Dove andremo a finire

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foto di JumpiHo due sfere di cristallo comprate in una bancarella vicino a Montecitorio, due sfere che girano molto veloce (anche se sono incrinate) nelle quali posso vedere la televisione del 2015. Sembrerebbe bello, ma come succede spesso nei mercatini romani, mi sono preso una fregatura….

Primo: le sfere sono l’eredità di un vecchio senatore democristiano, quindi fanno vedere solo programmi politici (e mettetevi il cuore in pace, “Porta a Porta” c’è ancora, invece Rai 3 non si vede per niente). Seconda fregatura, le sfere sono analogiche e col digitale terrestre si vede molto confuso.
Per questo, ho provato a “ricostruire” lo scenario politico, ma ho alcuni dubbi. Quindi di scenari ce ne sono quattro con tanto di probabilità di realizzazione.
Buon divertimento (si fa per dire).

Italia, 2015
Da quel che ho capito non ci sono state grosse riforme istituzionali. E’ stato ridotto il numero di parlamentari del 10% ed è stato aumentato quello dei ministri e dei sottosegretari del 300%. Per il resto, non è che in 5 anni sia cambiato più di tanto.

SCENARIO 1 – STATUS QUO (probabilità 22%)
Il Governo Berlusconi, nonostante diverse boutade di Fini e minacce della Lega, è sopravvissuto fino a fine legislatura. Poche norme rilevanti. Alla fine è passato un compromesso sulla giustizia che salva Berlusconi, ma evita i danni più gravi del processo breve. E’ passato grazie a numerose assenze nei banchi dell’opposizione. Tra le altre misure importanti, un nuovo maxi-condono per ridare impulso all’economia attraverso l’edilizia.

L’unico momento di vera difficoltà è stato l’eliminazione dell’Italia ai quarti di finale in Sudafrica nel 2010, con Berlusconi presente. Per un momento la gente ha sospettato che il premier in tribuna porti jella e ha rimpianto Prodi. Ma la speranza è durata poco. Invece le elezioni sono state sorprendenti, il PD ha vinto e per due mesi ha governato come una locomotiva, con Bersani presidente. Peccato poi che D’Alema, che aspirava alla presidenza della Repubblica, sia stato “trombato”. Il suo rancore ha provocato rapidamente una crisi di governo e una crisi di nervi agli elettori di sinistra, nel giro di sei mesi il governo è caduto, si sono rifatte le elezioni e ha rivinto Berlusconi, promettendo un governo nuovo, sostanzialmente più di sinistra, anche se poi ha messo Cristina del Grande Fratello ministro del Lavoro.

SCENARIO 2 – NO BERLUSCONI, GOVERNO DI SALVEZZA NAZIONALE (probabilità 59%)
Questo – a giudicare dalle immagini della sfera seppur disturbate – è lo scenario più probabile. La deriva psico-politica di Berlusconi è continuata per un paio d’anni, giusto fino all’eliminazione dell’Italia ai quarti di finale in Sudafrica. E’ anche sparito dalla scena per quattro giorni, qualcuno diceva che fosse morto, altri parlavano di un ricovero per un’overdose da Viagra, altri dicevano fosse stato malmenato da un marito (o da un padre) geloso. Fatto sta che poi è ricomparso, ha detto che era stato a farsi una gita a Tallin con Putin (almeno credo avesse detto “Putin”, si sentiva male), ma ormai la sua parabola discendente era segnata. Era circondato da nemici. Persino i fedeli leghisti, non essendo riusciti a prendersi il Veneto e il Piemonte nelle Regionali, hanno smesso di sostenerlo.

Fini ha continuato ad interpretare la parte dell’intellettuale e del politico di classe, con scarsa credibilità, ma comunque ha trovato una trentina di seguaci tra i deputati PdL. Ma soprattutto è stata l’opposizione dell’”Italia che conta” a far cadere Berlusconi, e cioè quella connection trasversale che porta in Parlamento analfabeti, pregiudicati e attori televisivi. Quando si è scoperto che il Re era nudo, e non solo nella sua piscina a Villa Certosa, sono venuti a mancare una serie di appoggi. E così, Silvio alla fine è caduto in una trappola tesagli nientemeno che da Tremonti, stanco di non essere diventato la prima damigella d’onore, e in una fiducia sulla finanziaria il governo è caduto. Berlusconi prima ha provato a dire che la fiducia in Parlamento è un retaggio del passato e che comunque i sondaggi dicono che il 117% degli italiani ha fiducia in lui, ma poi – da saggio leader qual è – ha preso un aereo personale per la Tunisia, dove contrariamente a Craxi vive nel lusso senza particolari rancori.

Intanto l’Italia è sorretta da una coalizione piuttosto anomala, una “grosse koalition” all’italiana, ovvero una “grosse kolionaten”. Fini presidente del Consiglio e nei ministeri chiave un gruppo di “saggi” formati da Casini, Tremonti, Rutelli (ce l’ha fatta!), Gianni Letta, Di Pietro e Bruno Vespa. Inizialmente, il governo di salvezza nazionale aveva invitato anche il PD a partecipare alla coalizione, ma al momento di decidere sono emersi grossi contrasti e si è scoperto che non c’era coesione sul tema dell’esistenza del Paradiso (mentre sull’Inferno i piddini erano tutti d’accordo).

SCENARIO 3 – REPUBBLICA BANANE (probabilità 18%)
E così, nella storia della Repubblica Italiana, sarebbe arrivato anche il primo vero Colpo di Stato. Inizialmente sembrava fosse stato opera dei magistrati rossi, in quanto Berlusconi fu prelevato all’alba da un materasso ad acqua che condivideva con un uomo neanche troppo bello (almeno questo vuole la retorica di regime), trasportato all’Ucciardone, interrogato per otto ore e poi esiliato ad Hammamet, comunque con un vitalizio di 5 milioni di euro al mese.

Ma al potere non andò Di Pietro, quindi si pensò ad una trama del Vaticano, stanco dei continui tradimenti del Cavaliere (più quelli fiscali che quelli coniugali). Ma al potere non andò Buttiglione, quindi si pensò che finalmente la sinistra l’avesse fatta finita col buonismo e avesse trovato la strada della vera rivoluzione. Ma al potere non andarono né D’Alema, né Bersani, né la Binetti.
Allora si capì tutto. Quando Paolo Bonolis prestò giuramento sulla costituzione e uscì tra le folle urlanti elencando la lista di ministri, si vide che il passo era senza ritorno. Bruno Vespa agli interni, Raffaella Carrà alle politiche giovanili, la Marcuzzi alle Comunicazioni, Tiziano Ferro all’Industria, solo per citarne alcuni. A Baudo fu data la presidenza della Repubblica. Il governo spostò la sua sede in via Gradoli.

 

SCENARIO 4 – NORMALE AVVICENDAMENTO DEMOCRATICO (probabilità 1%)

 

L’Italia ha finalmente raggiunto la maturità. Nell’ultima fase del governo Berlusconi, grazie anche alla lungimiranza di Fini, si è cominciato a dialogare con la sinistra e Bersani si è rivelato un ottimo interlocutore. Si è fatta finalmente una riforma della giustizia, ci si è accordati sull’inopportunità di perseguire ulteriormente Berlusconi e si è fatta una norma che rende ingiudicabile i presidenti del Consiglio oltre i 75 anni. In cambio Berlusconi ha promesso di farsi da parte a fine legislatura.

Nell’anno precedente le elezioni poi sono successe molte cose. La sinistra si è ricompattata sotto la guida di un giovane semi-sconosciuto, ma carismatico e intelligente che si dice sia un nipote di Togliatti. Persino Di Pietro è riconfluito nella sinistra, mentre la sinistra radicale ha continuato nel processo di scissione iterativa, finchè l’atomo sinistro della cellula epiteliale di Vendola si è scisso dall’atomo destro. Dall’altra parte Fini ha saputo ridare dignità alla destra liberal-conservatrice, ha eliminato gli impresentabili del PdL (Gasparri, La Russa, Dell’Utri, Schifani e tutti quelli senza la licenza media o con la fedina penale sporca) e con i tre che sono rimasti si è alleato con Casini e Rutelli. La Binetti, finalmente, è passata al centro-destra nei cui valori si riconosce. La Chiesa ha fatto un passo indietro dicendo “date a Cesare quel che è di Cesare” (e non poteva trattarsi di Previti, perchè ora è maggiordomo ad Hammamet).

 

La Lega ha deciso di andare da sola, mancando il dialogo con Fini. In sostanza è stata la prima elezione bipolare e dai toni costruttivi. I due schieramenti hanno presentato un programma in cui si proponevano ricette finalmente diverse per il Sud, la criminalità organizzata, il lavoro giovanile, il digital divide, il conflitto d’interessi, la gestione economica del paese. Il dibattito televisivo è stato pacato e concentrato sui contenuti. Quasi il 90% degli elettori si sono presentati alle urne, in un giorno soleggiato e di allegria. Alla fine ha vinto con il 60% la sinistra, Fini si è affrettato a dire che è stata una bella elezione e come gesto di generosità gli è stata data una camera (anzi una Camera). Il Pil ha ripreso a crescere del 3% annuo, praticamente senza inflazione grazie all’”esplosione” del Mezzogiorno che è diventato la regione più dinamica, giovane e in crescita d’Europa, l’inquinamento e il traffico sono diminuiti, la qualità televisiva è migliorata, sono aumentati i figli e i rapporti sessuali.

Quando ho visto l’ultimo scenario, ho riportato le sfere di cristallo al mercatino, ormai certo che fosse una fregatura.

 

[foto di Jumpi]

 

 

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