film. Un turco e un greco che lavorano insieme in Germania e che sono grandi amiconi è già una cosa davvero positiva.
Il protagonista del film Zinos Kazantsakis, Adam Bousdoukos appunto, gestisce il pessimo ristorante Soul Kitchen in un ex magazzino del porto di Amburgo. Vi prepara cibi surgelati, cucinati approssimativamente in una cucina sporca. I piatti vengono serviti alla meno peggio agli avventori, per lo più operai o pensionati squattrinati che si accontentano di poco (in fondo sono un po’ ignoranti e demodé). Perché Zinos che non sa e non ama cucinare abbia deciso di aprire proprio un ristorante è il primo mistero del film. Zinos vive la sua fidanzata Nadine, che è anche una discreta gnocca (Pheline Roggan), però ci viene presentata come una concentrata su di sé che decide di accettare un lavoro interessante a Shangai e che quando lui vuole scopare si prende del Valium e si addormenta. Perché Zinos la ami è il secondo mistero del film.Anna Bederke e Pheline Roggan a Venezia
Oltre a Zinos e al suo Soul Kitchen gli altri ingredienti del film sono il fratello galeotto Ilias (Moritz Bleibtreu), la cameriera figa Lucia (Anna Bederke), un barista rocker che suona con la sua band nel locale e una fisioterapista super figa (Dorka Gryllus) che massaggia la schiena del protagonista che per il dolore è costretto a recitare quasi sempre come se avesse un bastone nel culo (è anche una battuta del film). Poi naturalmente occorre uno chef che dia la svolta al locale e quindi arriva uno chef raffinatissimo, estroso, un po’ psicopatico e con la barba di tre giorni.
Dorka Gryllus, la fisioterapista super figaCon questi ingredienti la cucina dell’anima ci prepara una sceneggiatura perfetta, piena di ritmo, di colori, di musica (Soul), di profumi e di cattivi odori, di battute fini e di battute grasse. Il ristorante si trasforma: il cibo diventa divino, le pareti colorate, la cucina di un acciaio luccicante. E naturalmente gli avventori non sono più i brutti operai ma giovani bellissimi ed elegantemente alternativi che si divertono un sacco e nelle serate migliori tutti scopano con tutti (è un’altra battuta del film). Per fare evolvere la storia occorrono anche altri personaggi soprattutto quelli cattivi che fanno i cattivi e creano ostacoli affinché il lieto fine possa arrivare dopo i canonici 100 minuti di film.
Alla fine la commedia è riuscita, divertente. Il confronto con quello che di italico passa il convento è per noi impietoso, rispetto alle scuregge e alle battute riciclate su cacca-minchia-tette-culo dei cinepanettoni questa è una ventata di aria fresca. E in confronto al punto di vista del salotto di Verdone qui ci si avvicina ad una realtà più vera (c’è molto della biografia di Bousoukos nel film). La messa in scena è quella di un regista capace e non banale, niente a che fare con i faccioni in primo piano e le tavole apparecchiate di Ozpetek (poi Akin ci mette anche alcune belle inquadrature sghembe perché comunque siamo in Germania, la madre delle inquadrature sghembe).
Ma resta la sensazione di avere assistito ad uno spettacolo furbetto perfettamente studiato a tavolino per piacere a tutti. Dopo un inizio davvero promettente lo schema diventa prevedibile e succede sempre quello che ti aspetti da una tipica commedia indipendente globalizzata, un po’ multietnica, un po’ svitata, con qualche simpatico loser, ed alcune ragazze molto carine ma con i tacchi bassi. Ne esce un ritratto autoindulgente di una generazione che giuoca a fare l’alternativa. I personaggi diventano tipi già scritti e si comportano esattamente come è previsto dal loro ruolo: il fratello galeotto fa il fratello galeotto che si lascia conquistare dalla situazione, ma resta il fratello galeotto, la cameriera fa la sexy frichettona che occupa il meraviglioso appartamento in cui vive (indovinate un po’ con chi si accoppierà?), il cuoco psicopatico fa il cuoco psicopatico e la fisioterapista tutto quello che deve fare una fisioterapista strafiga, c’è anche un vecchio lupo di mare con una lunga e folta barba bianca da lupo di mare. Lo speculatore edilizio non può che esser il cattivo… tutti scopano con tutti tranne il protagonista (ecco l’ultimo mistero del film).
Foto di gruppo per il cast del filmFatih Akin è bravo nel suo sforzo di mostrarsi pronto per il grande salto ad Hollywood e io credo davvero che Soul Kitchen possa essere un ottimo biglietto da visita che gli consentirà di ambientare una perfetta e divertente commedia globalizzata in un quartiere turco di New York. Ma sarà un altro bicchier d’acqua fresca: piacevole, rinfrescante ma di cui resta poco.
Alla fine di Soul kitchen ci restano molta cucina ma poca anima.

 

Moneyshot: nella discoteca radical chic di Amburgo, Ilias constatato che a Lucia piace la musica telefona ai suoi amici rapinatori che fanno irruzione nel locale e rubano tutto l’impianto stereo.
Poi i meravigliosi titoli di testa e di coda

 

Nota: io ho visto il film in lingua originale per snobismo e per pressioni psicologiche che subiamo noi iscritti al DAMS (e anche per spendere 3,5 euro anziché 8) ma in ogni caso vi assicuro che sentire gli attori parlare con le loro voci e i loro accenti è molto meglio che sentirli doppiati come dei vucumprà.

 

Scheda del film:

 

Cast tecnico
Regia: Fatih Akin
Sceneggiatura: Fatih Akin e Adam Bousdoukos
Sito ufficiale
Sito ufficiale italiano (in soundtrack la meravigliosa colonna sonora)
Sito con le ricette
Cast
Zinos: Adam Bousdoukos
chef Shayn:Birol Unel
Ilias: Moritz Bleibtreu
Nadine: Pheline Roggan
Lucia: Anna Bederke
Anna: Dorka Gryllus

 

Ancora in sala:
vola al cinema:

 

Il mondo dei replicanti: fantascienza di una volta, da un romanzo a fumetti sognando di essere Philip K. Dick. piacevole con un gran Bruce Willis: Surrogato
Sherlock Holmes: l’ex marito di Madonna Guy Ritchie con due attori stragnocchi riaggiorna in maniera iperrealistica e moderna il mito di Sherlock Holmes. elementare, medio e anche superiore

 

orgoglio e pregiudizio:

 

(i film da cui stare pregiudizialmente e con orgoglio alla larga)
Io, loro e Lara: Verdone dal suo salotto vede che esistono anche negre e prostitute. L’ennesimo prete per il solito film di Verdone. Nullo (non nichilista, proprio nullo)
Mine Vaganti: Ozpetek non fa il solito film di faccioni che si ritrovano a tavola a mangiare i bucatini. Questa volta sono rigatoni. Scotto

 

 

 

Presto in sala:

 

Avatar: il 15 gennaio esce il nuovo film di James Cameron, il più costoso, il più tecnologico, il più atteso. Nel mondo ha già incassato più di un miliardo di dollari. In Italia non vediamo l’ora di dargli il nostro obolo

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9 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    Il nostro Fatih Akin dopo il successo di Soul Kitchen (Leone d’argento – Gran premio della giuria nel 2009) tornerà al Festival di Venezia. Questa volta come presidente della giuria del premio Venezia Opera Prima “Luigi De Laurentiis”.
    E bravo il nostro Fatih

    Rispondi
  2. Gigi

    Soul Kitchen è piaciuto a tutti. dopo aver esordito al decimo posto alla seconda settimana grazie al passa parola e’ salito all’ottavo incassando piu’ di 800mila euro e registrando oltre 3.000 spettatori per sala. Il tutto nella settimana in cui 900 sale sono per Avatar (che incassa quasi 10 milioni)) e 600 ancora per Verdone.

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  3. Gigi

    ormai che l’hai scaricato guardatelo quel classicone di deep throat anche se lo considero sopratutto un film natalizio (come tutti quelli con Selen).

    Rispondi
  4. kiki

    Va bene, chiudiamo anche con W Galateo, W deep throat e pure W youporn, non vorremo mica passare per dei fighetti, no?

    (Or: secondo me il porno va rivalutato, anche se inspiegabilmente L’Undici continua a evitare l’argomento)

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  5. Galateo

    - Ok, quello che temevo. Non andro’ a vedere soul e se mi capitera’ andro’ con il paracadute che mi hai fornito, grazie.

    - Casualmente, per vedere da dove ha avuto inizio internet, mi sono scaricato Deep Throat. Credo vada bene lo stesso.

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  6. Gigi

    Lo so che Sherlock Holmes non e’ un capolavoro e che tra un mese ce lo siamo dimenticato. Però mi aspettavo un film divertente e ben fatto da un regista a la page e alla fine mi sono davvero divertito.
    Anche Il mondo dei replicanti non è che sia tutta sta roba, vorrebbe essere un po’ matrix e un po’ blade runner ma non ce la fa. però mi ha fatto vedere un film con un po’ di fantascienza ‘normale’ senza i maghetti, i superpoteri e le paradiavolerie che vanno adesso.
    Ecco forse il problema di Soul Kitchen e’ che è stato incensato da tutti (ma proprio tutti e io per davvero sono l’ultimo che puo’ dire qualcosa) e che dopo la sposa turca volevo qualcosa di piu’ che una commedia divertente piena di personaggi carini.
    Pero’ si puo’ vedere, alla fine è davvero piacevole. bella musica, belle tipe, protagonista figaccione: secondo me piace a tutte le donne che non si riconoscono completamente nel diavolo veste prada: portatecele.

    e se pensate che sherlock holmes sia una cazzata, vedetevi piuttosto qualche film con john holmes (una vita per il cinema)
    viva il cinema, viva noi

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  7. Galateo

    > Sai cosa? la paraculaggine del sistema fa sì
    > che abbiano già impostato il sequel ancora
    > prima dei titoli d coda

    D’accordo. In effetti, un film con un plot da quinta elementare, personaggi potenzialmente brillani ma descritti insulsamente e con l’accetta, scene inverosimili anche per “the matrix” e combattimenti ninja potevano meritarsi anche solo un “da ignorare”. Impostare il sequel prima dei titoli di coda decisamente lo upgrada a boiata.

    Ok, bello il setting, la fotografia e l’atmosfera, potevano fare solo quella invece di interrompere continuamente con dialoghi fra gli attori.

    p.s. tu non andrai a veder soul, ma io che faccio?

    W Gigi, W il cinema e W kiki

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  8. kiki

    Critica al critico del critico: certo, Holmes è una boiata, ma divertente, splendidamente (e volontariamente) anacronostico e, anche per quello, autoironico, pieno di colori cupi (mi sa che Mr. madonna si è rivisto due tre volte Sweeney Todd prima di iniziare a girare).
    Bella anche perché non sovrasfruttata l’idea di Holmes che anticipa le mosse e il male che farà ai rivali nel combattimento.
    L’Holmes originale è euclideo nel raziocinio, intuitivo e tossicodipendente; l’Holmes 2010 è un mezzo teppista, egoista e trasandato (non può essere tossico, perché a Ollivud la parola “droga” non esiste), sì intuitivo, ma uomo di azione. Che male c’è?
    Ecco, magari un combattimento ninja in meno non guastava, ma ottimo così. Sai cosa? la paraculaggine del sistema fa sì che abbiano già impostato il sequel ancora prima dei titoli d coda, ma nessuno è perfetto (belli anche i titoli di coda, per inciso).

    Altro consiglio: a me è piaciuto molto la sposa turca, ERGO non andrò a vedere Solu Kitchen.

    W il cinema e W il Gigi

    Rispondi
  9. Galateo

    Domanda al critico: Ho visto la sposa turca. Filmone per tanti motivi. Posso andare a guardare anche questo o per non farmi scadere il regista e’ meglio che mi ricordi solo la sposa?

    Critica al critico: ma come fai a consigliare quella boiata di Sherlock Holmes?

    Rispondi

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