Gradoli (disambiguation)

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Conspiracy theory. Dal rapimento Moro all’attentato Berlusconi transitando per Marrazzo. Viviamo in un fumetto? O i fumetti a volte servono? Come cresce la politica “sperimentale”.

Gradoli City RoadL’equivoco Gradoli, quello per cui l’omonimo paese nei pressi del lago di Bolsena fu messo sotto sopra alla ricerca di Aldo Moro che, nel mentre, era forse prigioniero in Via Gradoli a Roma (o perlomeno lì si decideva sulla sua prigionia), è una delle pagine più assurde della storia italiana. Quando i tiggì hanno rimbalzato la notizia dello scandalo Marrazzo, raccontandoci che le “debolezze” del Presidente del Lazio avevano come teatro un condominio di Via Gradoli, la stessa del covo delle Brigate Rosse che (forse?) ha ospitato Aldo Moro, ho pensato che la storia moderna d’Italia sia un romanzetto di serie B. Ma insomma, con tutte le città, paesi e vie che abbiamo in Italia, tutto in via Gradoli deve succedere?

 

Chissà se Prodi & C. hanno visto le prodezze di Marrazzo in seduta spiritica, così come videro il nome Gradoli in un pomeriggio primaverile del 1978, durante il rapimento Moro. Anzi, per la precisione era il 2 aprile, se fosse stato il giorno precedente perlomeno potevamo appellarci al pesce d’aprile.
Prima del Marrazzo-gate, una spiegazione al Prodi spiritista, anzichè integerrimo statista cattolico, abbiamo provato a darcela. Prodi ai tempi era il Ministro dell’Industria (ebbene sì, era già ministro, lo sapevate?), ma anche professore universitario, a Bologna, nella facoltà di Scienze Politiche. Insomma, per i cosiddetti Anni di Piombo un posto informativo privilegiato. E la seduta spiritica sarebbe stato un gioco, ma il piattino ha scritto Gradoli e – presumibilmente sulla base dei nomi dei presenti alla seduta – il Ministero dell’Interno (tal Cossiga) ha deciso di prendere sul serio la cosa. Non si ha la lista completa dei partecipanti, ma di sicuro c’erano altri due cattedratici bolognesi, Baldassarri (attualmente senatore PdL e viceministro nel governo Berlusconi 2001-2006) e Clò, e il fratello di quest’ultimo. Insomma, tre professori universitari nella Bologna del 1978 potevano trovare punti di contatto con l’estremismo militante degli anni ’70. La storia della seduta spiritica è forse uno stratagemma legale per evitare scomode rivelazioni sulle fonti di informazione o forse semplicemente per rispettare un patto con gli informatori.
Almeno questa è la storia che mi ero fatto nella mia testa.

 

La storia “vera” poi la sanno tutti. Si rivoltò Gradoli, senza ovviamente trovare tracce di Moro, si scandagliò il lago di Bolsena. Una decina di giorni dopo scoppia una tubatura in via Gradoli 96 interno 11 e i vigili del fuoco scoprono il covo delle BR.
Si seppe anche che l’appartamento di via Gradoli 96 era già stato oggetto d’interesse per i servizi segreti, ma all’epoca i nostri 007 non avevano i computer quindi non venne in mente di incrociare il Gradoli della seduta spiritica con il Tuttocittà di Roma.
Ora, voi capirete che è perlomeno insolito che un altro scandalo politico del calibro del Marrazzo-gate, perdipiù condito da un paio di morti misteriose abbia origine proprio in via Gradoli. Al numero 96.

 

Sempre rovistando nella mia testa, mi sono costruito un po’ di ipotesi.
1) Ipotesi Dylan-Dog. La palazzina di Via Gradoli 96 è posseduta da demoni del male. Sono demoni di serie B, quelli a cui è stata affidata la gestione del male in Italia, e da buoni italiani mescolano farabuttaggine a un po’ di avanspettacolo di serie B. Se riusciamo a estirpare i demoni da via Gradoli, scopriremo tutto su Ustica, la strage di Bologna, l’Italicus, Piazza Fontana e ovviamente Moro e Marrazzo. Il problema è trovare Dylan Dog in Italia. Di Dylan Dog credibili non ne abbiamo tanti, perchè i bellocci in Italia sono stupidi e di destra, mentre Dylan Dog è intelligente e di sinistra. A pensarci bene non abbiamo neanche personaggi intelligenti e di sinistra, forse. Ma questa è un’altra storia.
2) Ipotesi Servizi Deviati. Il caso Moro e il caso Marrazzo sono stati architettati e gestiti dai servizi segreti. Il problema è che i nostri servizi segreti, soprattutto quelli deviati, tirano la cinghia. Non hanno i soldi della CIA o dell’M6, non hanno le risorse di James Bond. Quindi hanno una misera palazzina e devono architettare tutto lì. Questo spiegherebbe anche perchè non hanno cercato Moro in via Gradoli, se si “bruciavano” anche l’unica palazzina a disposizione, i servizi segreti avrebbero dovuto chiudere bottega. Invece sono rimasti aperti e per i fondi a disposizione hanno fatto casini abbastanza dignitosi.
3) Ipotesi Google Earth. Il 96 di via Gradoli è un grattacielo di 800 piani. Ci vivono milioni di persone. E’ normale, probabilisticamente, che succeda tutto lì.

 

Ora, tornando alle conspiracy theories, un elemento intrigante è quello per cui lo scandagliamento del lago di Bolsena fosse in realtà un esperimento per capire come il Paese (ma ce la meritiamo ‘sta maiuscola?) avrebbe reagito alla notizia della morte di Moro. Non ci furono rivoluzioni, quindi l’esperimento funzionò e la storia finì come doveva (?) finire, che gli artefici fossero le brigate rosse, la CIA o gli 007 de noantri.
Quando poi uno si abbandona a queste delucubrazioni, è ovvio che fermare il cervello è dura. E allora mi è successo di pensare a questo quando hanno tirato un piccolo duomo sul naso di Berlusconi, che ormai ci ritrovavamo il nostro “Kennedy” anche noi. Sì, lo sparo misterioso dai cieli di Dallas è molto più epico del duomo dello psicopatico, ma possiamo fare nuovamente riferimento alle tesi di cui sopra (fumetto vs. scarsità di fondi per i servizi segreti). E poi, comunque, era solo un esperimento. Per vedere la reazione del Paese, che tutto sommato – Porta a Porta a Parte – mi è sembrata low profile. Per fortuna non è avvenuto in Gradoli Road, altrimenti mi avrebbe fatto pensare.

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Chi lo ha scritto

matzeyes

Nato nei favolosi anni settanta, si sente scienziato (e incredibilmente lo pagano come tale), romantico, padre sapiente, nostalgico, sognatore (ad litteram), scrittore, giornalista, teorico della cospirazione, giocatore di baseball, cittadino del mondo (più d'Europa), anticonformista, rivoluzionario di sinistra, vero cattolico. In realtà è solo un (po') coglione, ma almeno è anche lui un fondatore de l'Undici.

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