Il film del mese: Il mio amico Eric (Looking for Eric, Ken Loach)

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Il mio amico Eric (Looking for Eric, Ken Loach)Ken Loach non abbandona i temi sociali e il proletariato britannico, ma questa volta sceglie toni più intimi e ci regala una piacevolissima favola sociale sull’amicizia e sul football che arriva con insolita leggerezza al cuore romantico dello spettatore. Con un grande Eric Cantona nei panni di se stesso.Gli altri film ora al cinema.

Non ho lasciato io la scritta Ken Loach ruina mundi sui muri di fianco alla vecchia sala della cineteca di Bologna (e purtroppo neanche Abbas Kiarostami, Viv la figa sul muro di fronte), ma ormai da molti anni il regista inglese mi lasciava perplesso quasi avesse imboccato una strada senza ritorno, una strada che l’aveva portato a ripetere lo stesso film sul proletariato britannico maltrattato, sconfitto, senza speranza. Stavolta Ken Loach pur restando accanto ai suoi personaggi proletari ci regala una riflessione sociale coi toni della commedia, quasi una favola per la quale più di un critico ha scomodato paragoni con Frank Capra.
La sceneggiatura in collaborazione col fidato Paul Laverty è perfetta e in effetti sembra ispirata da un Frank Capra socialista e calciofilo: nei primi divertenti e malinconici 10 minuti ci viene mostrato il presente del protagonista Eric Bishop, un postino pelle e ossa depresso e in preda ad attacchi di panico che deve gestire due figliastri adolescenti problematici dimenticati a casa sua da un’ex moglie. Gli amici, colleghi di lavoro e compagni di tifo gli danno una mano, ma questo non basta a sollevarlo dal disastro che è la sua vita.
Queste premesse potevano portare al solito film di Ken Loach invece questa volta il regista fa accadere il miracolo. Farsi i cannoni fa male quando si hanno vent’anni, figuriamoci se si è depressi e se ne hanno 50, invece mentre Eric medita sul suicidio davanti al poster dimensione 1:1 del suo idolo Eric Cantona fumandosi uno spinello rubato al figliastro ecco che, come un genio della lampada, quello che ‘Non sono un uomo, sono Cantona’ si materializza davanti ai suoi occhi. In altri 10 minuti il primo confronto tra i due Eric ci fa vedere quali sono i fantasmi del passato: il rock ‘n’ roll e soprattutto il meraviglioso amore per Lily Divine che Eric 30 anni prima non ha saputo vivere e che ancora lo tormenta.Eric Bishop e Lily Divine L’ex calciatore diventa il suo confessore, il suo allenatore, il suo psicologo e con la sua filosofia da spogliatoio, i suoi aforismi da Dio degli stadi lo aiuta a dare una svolta positiva quando tutto sembra perduto.
Con il Dio Eric Cantona e gli impagabili amici di Eric il postino il tifo e l’amicizia diventano il filo conduttore del film e ricompattano la classe operaia restituendole la speranza, il coraggio e la dignità che sembravano estinti. I  tifosi che il cinema aveva sempre dipinto come hooligans sono riabilitati e il calcio è restituito al popolo perché senza i tifosi che lo vivono intensamente, non fosse altro che per dimenticare per poche ore una vita di merda, il football delle star sarebbe uno spettacolo vuoto.

I due Eric a confrontoIl realismo tipico del cinema politico qui non c’è (Manchester è addirittura una città assolata) ma è meglio così perché Ken il rosso questa volta stampa la leggenda per regalarci una favola in cui l’amicizia, l’amore e il football possono riscattare una vita andata a male. Chiunque abbia una Lily mai dimenticata o degli amici che non ti mollano mai o semplicemente una squadra che diventa quasi una ragione di vita amerà questo film anche se tra una risata e l’altra se lo vivrà a lungo con gli occhi lucidi.

 

Una scena del filmMoneyshot: quando il postino Eric domanda a Cantona quale sia stato il momento più bello della sua vita. Un gol, deve

essere stato per forza un gol. E noi li vediamo quei cazzo di gol, e sono spettacolo puro, ci emozionano davvero. Ma Cantona ci prende in contropiede: è stato un passaggio perché devi sempre aver fiducia nei compagnii. Il football, il gruppo sono il semplice spirito del film e sono tutti in questa scena.
L’operazione Cantona e la sua conclusione sono l’apoteosi divertente e commovente di Looking for Eric.

Nota: io ho visto il film in lingua originale per snobismo e per pressioni psicologiche che subiamo noi iscritti al DAMS (e anche per spendere 3,5 euro anziché 8) ma in ogni caso vi assicuro che sentire Cantona parlare con la voce di Cantona e non con quella di un Clouseau taroccato è molto meglio.

 

When the seagulls follow the trawler, it’s because they think sardines will be thrown in to the sea.” (Eric Cantona)

 

Scheda del film:

 

Cast tecnico
Regia: Ken Loach
Sceneggiatura: Paul Laverty
Musiche: George Fenton
Fotografia:Barry Ackroyd
Montaggio: Jonathan Morris
Cast
Eric Bishop: Steve Evets
Eric: Eric Cantona
Lily: Stephanie Bishop
Trailer inglese
Trailer italiano

 

Ancora in sala:
vola al cinema:

 

A serious Man: i fratelli Coen imboccano un sentiero malinconico e spietato senza rinunziare alla loro tipica acida ironia yiddish. ma il sentiero è diretto proprio verso l’uragano: precatastrofico
Welcome: clandestini che vogliono attraversare la Manica a nuoto. Coraggio e sentimenti che uniscono indigeni e stranieri: umanistico
Moon: Duncan Jones (figlio di David Bowie) sfodera un film di fantascienza con pochi mezzi ma molte idee: sommessamente galattico
Segreti di famiglia: torna Francis Ford Coppola e fa un film di Coppola sulla famiglia Coppola: universale
Dieci Inverni: un film italiano che mostra giovani realistici che si amano senza lucchetti e senza canini affilati. La vita e i sentimenti scorrono e si evolvono per 10 anni: (in)credibile

 

orgoglio e pregiudizio:

 

(i film da cui stare pregiudizialmente e con orgoglio alla larga)
L’uomo nero: Rubini torna nella ‘sua’ Puglia per un racconto corale in dialetto: prevedibile (e pre-visto)
A Christmas Caroll: Un regista bolso (Zemeckis) spreca denaro e attori (Jim Carrey) per l’ennesima versione di Scrooge, con una tecnologia che sa già di vecchio: impolverato
Jennifer’s body: Megan Fox è una gran gnocca, ma il bocconcino sei tu: cine-fast food

 

Presto in sala:

 

Avatar: il 15 gennaio esce il nuovo film di James Cameron, il più costoso, il più tecnologico, il più atteso. Il conto alla rovescia a suon di esclusive, trailer, anticipazioni opportunamente centillinate è già iniziato da un pezzo

 

 

 

 

 

 

 

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3 commentiCosa ne è stato scritto

  1. Gigi

    Negli States è uscito anche Avatar: nonostante la neve e il gelo nel primo week end ha incassato piui’ di 73 milioni di dollari. Nel resto del mondo altri 150 milioni nel primo fine settimana. In pratica in 3 giorni James Cameron ha tirato su quasi tutto quello che aveva speso. Il film piu’ atteso, piu’ costoso, piu’ innovativo, piu’ pubblicizzato, piu’ tutto della storia rischia di superare gli incassi del penultimo film di Cameron, quel Titanic che e’ ancora lì a menarla dal 1997.
    In Italia arriva dopo le feste per non intralciare il tradizionale dominio dei cine panettoni. Ma tanto questo non si scarica che bisogna vederlo con gli occhialoni.
    Gigi

    Rispondi
  2. Gigi

    Intanto l’11 dicembre (probabilmente in nostro onore) negli Stati Uniti è uscito INVICTUS l’ultimo film dell’incommensurabile Clint Eastwood: bhe in un week end in cui doveva misurarsi con l’ultimo cartone Disney, qualche film prenatalizio, residui di Twilight e di 2012 e’ riuscito ad incassare più di 9 milioni di dollari. E’ vero che dopo l’inatteso successo di Gran Torino qualcuno si attendva incassi anche maggiori, ma se teniamo conto che il film e’ ambientato in Sud Africa e parla di rugby, argomenti dei quali negli States non frega assolutamente niente a nessuno, il risultato per il nostro amato Clint è un successo incoraggiante. In Italia INVICTUS arriverà solo il febbraio quando probabilmente molti di voi che uccidete il cinema, se ve lo volete vedere l’avrete gia’ fatto nella maniera che sapete voi.
    Gigi

    Rispondi

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