Il Film de Chevet: Wag the dog (Sesso & potere, Barry Levinson 1997)

Share on Facebook33Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Cosa si deve fare se il Presidente degli Stati Uniti è nella merda proprio pochi giorni prima delle elezioni? Si chiede aiuto ad un esperto Spin Doctor che con l’aiuto di un eccentrico produttore Hollywodiano ti improvvisa una guerra in Albania.

Barry Levinson si affida a David Mamet e alla straordinaria coppia Robert De Niro – Dustin Hoffman per regalarci una commedia acida e divertente sulle istituzioni più sacre degli Stati Uniti: la Casa Bianca, Hollywood e la televisione.

Una scena del film con D. Hoffman e R. De NiroLa prima cosa che salta agli occhi è che l’impresentabile titolo italiano non c’entra niente con quello originale. Wag the dog è praticamente intraducibile ma il significato ci viene spiegato da una didascalia prima che il film inizi con le immagini a circuito chiuso dei controlli all’ingresso della Casa Bianca: “Why does a dog wag its tail? Because the dog is smarter than the tail. If the tail was smarter, it would wag the dog.” Più o meno: “Perchè un cane scodinzola la sua coda? Perché il cane è più intelligente della coda. Se la coda fosse più intelligente sarebbe lei a scodinzolare il cane.”
Il cinema si sa è bigger than life ma spesso ci troviamo a dire che la realtà supera la fantasia in particolare quando guardiamo notizie che se ce le avessero raccontate avremmo dubitato fortemente della veridicità. Un esempio su tutti le immagini degli attentati terroristici dell’11 settembre 2001: in molti ci siamo ripetuti che se avessimo visto le stesse immagini in un film le avremmo trovate spettacolari ma davvero troppo inverosimili.
Così se nel 1993 Larry Beinhart scrive un romanzo (American Hero) in cui il presidente degli Stati Uniti è costretto a inventarsi una guerra per distrarre l’opinione pubblica da uno scandalo sessuale a poche settimane dalle elezioni ci sembra davvero di leggere una storia poco credibile di fantapolitica. Nel 1996 David Mamet ed Hilary Henkin traggono dal romanzo una sceneggiatura che Barry Levinson produce e dirige e sembra ancora che si tratti di una nera commedia politica con una trama un po’ azzardata. Ma quando nel dicembre 1997 il film esce nelle sale americane con il titolo Wag the dog lo scandalo che lega il Presidente Bill Clinton alla stagista Monica Lewinski con una cravatta macchiata (non era yogurt) è già scoppiato ed allora il film assume una valenza quasi profetica.
Wag the dog ci racconta che tre settimane prima delle elezioni il Presidente viene accusato di molestie sessuali da una ragazzina scout che ha visitato la Casa Bianca. Lo scandalo sta per scoppiare. Robert De Niro in Wag the DogCosa si fa? Si chiama il professor (professore di che cosa non si sa) Conrad Brean (Robert De Niro), una specie di dottor Wolf che risolve i problemi. Conrad Brean è un personaggio ambiguo e inquietante: non si sa chi sia, da dove venga, non ci dice niente, non risponde alla domande, alla fine conosciamo di lui esattamente le stesse cose che sapevamo all’inizio cioè niente. Però viene chiamato alla Casa Bianca per dare le dritte all’addetta stampa del presidente (la bella Anne Heche) con lo scopo di risolvere una faccenda gravissima. Il problema è apparentemente irrisolvibile perché si sa che una notizia fondata o meno che sia è comunque più resistente di una qualsiasi smentita per quanto autorevole possa essere. E alle elezioni manca davvero poco, il popolo americano non dimenticherà. Che il fattaccio sia avvenuto o meno non importa perché il discorso massmediatico fa si che non ci sia differenza tra affermazione e ipotesi. La differenza tra l’essere accusato e l’essere condannato è enorme, ma nell’intreccio tra potere politico e potere mediatico questa differenza svanisce.
Ma che lavoro fa in pratica il nostro De Niro? È lo spin doctor del presidente. Il termine spin doctor deriva dal baseball dove to spin si usa per descrivere un particolare effetto che il lanciatore dà alla palla per darle una traiettoria poco chiara che possa ingannare il battitore. Così lo spin doctor è un esperto a deviare il flusso dell’informazione. Per fare in modo che non si parli del presunto scandalo sessuale negare o discolparsi è peggio (come quel politico che accusava il suo avversario di sodomizzare le pecore: “lo so che non è vero, ma voglio vederlo in TV discolparsi di questa cosa), sminuire è impossibile: l’unica soluzione è spostare l’attenzione su altro. Ma per spostare l’attenzione da un approccio tra il Presidente e una ragazzina ci vuole qualcosa di veramente grosso e allora il nostro spin doctor si inventa addirittura una guerra. È un lavoro difficile perché bisogna fare vedere agli Americani una guerra vera che invece non c’è. Quindi ci si rivolge a chi la guerra la sa mostrare: il cinema. Così lo spin doctor si affida a un potente produttore hollywodiano (Dustin Hoffman) per costruire la rappresentazione di una presunta guerra all’Albania. E i due fanno le cose per bene, in grande: con video di bombardamenti trasmessi dalle TV compiacenti, un finto eroe, una vecchia star country (Willie Nelson) che inventa una lacrimevole canzone patriottica, conferenze stampa, parate militari, funerali…Se il cinema trasforma il falso in verosimile poi è il potere a trasformare il falso in vero.
Rieccoci a Wag the dog: il cane è l’opinione pubblica costituita da persone vere, la realtà, grossa, sostanziosa, organica che muove la coda che è la sua rappresentazione che sta aderente al cane che la controlla. Nel mondo messo in scena dal film la coda è diventata più grossa e potente del cane: è la rappresentazione che produce la realtà, arrivando a costruire quello che è l’evento più estremo della realtà concreta: la guerra. Ok le code grosse sono meglio del macchinione, sono un articolo molto ricercato che  tutti vorrebbero avere perché piace a tutte, ma in questo caso per tutti noi che siamo parte del cane non è certo un fatto positivo.
La tesi del film è che la coda sia ormai diventata più grossa del cane. Questa tesi ci è mostrata se vogliamo in maniera schematica e tendenziosa, ma è un fatto che Wag the dog abbia raccontato avvenimenti che poi si sono verificati successivamente.
Però in realtà le cose sono andate a finire un po’ diversamente: nonostante guerre finte (all’Iraq) e attacchi veri (in Sudan), terroristi veri e presunti sbandierati alla fine nessuno si è dimenticato degli scandali sessuali che hanno accompagnato il Presidente Clinton. E da noi che abbiamo come presidente del consiglio un grandissimo spin doctor si sono usati scandali sessuali veri o presunti per nascondere processi, leggi ad personam, finanziarie bislacche, incapacità di governo. Anne Heche in una scena di Wag the dogPerché il pure acuto film di Levinson di una cosa non ha tenuto conto: che negli Stati Uniti come in Italia alla fine più di tutto ci piace parlare di figa. La differenza è che negli USA Clinton questa cosa l’ha in qualche modo pagata mentre in Italia se si è alle strette, se si deve distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica, se si vuole scodinzolare il cane allora è meglio (comunque meglio) parlare di figa.

Wag the dog si presta volutamente a dibattiti ed elucubrazioni più o meno alte o profonde. Non è un capolavoro, Barry Levinson è abbastanza piatto e prevedibile ma ha il grande pregio di affrontare questi temi con grande leggerezza e di affidarsi a uno dei migliori sceneggiatori di Hollywood (il grande drammaturgo David Mamet) e a due mostri sacri come De Niro e Hoffman che gigioneggiano ma senza eccessi e ci regalano una commedia acida e piacevole, un film che conferma la forza del cinema
nel mettere in scena con intelligenza e in maniera satirica una critica al potere e alle istituzioni più sacre degli Stati Uniti: la Casa Bianca, Hollywood e la televisione.
Una scena del filmRiguardiamolo per goderci i duelli verbali tra Hoffman, prolisso ed esibizionista e De Niro, silenzioso e ambiguo, per vedere quale uso possa fare il potere degli esperti, del patriottismo e del sentimento popolare e una volta di più quali meccanismi si muovono dentro e attorno alla Casa Bianca, il centro di potere più potente del mondo e infine per scoprire il ruolo davvero originale che ha la CIA in questo film.

L’undici sposta il flusso della comunicazione per riportarla alla realtà: l’undici scodinzola la coda che scodinzola il cane.

Metti "Mi piace" alla nostra pagina Facebook e ricevi tutti gli aggiornamenti de L'Undici: clicca qui!
Share on Facebook33Tweet about this on TwitterShare on Google+0Share on LinkedIn0Email this to someone

Perché non lasci qualcosa di scritto?